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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 81 cod. proc. penale: Esclusione di ufficio della parte civile

1. Fino a che non sia dichiarato aperto il dibattimento di primo grado, il giudice, qualora accerti che non esistono i requisiti per la costituzione di parte civile, ne dispone l’esclusione di ufficio, con ordinanza.

2. Il giudice provvede a norma del comma 1 anche quando la richiesta di esclusione è stata rigettata nella udienza preliminare.


Giurisprudenza annotata

Esclusione d'ufficio della parte civile

In tema di partecipazione della parte civile al dibattimento, mentre l'ordinanza dibattimentale di esclusione della parte civile è sempre e definitivamente inoppugnabile, quella di inammissibilità o di rigetto della richiesta di esclusione è impugnabile, da parte dell'imputato, unitamente all'impugnazione della sentenza. (Annulla ai soli effetti civili, App. Campobasso, 03/04/2014 )

Cassazione penale sez. VI  07 gennaio 2015 n. 2329

 

L'ordinanza dibattimentale di esclusione della parte civile è sempre e definitivamente inoppugnabile, mentre l'opposta pronuncia di inammissibilità o di rigetto della richiesta di esclusione della parte civile può essere impugnata dall'imputato, unitamente alla sentenza. Il motivo di tale differente trattamento afferisce al fatto che la persona offesa, la quale si veda escludere dal giudizio penale di primo grado, ha comunque la possibilità di esercitare l'azione civile nella competente sede, per far valere il proprio pregiudizio; all'opposto l'imputato ha un permanente interesse ad opporsi a decisioni erronee in grado di incidere sul corrispondente capo della decisione definitiva.

Cassazione penale sez. VI  07 gennaio 2015 n. 2329  

 

In tema di esclusione della parte civile, l'indicazione del termine previsto dall'art. 81 c.p.p. non preclude il controllo, anche successivo, da parte del giudice sui presupposti di legittimità formale e sostanziale per l'esercizio dell'azione civile nel processo penale, sicché l'inammissibilità della domanda può essere dichiarata anche con la sentenza che definisce il giudizio. Annulla in parte senza rinvio, App. Napoli, 15/10/2010

Cassazione penale sez. V  17 luglio 2013 n. 44247  

 

Rivestono contenuto decisorio solo quei provvedimenti giurisdizionali che decidono, con possibilità di passaggio in giudicato, sul diritto sostanziale dedotto in giudizio, incidendo così definitivamente sul merito della "re indicartela". Per contro, non hanno tale natura quei provvedimenti meramente ordinatori o processuali che decidono soltanto sul diritto potestativo di ottenere una pronuncia giurisdizionale in una determinata fase processuale o attraverso determinati riti processuali e, dì conseguenza, non incidono sul merito. L'ordinanza ex art. 81 c.p.p., di esclusione della parte civile (nella specie: associazione ambientalista) dal processo non ha carattere decisorio nel senso sopra precisato, in quanto non incide in via definitiva sul diritto sostanziale della parte al risarcimento del danno, ma decide esclusivamente sull'esercizio di una facoltà processuale, che resta preclusa soltanto nell'ambito del giudizio penale senza pregiudizio dell'azione risarcitoria in altra sede. (Conferma Trib. Como 15 febbraio 2010, n. 1207/2009 ord.)

Cassazione penale sez. III  23 marzo 2011 n. 25051  

 

L'ordinanza di esclusione della parte civile, non rientrante tra i provvedimenti soggetti ad impugnazione, è tuttavia suscettibile di ricorso per cassazione ove affetta da abnormità, in quanto caratterizzata da un contenuto di tale assoluta singolarità da porsi in posizione "extra-vagante" rispetto al sistema ordinamentale ed al diritto positivo. (Nella specie la Corte ha ritenuto abnorme l'ordinanza di esclusione dal dibattimento di numerose parti civili fondata su ragioni di "economia processuale" come tali estranee ai parametri dell'art. 81 c.p.p.). Annulla senza rinvio, Trib. Napoli, 24 marzo 2009

Cassazione penale sez. III  09 luglio 2009 n. 39321  

 

Non sussiste l'interesse dell'imputato ad impugnare nel caso in cui il calcolo della pena inflittagli non consegua all'applicazione della disciplina del cumulo materiale ma all'applicazione della diversa disciplina del reato continuato, purché nel limite di cui all'art. 81, comma 3, c.p. (Fattispecie nella quale l'imputato si doleva della mancata applicazione della disciplina del cumulo materiale in quanto l'unificazione dei delitti sotto il vincolo della continuazione non aveva costituito oggetto dell'originaria contestazione).

Cassazione penale sez. III  16 aprile 2008 n. 19987  

 

È colpevole dei reati ascritti agli art. 81 c.p.p. e 9, comma 1, l. 1423/1956, colui che ha più volte contravvenuto agli obblighi inerenti la misura della sorveglianza speciale. Sul piano dell'elemento psicologico è indifferente se l'imputato abbia violato le prescrizioni con dolo o colpa, vista la natura contravvenzionale del reato contestato.

Tribunale Barcellona P.G.  14 febbraio 2007

 

Ai sensi dell'art. 81 c.p.p. la parte civile può essere esclusa con ordinanza solo prima della dichiarazione di apertura del dibattimento, ma, giacché il termine ivi previsto non preclude alcuna delle possibili pronunce sull'azione civile, l'inammissibilità della domanda proposta dalla parte civile, a seguito dell'accertata inesistenza di un danno risarcibile, può essere dichiarata anche con la sentenza che definisce il giudizio.

Cassazione penale sez. V  16 marzo 2005 n. 14575  

 

L'ordinanza dibattimentale di esclusione della parte civile, a differenza di quella di inammissibilità o di rigetto della richiesta di esclusione avanzata dall'imputato, è sempre e definitivamente inoppugnabile, perché il soggetto danneggiato, una volta estromesso dal processo, perde la qualità di parte e non è più legittimato ad impugnare l'eventuale sentenza assolutoria dell'imputato che non contiene alcuna statuizione decisoria che lo riguardi.

Cassazione penale sez. II  12 marzo 2003 n. 30045  



 
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