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Come svolgere l’attività ambulante ed essere in regola

3 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 3 Agosto 2016



Adempimenti formali, oneri contributivi ed eventuali sanzioni. Tutto ciò che c’è da sapere per svolgere la professione di venditore ambulante

Svolgere l’attività di venditore ambulante nei mercati e nelle fiere è spesso un modo per svolgere la propria attività commerciale, risparmiando però su molti costi fissi.

Anche tale attività è però ben regolamentata con una specifica normativa, che è opportuno conoscere e rispettare per non incorrere in pesanti sanzioni.

Qual è la normativa in settore?

L’attività di venditore ambulante è disciplinata dalla Riforma Bersani (d.lgs 114 del 1998).

Il decreto prevede due tipologie di licenza: licenza di tipo A e licenza di tipo B. Vediamoli nel dettaglio

Ambulante: Licenza “A”

È un tipo di licenza che permette l’acquisizione del diritto ad avere un posto fisso in un mercato. Si tratta di una concessione valida per 10 anni, che può essere richiesta al Sindaco del Comune di appartenenza. Il posto verrà assegnato laddove ci sia disponibilità, altrimenti bisognerà aspettare un regolare bando di concorso.

Per richiederla è necessario il pagamento di una marca da bollo di €14,62.

La licenza tipo A dà la possibilità di lavorare nei mercati nell’ambito della Regione e qualsiasi fiera nel territorio nazionale.

Ambulante: Licenza di tipo “B”

La licenza di tipo B è invece una licenza destinata ai venditori itineranti, dediti al commercio nelle varie fiere e mercati. Per ottenerla è necessario inviare una lettera raccomandata al Sindaco del Comune, con marca da bollo di €14,62. Il Sindaco rilascerà un permesso entro e non oltre 30 giorni.

Vendo prodotti alimentari, come faccio ad essere in regola?

Mentre per chi non vende prodotti alimentari basta la semplice licenza A o B, i venditori che vogliano vendere prodotti alimentari, dovranno esibire una serie di altri documenti:

  1. L’iscrizione alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura (CCIAA), con data e numero dell’iscrizione;
  2. Aver frequentato un corso specifico riguardante il settore alimentare: dovrà essere in grado di attestare il numero di ore ed il nome dell’istituto presso il quale ha frequentato tale corso;
  3. Aver conseguito un diploma presso una scuola alberghiera.

Quali sono le forme societarie possibili per svolgere l’attività di venditore ambulante?

L’attività di venditore può esser esercitata tanto in modo autonomo, quale ditta individuale, quanto in forma societaria. In particolare sono particolarmente adatte a tale forma di commercio le società in accomandita semplice (SAS) e le società in nome collettivo (SNC).

Non possono svolgere l’attività di venditore ambulante le società di capitale, gli imprenditori falliti o con carichi pendenti, a meno che non siano già trascorsi 5 anni.

Quali sono gli oneri contributivi per il venditore ambulante?

In quanto imprenditore, il venditore ambulante dovrà aprire una Partita Iva e dovrà esser iscritto tanto alla Camera di Commercio quanto all’Inps.

Per semplificare l’adempimento di tali oneri è oggi possibile utilizzare la c.d. “Comunica”, una nuova procedura telematica che permette di compilare un solo modulo online, per il tramite di un Caf o di un commercialista. Il modulo compilato verrà inoltrato contemporaneamente ai tre uffici.

Quali sanzioni rischio se vendo senza licenza?

Lo stesso decreto 114/1998 individua le violazioni punite nell’esercizio dell’attività di venditore ambulante.

In primo luogo viene punito chi esercita il commercio senza l’autorizzazione prescritta e fuori dal territorio per il quale è concessa la stessa; allo stesso modo è punito chi commercia senza il permesso previsto dall’articolo 28, commi 9 e 10, del Dlgs n. 114/1998 o in violazione delle limitazioni e divieti stabiliti dal Comune per l’esercizio del commercio sulle aree pubbliche.

Così è punito non solo chi svolge l’attività senza licenza, ma anche chi, pur avendo la licenza per una determinata area, commercia in un’area diversa da quella per la quale ha ricevuto autorizzazione [1]. Le sanzioni sono di natura amministrativa e vanno da € 2582.28 a € 15493.71 con confisca di attrezzature e merce, per chi esercita senza licenza o fuori dalla zona di licenza; da € 516.46 a € 3098.74 per chi viola le limitazioni stabilite dal Comune per l’esercizio del commercio sulle aree pubbliche

Sarà il Sindaco a comminare la sanzione, riscuotendo gli eventuali proventi derivanti dalle multe.

Sempre il Sindaco potrà poi disporre la sospensione dell’attività di vendita per un determinato periodo; una sanzione, questa, prevista per i casi più gravi

Venditori ambulanti: quando viene revocata l’autorizzazione

Il Comune deve revocare l’autorizzazione nel caso in cui il titolare non inizia l’attività entro sei mesi dalla data dell’avvenuto rilascio, salvo proroga in caso di comprovata necessità; nel caso di decadenza dalla concessione del posteggio per mancato utilizzo del medesimo in ciascun anno solare per periodi di tempo complessivamente superiori a quattro mesi, salvo il caso di assenza per malattia, gravidanza o servizio militare; nel caso in cui il titolare non risulti più provvisto dei requisiti di cui all’articolo 5, comma 2; nel caso di mancata presentazione iniziale e annuale del Documento unico di regolarità contributiva.

note

[1] Cass.sez. II, 22 maggio 2006, n. 11965.


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2 Commenti

  1. Buonasera
    l’indicazione Non possono svolgere l’attività di venditore ambulante le società di capitale, gli imprenditori falliti o con carichi pendenti, a meno che non siano già trascorsi 5 anni è un’informazione errata, anche le soc. di capitali possono svolgere l’attività

  2. cosa rischia un ambulante che usa la licenza ambulante di tipo b, che acquista indumenti usati a kg in postazioni fisse in citta che danno in concessioni a ditte specializate dopo espletamento di regolari gare ad evidenza publica con posizionamento di cassonetti di raccolta,anche se iscritto ad albo gestori anbientali

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