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Codice proc. penale agg.  al  11 Mag 2015
 
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Art. 730 cod. proc. penale: Riconoscimento delle sentenze penali straniere per gli effetti previsti dal codice penale

1. Il Ministro di grazia e giustizia, quando riceve una sentenza penale di condanna o di proscioglimento pronunciata all’estero nei confronti di cittadini italiani o di stranieri o di apolidi residenti nello Stato ovvero di persone sottoposte a procedimento penale nello Stato, trasmette senza ritardo al procuratore generale presso la corte di appello, nel distretto della quale ha sede l’ufficio del casellario locale del luogo di nascita della persona cui è riferito il provvedimento giudiziario straniero, o presso la Corte di appello di Roma, copia della sentenza, unitamente alla traduzione in lingua italiana, con gli atti che vi siano allegati, e con le informazioni e la documentazione del caso. Trasmette inoltre l’eventuale richiesta indicata nell’articolo 12 comma 2 del codice penale.

2. Il procuratore generale, se deve essere dato riconoscimento alla sentenza straniera per gli effetti previsti dall’articolo 12 comma 1 numeri 1, 2 e 3 del codice penale, promuove il relativo procedimento con richiesta alla corte di appello. A tale scopo, anche per mezzo del ministero di grazia e giustizia, può chiedere alle autorità estere competenti le informazioni che ritiene opportune.

2-bis. Quando il procuratore generale è informato dall’autorità straniera, anche per il tramite del Ministero della giustizia, dell’esistenza di una sentenza penale di condanna pronunciata all’estero, ne richiede la trasmissione all’autorità straniera con rogatoria, ai fini del riconoscimento ai sensi del comma 2.

3. La richiesta alla corte di appello contiene la specificazione degli effetti per i quali il riconoscimento è domandato.

 


Giurisprudenza annotata

Riconoscimento delle sentenze penali straniere per gli effetti previsti dal codice penale

Il riconoscimento di una sentenza penale straniera a norma dell'art. 730 c.p.p., che detta la disciplina applicabile in assenza di un accordo in materia con lo Stato da cui proviene il provvedimento, è ammissibile nei confronti di tutti i cittadini italiani, indipendentemente dalla loro residenza nello Stato o dalla loro sottoposizione a procedimento penale in Italia. (Fattispecie relativa a riconoscimento di sentenza emessa negli Stati Uniti d'America ai fini dell'applicazione della recidiva nei confronti di cittadino da tempo residente all'estero). Rigetta, App. Milano, 11/12/2012

Cassazione penale sez. VI  06 dicembre 2013 n. 50616  

 

Il riconoscimento delle sentenze penali straniere risulta ammissibile anche laddove il reo non risieda più nel territorio italiano, dovendosi fare riferimento - ai fini della delimitazione della giurisdizione del giudice nazionale al di fuori dello 'spazio giudiziario europeo', al solo criterio della cittadinanza. (nella specie un pluripregiudicato aveva visto applicarsi dalla Corte d'appello l'aggravante soggettiva della recidiva in seguito al riconoscimento di una sentenza di condanna straniera, emessa dal Tribunale distrettuale del New Jersey per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e allo spaccio di stupefacenti).

Cassazione penale sez. VI  06 dicembre 2013 n. 50616  

 

È manifestamente infondata la q.l.c. del combinato disposto degli art. 12 comma 1 n. 2 c.p. e 730 ss. c.p.p., laddove consentono l'applicazione di pene accessorie discrezionali previste esclusivamente dalla legge italiana in conseguenza del riconoscimento di sentenza penale straniera, in riferimento agli art. 3, 24 e 111 cost., per asserita violazione del diritto di difesa derivante dall'assenza di contraddittorio sul punto davanti all'autorità giudiziaria estera, poiché il condannato può esercitare il suo diritto di difesa, deducendo ogni elemento a lui favorevole, davanti al giudice italiano, la cui cognizione deve estendersi alla valutazione circa l'applicabilità delle riferite sanzioni, in ordine sia all'"an" sia al "quantum" temporale. Annulla in parte con rinvio, App. Napoli, 22 maggio 2012

Cassazione penale sez. VI  11 giugno 2013 n. 27736  

 

L'estradizione ai fini dell'esecuzione di una pena può è essere rifiutata qualora l'estradando abbia fatto richiesta di riconoscimento della sentenza penale straniera, ai sensi dell'art. 730 c.p.p., anche in mancanza della richiesta del Ministro della giustizia e del Procuratore generale, qualora sussistano situazioni soggettive e interessi che involgano diritti fondamentali radicati in fonti sovranazionali vincolanti per lo Stato (fattispecie relativa al diritto alla risocializzazione nel luogo dove si svolge la vita familiare).

Corte appello Bari  24 settembre 2010

 

In tema di riconoscimento delle sentenze penali straniere per gli effetti previsti dal codice penale, l'art. 730 c.p.p. prescrive che sia inviata al Procuratore Generale "una copia della sentenza, unitamente alla traduzione in lingua italiana". Uguale prescrizione è contenuta nell'art.731 c.p.p., in tema di riconoscimento delle sentenze penali straniere a norma degli accordi internazionali, nonché nell'art.1 l. 257/1989. Conseguentemente, si deve ritenere che il Procuratore Generale, quando promuove il riconoscimento di una sentenza penale straniera mediante richiesta alla Corte d'Appello, deve produrre copia della sentenza stessa (unitamente alla traduzione in lingua italiana), quale indispensabile supporto documentale della propria richiesta.

Corte appello Torino sez. III  04 maggio 2010



 
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