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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 79 cod. proc. penale: Termine per la costituzione di parte civile

1. La costituzione di parte civile può- avvenire per l’udienza preliminare e, successivamente, fino a che non siano compiuti gli adempimenti previsti dall’articolo 484.

2. Il termine previsto dal comma 1 è stabilito a pena di decadenza.

3. Se la costituzione avviene dopo la scadenza del termine previsto dall’articolo 468 comma 1, la parte civile non può avvalersi della facoltà di presentare le liste dei testimoni, periti o consulenti tecnici.


Giurisprudenza annotata

Termine per la costituzione di parte civile

È legittima la costituzione di parte civile avvenuta in sede di udienza di rinvio - disposto dal giudice per sanare l'irritualità della notifica all'imputato - prima del compimento delle formalità di apertura del dibattimento. Rigetta, Trib. Teramo, 13/05/2011

Cassazione penale sez. V  04 ottobre 2012 n. 3205  

 

La persona offesa costituita parte civile ha diritto, in caso di sentenza di patteggiamento, alla condanna dell'imputato alla rifusione anche delle spese per l'attività svolta prima della costituzione, e quindi in fase procedimentale, e consistita nella partecipazione a incombenti di natura probatoria, in specie all'incidente probatorio.

Cassazione penale sez. IV  18 gennaio 2011 n. 4136  

 

È intempestiva la costituzione di parte civile effettuata nel giudizio abbreviato dopo l'esercizio del potere d'integrazione probatoria per impossibilità di decidere allo stato degli atti, in quanto il termine finale, stabilito a pena di decadenza, è quello della dichiarazione di apertura della discussione. (Nella specie la Corte ha disatteso la tesi secondo cui la costituzione era ammissibile in base all'assunto che, esercitato dal giudice il potere discrezionale, l'udienza sarebbe regredita ad una fase antecedente alla discussione che sarebbe stata nuovamente esposta in seguito alle nuove determinazioni probatorie). Annulla in parte senza rinvio, App. Salerno, 05/05/2009

Cassazione penale sez. III  22 giugno 2010 n. 35700  

 

È manifestamente infondata la q.l.c. degli art. 74-88, 100, 316, 538-541 c.p.p., nella parte in cui consentono al danneggiato da reato di esercitare l'azione civile nel processo penale attraverso la costituzione di parte civile, in riferimento agli art. 3 e 111 cost.

Tribunale Torino  01 marzo 2010

 

Nel coordinamento tra giudizio civile di accertamento della falsità di un documento ai fini dell'ottenimento del risarcimento dei danni nei confronti del soggetto responsabile della falsità e giudizio penale, deve considerarsi come l'art. 75 c.p.p. - per la pregiudizialità che assume l'accertamento in sede penale della responsabilità dell'autore del fatto illecito dannoso, ai fini dell'azione civile risarcitoria, quando questa risulti proposta anteriormente all'inizio del processo penale - consenta alla parte danneggiata di trasferire detta azione civile in sede penale; e il trasferimento produce di diritto la rinuncia dell'attore al giudizio civile. L'art. 75 c.p.p. va interpretato nel senso che l'esercizio, mediante la costituzione di parte civile, della facoltà di trasferire nel processo penale l'azione civile proposta davanti al giudice civile, comporta l'estinzione del processo civile "ipso facto" per rinuncia agli atti, effetto che si produce peraltro soltanto con la rituale proposizione dell'atto di costituzione nei modi e nelle forme di cui all'art. 79, mentre l'azione civile prosegue, a seguito della "translatio iudicii", dinanzi al giudice penale, senza che sia quindi configurabile alcuna ipotesi di litispendenza, posto che l'estinzione del giudizio civile esclude la contemporanea pendenza di due giudizi. Si determina tuttavia un trasferimento, con correlativa rinunzia al giudizio civile, quando in tale giudizio sia stata esperita la stessa azione risarcitoria che poi sia stata riproposta in sede penale con la costituzione di parte civile.

Tribunale Salerno sez. I  29 settembre 2009

 

La costituzione di parte civile deve avvenire, a pena di decadenza, fino a che non siano compiuti gli adempimenti relativi alla regolare costituzione delle parti. (Fattispecie di ritenuta inammissibilità della costituzione effettuata dopo che, dichiarata la contumacia dell'imputato, il giudice aveva provveduto a rinviare il processo ad altra udienza senza aprire il dibattimento). Rigetta in parte, Trib. Catania, 4 Giugno 2008

Cassazione penale sez. III  15 aprile 2009 n. 25133  

 

La costituzione di parte civile, avvenuta tempestivamente, è valida ed efficace anche se effettuata davanti al giudice incompetente. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto rituale la rinnovazione della costituzione di parte civile davanti al giudice territorialmente competente).

Cassazione penale sez. VI  26 novembre 2007 n. 4243  

 

In tema di costituzione di parte civile nel procedimento dinanzi al giudice di pace, la norma di cui all'art. 23 d.lg. n. 274 del 2000, secondo cui la costituzione deve avvenire, a pena di decadenza, con la presentazione del ricorso, opera nel solo caso in cui il processo sia stato introdotto con tale modalità. Negli altri casi, mancando una specifica disciplina, trova applicazione l'art. 79 c.p.p. il quale consente la costituzione di parte civile fino alla fase introduttiva del dibattimento. (Dichiara inammissibile, Trib. Imperia, 16 giugno 2005)

Cassazione penale sez. V  15 febbraio 2007 n. 15780  

 

L'inserimento di un'azione civile nel processo penale trova fondamento nel principio della sostanziale unità della giurisdizione statuale e nell'esigenza di evitare giudicati contraddittori, così realizzandosi, tramite una misura processuale preventiva, una pluralità di rapporti processuali in un solo processo, senza che l'azione civile perda la sua originaria connotazione, come desumibile anche dall'art. 622 c.p.p., che in caso di annullamento, da parte della S.C., dei capi che riguardano l'azione civile prevede il rinvio al giudice civile. Pertanto l'art. 75 c.p.p. del 1988 va interpretato nel senso che l'esercizio, mediante la costituzione di P.C., della facoltà di trasferire nel processo penale l'azione civile proposta davanti al giudice civile, comporta l'estinzione del processo civile "ipso facto" per rinuncia agli atti, effetto che si produce con la rituale proposizione dell'atto di costituzione nei modi e nelle forme di cui all'art. 79, mentre l'azione civile prosegue, a seguito della "translatio iudicii", dinanzi al giudice penale, senza che sia quindi configurabile alcuna ipotesi di litispendenza, posto che l'estinzione del giudizio civile esclude la contemporanea pendenza di due giudizi. Ne consegue che è esclusa la reviviscenza del procedimento innanzi al giudice civile anche nell'ipotesi in cui nel processo penale sia resa sentenza che dichiari l'incompetenza territoriale e rimetta gli atti al p.m. territorialmente competente. In tal caso è onere della P.C. coltivare diligentemente la propria posizione di parte privata del processo procedendo alla riassunzione sotto forma di rinnovata costituzione dinanzi al giudice ritenuto territorialmente competente, altrimenti verificandosi l'effetto di revoca tacita previsto dall'art. 82 c.p.p.

Cassazione civile sez. III  30 giugno 2005 n. 13946  

 



 
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