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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 9 cod. proc. penale: Regole suppletive

1. Se la competenza non può essere determinata a norma dell’articolo 8, è competente il giudice dell’ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell’azione o dell’omissione.

2. Se non è noto il luogo indicato nel comma 1, la competenza appartiene successivamente al giudice della residenza, della dimora o del domicilio dell’imputato.

3. Se nemmeno in tale modo è possibile determinare la competenza, questa appartiene al giudice del luogo in cui ha sede l’ufficio del pubblico ministero che ha provveduto per primo a iscrivere la notizia di reato nel registro previsto dall’articolo 335.


Giurisprudenza annotata

Regole suppletive

In tema di delitto di omesso versamento dell'Iva, ai fini della individuazione della competenza per territorio, non può farsi riferimento al criterio del domicilio fiscale del contribuente, ma deve ricercarsi il luogo di consumazione del reato ai sensi dell'art. 8 c.p.p.; ne consegue che, essendo impossibile individuare con certezza il suddetto luogo di consumazione, siccome l'adempimento dell'obbligazione tributaria può essere effettuato anche presso qualsiasi concessionario operante sul territorio nazionale, va applicato il criterio sussidiario del luogo dell'accertamento del reato indicato dall'art. 18, comma 1, d.lg. 10 marzo 2000 n. 74, prevalente, per la sua natura speciale, rispetto alle regole generali dettate dall'art. 9 c.p.p. (Dichiara competenza) ,

Cassazione penale sez. I  24 settembre 2014 n. 44274  

 

In tema di reati associativi, la competenza per territorio si determina in relazione al luogo in cui ha sede la base ove si svolgono programmazione, ideazione e direzione delle attività criminose facenti capo al sodalizio; in particolare, considerato che l'associazione è una realtà criminosa destinata a svolgere una concreta attività, assume rilievo non tanto il luogo in cui si è radicato il "pactum sceleris", quanto quello in cui si è effettivamente manifestata e realizzata l'operatività della struttura. (La Corte, in tema di associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di frodi previdenziali, sottolineando l'identificazione del luogo di perfezionamento del reato associativo con quello della realizzazione dei reati scopo, ha evidenziato come il delitto di truffa si consumi con il conseguimento, da parte dell'agente, del profitto della propria attività criminosa, escludendo, quindi, nella specie, la rilevanza della sede degli enti previdenziali danneggiati - che legherebbe la competenza per territorio alla residenza della persona offesa - e conferendo rilievo al luogo in cui le indebite prestazioni venivano accreditate). (Rigetta, Trib. lib. Salerno, 21/10/2013 )

Cassazione penale sez. II  09 aprile 2014 n. 23211  

 

La competenza per territorio del reato di ricettazione, che è reato istantaneo, va individuata nel luogo in cui il reo è venuto in possesso della cosa ricettata, dovendo far riferimento, in assenza di conoscenza di tale luogo, ai criteri suppletivi previsti dall'art. 9 c.p.p. del luogo di residenza o domicilio dell'imputato. (Nel caso di specie restando ignoto il luogo dove l'imputato era venuto in possesso dell'assegno ricettato, si è fatto riferimento al luogo di residenza dell'imputato).

Tribunale La Spezia  20 febbraio 2014 n. 203  

 

In tema di individuazione della competenza per territorio in materia di diffamazione commessa mediante immissione nel sistema internet di scritti lesivi della reputazione deve farsi ricorso ai criteri suppletivi fissati dall'art. 9 comma 2 c.p.p.

Ufficio Indagini preliminari Milano  29 novembre 2012

 

In tema di competenza per territorio, ai fini dell'applicazione del criterio suppletivo della residenza, dimora o domicilio dell'indagato occorre fare riferimento a criteri di effettività, così da assicurare in modo rigoroso e non opinabile il rispetto del principio del giudice naturale precostituito per legge. (In applicazione di questo principio, la Corte, confermando la legittimità dell'adozione da parte del giudice di merito del criterio di cui al comma terzo dell'art. 9 c.p.p., ha ritenuto che la "mera residenza anagrafica" per persone senza fissa dimora non è di per sé sufficiente a determinare l'individuazione del "locus fori", in quanto funzionale unicamente all'attivazione dei servizi sociali). Rigetta, Trib. lib. Roma, 12/06/2012

Cassazione penale sez. II  23 novembre 2012 n. 47850  

 

La competenza per territorio in procedimenti connessi - uno dei quali riguardi il delitto di associazione per delinquere - deve, di regola, essere determinata con riferimento al luogo in cui si è realizzata l'operatività della struttura organizzativa, a nulla rilevando il luogo di consumazione dei singoli reati oggetto del "pactum scelem". Tuttavia, qualora non emerga con chiarezza il luogo in cui l'associazione opera o abbia operato né sia possibile fare ricorso al luogo di consumazione dei reati-fine, trova applicazione l'art. 9, comma 3, c.p.p.

Tribunale Milano sez. IV  21 novembre 2012

 

In tema di competenza in ipotesi di diffamazione commessa mediante lo strumento della posta elettronica, allorchè non sia possibile stabilire quando e dove le espressioni offensive siano divenute percepibili ai destinatari, occorre fare riferimento ai criteri suppletivi previsti dall'art. 9 c.p.p. (luogo dove è stata realizzata una parte dell'azione e dove risiedeva il propalante).

Cassazione penale sez. V  06 luglio 2012 n. 39400  

 

Qualora non possa determinarsi il luogo in cui è stato commesso il reato di ricettazione (di natura istantanea), che deve essere individuato in quello in cui il bene sia stato ricevuto, e non nel luogo in cui l'agente è stato sorpreso nel possesso del bene medesimo (quello in cui è avvenuta parte dell'azione criminosa), trova applicazione il principio riguardo al luogo di consumazione del reato che, in via decrescente, si presenta come il più grave tra quelli residui, non essendo consentito fare ricorso alle regole suppletive stabilite dall'art. 9 c.p.p.

Tribunale La Spezia  05 luglio 2012 n. 503  

 

In tema di sanzioni amministrative, la violazione accertata con il sistema Sicve (Sistema informativo controllo della velocità) c.d. "Tutor si distingue dai sistemi automatici di controllo della velocità, c.d. "Autovelox", poiché rileva non la velocità istantanea di un veicolo in un dato momento ed in un preciso luogo, ma la velocità media di un veicolo in un certo tratto di strada, che può essere ricompreso tra due Comuni diversi. Pertanto, non potendo conoscere con precisione il punto esatto in cui il conducente di un'auto ha superato i limiti di velocità, per stabilire il giudice competente a conoscere occorre fare ricorso all'art. 9 c.p.p. nella parte in cui prevede che se la competenza non possa essere determinata secondo il principio generale di cui all'articolo 8 (ossia con riferimento in cui il reato è stato consumato), la competenza è del giudice dell'ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell'azione o dell'omissione. Pertanto, se il veicolo percorre un tratto di strada compreso tra due Comuni limitrofi si deve ritenere che la competenza territoriale è del Giudice di Pace dove è situata la porta di uscita del sistema Sicve.

Cassazione civile sez. VI  11 giugno 2012 n. 9486



 
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