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Art. 99 cod. proc. penale: Estensione al difensore dei diritti dell’imputato

1. Al difensore competono le facoltà e i diritti che la legge riconosce all’imputato, a meno che essi siano riservati personalmente a quest’ultimo.

2. L’imputato può togliere effetto, con espressa dichiarazione contraria, all’atto compiuto dal difensore prima che, in relazione all’atto stesso, sia intervenuto un provvedimento del giudice.


Giurisprudenza annotata

Estensione al difensore dei diritti dell'imputato

È valida la rinunzia ai termini a difesa proveniente dal difensore di fiducia che abbia ricevuto la notifica del decreto di citazione a giudizio disposta in udienza ex art. 157, comma 8 bis, c.p.p. dalla corte di appello per la mancanza della prova della consegna di tale atto all'imputato, trattandosi di facoltà non riservata personalmente all'interessato e, quindi, validamente esercitabile dal difensore ai sensi dell'art. 99 c.p.p. (Rigetta, App. Napoli, 13/06/2012 )

Cassazione penale sez. V  09 luglio 2014 n. 41163  

 

In tema di impugnazione delle misure cautelari personali, in base alla disciplina generale prevista dall'art. 99 comma 2 c.p.p., l'indagato può revocare la rinuncia alla sospensione dei termini processuali nel periodo feriale formulata dal difensore prima che sia intervenuto un provvedimento del giudice. Annulla senza rinvio, Trib. lib. Firenze, 21/09/2011

Cassazione penale sez. III  20 dicembre 2012 n. 17717  

 

La rinuncia alla prescrizione è un diritto personalissimo riservato all'imputato e non rientra, pertanto, nel novero degli atti processuali che possono essere compiuti dal difensore a norma dell'art. 99 c.p.p. Annulla senza rinvio, Trib. Reggio Calabria, 01 dicembre 2010

Cassazione penale sez. I  14 dicembre 2012 n. 21666  

 

Ricorre la cosiddetta recidiva obbligatoria di cui all'art. 99 comma 5 c.p., ogni qualvolta il soggetto recidivo commetta un nuovo delitto tra quelli compresi nell'art. 407 comma 2, lett. a), c.p.p., a nulla rilevando se il reato di cui alla precedete condanna risulti o meno incluso nell'elenco di detto art. 407; tuttavia, la contestazione specifica di una delle ipotesi di cui all'art. 99 c.p., esclude la possibilità per il giudice di applicare recidive diverse e più gravi rispetto alla stessa, e quindi di comminare una pena maggiore.

Corte appello Torino  24 settembre 2012

 

Il giudice, nell’effettuare il giudizio di comparazione, è tenuto ad applicare la regola di cui al comma 4 dell’art. 69 c.p., come sostituito dall’art. 3 l. n. 251 del 2005, secondo cui vi è divieto di prevalenza delle circostanze attenuanti sulle ritenute circostanze aggravanti nei casi previsti dall’art. 99 comma 4 c.p.p.

Cassazione penale sez. IV  12 febbraio 2010 n. 20587  

 

Non vi è obbligo di specifica motivazione, in assenza di specifiche deduzioni difensive, per la decisione di aumento di pena per la recidiva facoltativa nei casi di cui all'art. 99, commi terzo e quarto, c.p., trattandosi di un aggravamento previsto dalla legge quale effetto delle condizioni soggettive dell'imputato. Rigetta, App. Messina, 06 marzo 2009

Cassazione penale sez. V  19 novembre 2009 n. 711  

 

Non si rivengono indicazioni normative, né espresse né ricavabili in via interpretativa, che ostino alla proposizione della domanda di oblazione da parte del difensore, pur in assenza del conferimento di procura "ad actum", in base alla generale abilitazione di cui all'art. 99 comma 1 c.p.p., essendo in presenza di un atto di mero impulso processuale, ed essendo solo l'atto del pagamento della somma dovuta a titolo di oblazione idoneo ad incidere in modo irreversibile sull'esito del procedimento e sulle relative regole di giudizio.

