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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 85 cod. proc. penale: Intervento volontario del responsabile civile

1. Quando vi è costituzione di parte civile o quando il pubblico ministero esercita l’azione civile a norma dell’articolo 77 comma 4, il responsabile civile può intervenire volontariamente nel processo, anche a mezzo di procuratore speciale, per l’udienza preliminare e, successivamente, fino a che non siano compiuti gli adempimenti previsti dall’articolo 484, presentando una dichiarazione scritta a norma dell’articolo 84 commi 1 e 2.

2. Il termine previsto dal comma 1 è stabilito a pena di decadenza. Se l’intervento avviene dopo la scadenza del termine previsto dall’articolo 468 comma 1, il responsabile civile non può avvalersi della facoltà di presentare le liste dei testimoni, periti o consulenti tecnici.

3. Se è presentata fuori udienza, la dichiarazione è notificata, a cura del responsabile civile, alle altre parti e produce effetto per ciascuna di esse dal giorno nel quale è eseguita la notificazione.

4. L’intervento del responsabile civile perde efficacia se la costituzione di parte civile è revocata o se è ordinata l’esclusione della parte civile.


Giurisprudenza annotata

Intervento volontario del responsabile

In tema di riesame di misura cautelare reale proposto da persona indagata quale sostituto di imposta dell’omesso versamento delle ritenute relative ad emolumenti erogati, nel caso di sequestro preventivo finalizzato a confisca per equivalente di beni messi a disposizione al fine del buon esito di una procedura concorsuale di concordato preventivo, in considerazione non soltanto dello “spossessamento attenuato” dei beni che l’imprenditore subisce in tale “minore” procedura rispetto al fallimento (i beni, infatti, permangono nella disponibilità del debitore, sia pure con il limite connesso al vincolo di destinazione al soddisfacimento delle ragioni creditorie) ma soprattutto per il fatto che, diversamente da quanto avviene nell’ipotesi di fallimento il concordato preventivo è sempre suscettibile di risoluzione per inadempimento o anche di revoca, occorre bilanciare gli opposti interessi in conflitto e dovrà essere di rigore assoluto l’onere probatorio da parte dell’istante al fine di far valere la preponderanza dell’interesse creditorio in sede concorsuale rispetto a quello sotteso al titolo cautelare oggetto di gravame, dovendo essere forniti al giudice del riesame tutti gli elementi validi a giustificare la prevalenza del primo rispetto al secondo degli interessi configgenti. (Nella specie il tribunale rigettava la richiesta di riesame del sequestro preventivo poiché tale onere non era stato compitamente assolto dal ricorrente per le seguenti ragioni:assenza di idonea documentazione attestante la eventuale definitività del decreto di omologazione del concordato preventivo;carenza di una puntuale certificazione o attestazione da parte degli organi della procedura sull’andamento del concordato e sulla fattibilità economica del piano concordatario; assenza di documentazione comprovante l’estraneità dell’ente assuntore del concordato (una s.r.l.) rispetto alla persona dell’indagato, al fine di consentire al tribunale di escludere il rischio (preso in considerazione dall’art. 85 c.p.p.) che i beni oggetto di sequestro preventivo potessero rientrare, direttamente o indirettamente, nella disponibilità dello stesso).

Tribunale La Spezia sez. riesame  22 marzo 2014

 

È manifestamente inammissibile la q.l.c. degli art. 74, 75, 76, 77, 78, 79, 80, 81, 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 90, 91, 92, 93, 94, 95, 154, 187, comma 3, 441, commi 2 e 3, 444, comma 2, 451, comma 3, 491, 505, 538, 539, 540, 541 e 543 c.p.p., sollevata in riferimento agli art. 2, 3, 13 e 111 cost., nella parte in cui prevedono "la possibilità di azione civile delle parti private nel processo penale", in quanto il rimettente sottopone a scrutinio trentatrè articoli del codice di procedura penale di contenuto eterogeneo - tra cui figurano anche disposizioni che non riguardano affatto la questione - senza che tra esse si ravvisi quella reciproca, intima connessione che sola consente di coinvolgere nello scrutinio un intero complesso normativo.

Corte Costituzionale  18 luglio 2002 n. 364  

 

È manifestamente infondata la q.l.c. degli art. 74-88, 100, 316, 538-541 c.p.p., nella parte in cui consentono al danneggiato da reato di esercitare l'azione civile nel processo penale attraverso la costituzione di parte civile, in riferimento agli art. 3 e 111 cost.

Tribunale Torino  01 marzo 2010

 



 
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