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Codice proc. penale agg.  al  10 Mag 2015
 
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Art. 742 cod. proc. penale: Poteri del ministro di grazia e giustizia e presupposti dell’esecuzione all’estero

1. Nei casi previsti da accordi internazionali o dall’articolo 709 comma 2, il ministro di grazia e giustizia domanda l’esecuzione all’estero delle sentenze penali ovvero vi acconsente quando essa è richiesta dallo Stato estero.

2. L’esecuzione all’estero di una sentenza penale di condanna a pena restrittiva della libertà personale può essere domandata o concessa solo se il condannato, reso edotto delle conseguenze, ha liberamente dichiarato di acconsentirvi e l’esecuzione nello Stato estero è idonea a favorire il suo reinserimento sociale.

3. L’esecuzione all’estero di una sentenza penale di condanna a pena restrittiva della libertà personale è ammissibile, anche se non ricorrono le condizioni previste dal comma 2, quando il condannato si trova nel territorio dello Stato richiesto e l’estradizione è stata negata o non è comunque possibile.


Giurisprudenza annotata

Poteri del ministro di grazia e giustizia e presupposti dell'esecuzione all'estero

Nel caso di domanda di esecuzione di una sentenza di condanna a pena detentiva in uno Stato con il quale vige la convenzione di Strasburgo sul trasferimento delle persone condannate (ratificata con l. n. 334 del 1988), alla Corte di Appello spetta solo l'accertamento delle condizioni che rendono legittimo il trasferimento ai sensi dell'art. 3 della convenzione medesima, restando invece preclusa la valutazione sull'idoneità dell'estradizione al reinserimento sociale del condannato. (In motivazione, la Corte ha osservato che le disposizioni in tema di esecuzione all'estero di sentenze penali italiane, di cui agli art. 742 e 743 c.p.p., trovano applicazione solo in assenza di norme internazionali che regolino diversamente la materia). (Annulla con rinvio, App. Napoli, 09/07/2013 )

Cassazione penale sez. VI  14 ottobre 2014 n. 44089  

 

Nel sistema delineato dalla Convenzione di Strasburgo non è rinvenibile alcuna disposizione che faccia riferimento al parametro del reinserimento sociale del condannato quale presupposto o condizione del trasferimento all'estero per l'esecuzione della pena, con la conseguente inapplicabilità della disposizione di cui all'art. 742, comma 2, c.p.p. (fattispecie relativa al respingimento della richiesta avanzata da uno straniero, condannato in Italia per il reato di traffico di sostanze stupefacenti, finalizzata all'esecuzione della residua pena detentiva di una condanna in Olanda, paese di residenza suo e della sua famiglia, così da ricongiungersi ad essa e favorire e soddisfare l'esigenza di reinserimento sociale).

Cassazione penale sez. VI  14 ottobre 2014 n. 44089  

 

Va dichiarata inammissibile l'istanza avanzata da persona detenuta in Italia allo scopo di ottenere un permesso premio per assistere all'udienza di discussione di un proprio ricorso davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo, dato che la pena detentiva inflitta da un giudice italiano deve essere eseguita in Italia - fatti salvi soltanto i casi di esecuzione all'estero previsti dall'art. 742 c.p.p. -, non sarebbe possibile far seguire il beneficio premiale da educatori e assistenti sociali in collaborazione con gli operatori sociali del territorio, mentre per converso il diritto di assistere all'udienza può essere tutelato mediante traduzione all'estero dell'interessato.

Sezione Sorveglianza Pisa  17 febbraio 2003



 
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