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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 89 cod. proc. penale: Citazione del civilmente obbligato per la pena pecuniaria

1. La persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria è citata per l’udienza preliminare o per il giudizio a richiesta del pubblico ministero o dell’imputato.

2. Si osservano in quanto applicabili le disposizioni relative alla citazione e alla costituzione del responsabile civile. Non si applica la disposizione dell’articolo 87 comma 3.


Giurisprudenza annotata

Citazione del civilmente obbligato

Il civilmente obbligato per la pena pecuniaria è legittimato a proporre opposizione avverso il decreto penale di condanna solo nel caso in cui esso contenga nei suoi confronti una espressa statuizione di condanna al pagamento della pena corrispondente alla sanzione pecuniaria inflitta all'imputato. Rigetta, G.i.p. Trib. Varese, 06/06/2011

Cassazione penale sez. III  20 novembre 2012 n. 17713  

 

Il civilmente obbligato per la pena pecuniaria è legittimato a proporre opposizione avverso il decreto penale solo ove con detto decreto sia stata affermata la sua responsabilità giacché, in tanto egli può essere chiamato a pagare la pena corrispondente alla sanzione pecuniaria inflitta all'imputato, nel caso di insolvenza di quest'ultimo, in quanto nei suoi confronti vi sia una specifica statuizione di condanna. Ne consegue che allorché manchi tale statuizione il civilmente obbligato per la pena pecuniaria non è legittimato a proporre opposizione avverso il decreto penale.

Cassazione penale sez. III  04 giugno 1999 n. 2119  

 

Il decreto penale di condanna deve essere notificato anche al civilmente obbligato per la pena pecuniaria e, naturalmente, per questa parte processuale i termini per l'opposizione non cominciano a decorrere se non dall'adempimento di tale obbligo. Sotto tale profilo è del tutto irrilevante il fatto che esista un rapporto di immedesimazione organica, cioè che l'imputato si identifichi con il legale rappresentante del civilmente obbligato quando questa sia una persona giuridica.

Cassazione penale sez. III  29 marzo 1996 n. 1576  

 

L'art. 89 c.p.c. contiene una norma posta a tutela dell'eccesso nell'esercizio del diritto di difesa, la quale si deve svolgere sempre in maniera civile e non deve essere caratterizzata dall'intento di offendere inutilmente l'avversario. (Nella specie, la S.C., in applicazione dell'enunciato principio, ha disposto la cancellazione delle parole "calunniosa e falsa" - con le quali il difensore di una parte aveva definito la rappresentazione dei fatti svolta dal difensore della controparte - ritenendole ingiustificate ed offensive, in quanto non limitantesi a negare la veridicità di determinati fatti, bensì attribuenti alla controparte lo scopo specifico di indicare un fatto non vero).

Cassazione civile sez. III  09 agosto 1995 n. 8722

 



 
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