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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 90 cod. proc. penale: Diritti e facoltà della persona offesa dal reato

1. La persona offesa dal reato, oltre ad esercitare i diritti e le facoltà ad essa espressamente riconosciuti dalla legge, in ogni stato e grado del procedimento può presentare memorie e, con esclusione del giudizio di cassazione, indicare elementi di prova.

2. La persona offesa minore, interdetta per infermità di mente o inabilitata esercita le facoltà e i diritti a essa attribuiti a mezzo dei soggetti indicati negli articoli 120 e 121 del codice penale.

3. Qualora la persona offesa sia deceduta in conseguenza del reato, le facoltà e i diritti previsti dalla legge sono esercitati dai prossimi congiunti di essa.


Giurisprudenza annotata

Persona offesa dal reato

Le associazioni di consumatori di rilevanza nazionale ex art. 137 d.lg. n. 206 del 2005 (" codice del consumo") sono legittimate ad intervenire autonomamente nel procedimento penale in qualità di persona offesa, ex art. 90 c.p.p., e non già quale ente solo equiparato all'offeso ai sensi dell'art. 91 c.p.p., in relazione agli interessi collettivi dei consumatori e degli utenti riguardanti le materie disciplinate dal medesimo d.lg., poiché questi interessi hanno natura autonoma e distinta rispetto alla somma degli interessi imputabili ai singoli soci. (In applicazione del principio, la Corte ha affermato la nullità di decreto di archiviazione, emesso senza previo avviso ad associazione che ne aveva fatto espressa richiesta per ragioni di tutela del diritto alla salute, in relazione ad ipotesi di delitto di abuso in atti di ufficio). (Annulla senza rinvio, G.i.p. Trib. Chieti, 19/04/2013)

Cassazione penale sez. VI  13 novembre 2014 n. 51080

 

In base al testuale tenore dell'art. 410, comma 1, c.p.p., l'opposizione alla richiesta di archiviazione deve contenere, a pena di inammissibilità, l'indicazione dell'oggetto dell'investigazione suppletiva e dei relativi elementi di prova, di tal che non può ammettersi una opposizione che sia di natura puramente argomentativa, e cioè basata sulla sola prospettazione di ragioni volte a sostenere la fondatezza della notizia di reato, ferma restando, tuttavia, la possibilità che tali ragioni possano essere rappresentate a mezzo di memorie prodotte ai sensi dell'art. 90 c.p.p., delle quali il giudice è comunque tenuto a valutare il contenuto per quindi procedere, ove lo ritenga fondato, alla fissazione dell'udienza camerale partecipata.

Cassazione penale sez. VI  03 aprile 2013 n. 21226  

 

Posto che la persona offesa ha facoltà di costituirsi parte civile anche fuori d'udienza, ex art. 78 comma 2 c.p.p., deve ritenersi inefficace, ai fini dell'istanza di ammissione testi formulata della parte civile, il deposito di memoria ex art. 90 c.p.p., nel rispetto del termine di cui all'art. 468 comma 1 c.p.p.

Tribunale Biella  08 novembre 2012

 

In tema di costituzione di parte civile, deve ritenersi ammissibile la richiesta di ammissione testi depositata dalla parte offesa in data precedente alla notifica della costituzione di parte civile in quanto tale richiesta è compresa nella facoltà di elementi di prova di cui all’art. 90 c.p.p. e la parte offesa, divenuta parte processuale a mezzo della costituzione, può avvalersi del mezzo di prova già proposto senza necessità di ripresentare la lista testi, depositata in tempo utile rispetto all’art. 468 c.p.p.

Tribunale Como  11 maggio 2012 n. 486  

 

Sussiste il pericolo di reiterazione del reato di cui all'art. 428 c.p. e all'art. 589 comma 3 c.p. in considerazione della gravità del fatto e del comportamento dall'indagato. Deve essere esclusa la legittimazione del CODACONS a presentare richiesta di riesame non figurando il medesimo tra coloro ai quali l'art. 311 c.p.c. attribuisce tale potere, né sussiste un suo diritto di presentare memorie in quanto i diritti e le facoltà riconosciuti alla persona offesa dall'art. 90 c.p.p. non possono essere esercitati nel procedimento incidentale "de libertate".

Cassazione penale sez. IV  10 aprile 2012 n. 18851  

 

In tema di diritti e facoltà della persona offesa, è ammissibile la richiesta di testi, mediante il deposito della relativa lista, da parte della persona offesa, costituitasi fuori dell'udienza, in data precedente la notifica della dichiarazione di costituzione di parte civile, in quanto tale richiesta è compresa nella facoltà di indicazione di elementi di prova di cui all'art. 90 c.p.p., con la conseguenza che la persona offesa dal reato, divenuta parte processuale a mezzo dell'atto di costituzione di parte civile, può certamente avvalersi del mezzo di prova già proposto, senza necessità di ripresentare la lista testimoniale già depositata in tempo utile rispetto a quello indicato dall'art. 468, comma 1, c.p.p., mentre gli effetti della costituzione di parte civile, formalizzata fuori udienza, riguardano, ai sensi dell'art. 78, comma 2, c.p.p., l'instaurazione del contraddittorio civile nella sede penale. (Da queste premesse, la Corte ha annullato, per violazione del diritto di difesa della persona offesa, la sentenza di assoluzione che, diversamente, aveva ritenuto che la persona offesa non ancora costituita parte civile non fosse legittimata a presentare un'autonoma lista testimoniale).

Cassazione penale sez. IV  14 gennaio 2011 n. 4372  

 

Nel rito a citazione a diretta la persona offesa non ancora costituitasi parte civile può validamente assolvere l'onere di presentazione della lista testimoniale mediante il deposito, prima del termine di sette giorni antecedenti l'udienza, di una memoria ai sensi dell'art. 90 c.p.p. Dichiara inammissibile, App. Messina, 19 maggio 2008

Cassazione penale sez. VI  25 novembre 2010 n. 43211  

 

Non sono qualificabili come terzi interessati e, conseguentemente, non hanno diritto all'avviso di fissazione dell'udienza camerale davanti al tribunale competente, né possono volontariamente intervenirvi in quanto privi di legittimazione ai sensi dell'art. 90 c.p.p., i soggetti titolari di un interesse meramente eventuale e non attuale alla procedura instaurata a seguito di appello del p.m. o dell'indagato contro le ordinanze in materia di sequestro preventivo. (Nella specie, la Corte ha escluso che, in difetto di un vincolo attuale sul bene, sia ravvisabile l'interesse dei titolari dei permessi di costruire a partecipare o ad intervenire volontariamente all'udienza camerale instauratasi a seguito dell'appello del p.m. contro il rigetto da parte del g.i.p. di una richiesta di sequestro preventivo degli immobili di cui erano proprietari). Rigetta, Trib. lib. Firenze, 07/04/2009

Cassazione penale sez. III  27 gennaio 2010 n. 8179  



 
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