Cassazione penale sez. un.  29 ottobre 2009 n. 47923  

 

È legittima, ai sensi dell'art. 99, comma 1, c.p.p., la proposizione della domanda di oblazione da parte del difensore dell'imputato, anche se non munito di procura speciale. (Fattispecie in tema di opposizione a decreto penale di condanna). Annulla senza rinvio, Trib. Bologna, 7 ottobre 2008

Cassazione penale sez. un.  29 ottobre 2009 n. 47923  

 

La richiesta di audizione dell'indagato nel procedimento di riesame non deve essere necessariamente presentata dall'interessato, ma può essere avanzata anche dal suo difensore (in motivazione la Corte ha chiarito che la disciplina generale dettata per le procedure in camera di consiglio e richiamata dall'art. 309, comma 8, c.p.p., non riserva all'indagato personalmente la facoltà di richiedere l'audizione e che pertanto tale facoltà, in ossequio al disposto dell'art. 99 c.p.p., deve ritenersi possa essere esercitata anche dal difensore).

Cassazione penale sez. IV  03 ottobre 2007 n. 39878  

 

Sussiste la legittimazione del difensore di fiducia, ancorché sprovvisto di procura speciale, a proporre istanza di restituzione nel termine per l'impugnazione della sentenza contumaciale, ex art. 175, comma 2, c.p.p., considerato che non si tratta di atto specificamente ed espressamente riservato all'imputato o al suo procuratore speciale (art. 99, comma 2, c.p.p.) e che l'imputato può, comunque, togliere effetto all'atto compiuto dal difensore prima che sia intervenuto un provvedimento del giudice (art. 99, comma 2, c.p.p.). (Annulla con rinvio, App. Torino, 20 Febbraio 2006)

Cassazione penale sez. V  23 marzo 2007 n. 27350  

 

In base alla generale previsione di cui all'art. 99, comma 1, c. p. p., deve ritenersi che fra i soggetti legittimati a presentare istanza di riesame avverso l'ordinanza ed il decreto motivato che dispongono il sequestro conservativo ed il sequestro preventivo rientri anche il difensore del soggetto indagato o imputato.

Cassazione penale sez. un.  11 luglio 2006 n. 27777  

 

L'art. 656, comma 9, lett. c), c.p.p., come modificato dalla l. 5 dicembre 2005 n. 251 che prevede il divieto di sospensione dell'esecuzione della pena nei confronti del condannato al quale sia stata applicata la recidiva dell'art. 99, comma 4, c.p.p., deve ritenersi di immediata applicazione, trattandosi di norma processuale; pertanto si applica anche alle pene inflitte con sentenze divenute irrevocabili prima dell'entrata in vigore della l. 251/2005. (La Corte, sul rilievo che l'art. 656 c.p.p. è norma di natura processuale e quindi di immediata applicazione, ha annullato l'ordinanza con la quale il tribunale, in forza dei principi dettati dall'art. 25 cost. e dall'art. 2 c.p. in materia di successione di leggi penale, aveva ritenuto non applicabile l'art. 656 c.p.p., come modificato dalla l. 251/2005, all'esecuzione della pena inflitta con sentenza divenuta irrevocabile prima dell'entrata in vigore di tale legge).

Cassazione penale sez. I  11 luglio 2006 n. 25113  

 

L'opposizione dell'imputato contumace alla pronuncia di proscioglimento per intervenuta prescrizione ai sensi dell'art. 226 d.lg. 19 febbraio 1998 n. 51 (istituzione del giudice unico) può essere espressa, per i procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del decreto, anche dal difensore, in quanto allo stesso competono, a norma dell'art. 99 c.p.p., le facoltà e i diritti che la legge riconosce all'imputato, a meno che siano riservati personalmente a quest'ultimo.

Cassazione penale sez. III  29 novembre 2005 n. 794  



 
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