Uso del contante: confermato l’aumento soglia a 3000 euro

16 ottobre 2015


Uso del contante: confermato l’aumento soglia a 3000 euro

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 ottobre 2015



Legge di Stabilità 2016: si alza il tetto massimo all’uso del cash oltre il quale scatta l’obbligo della tracciabilità dei pagamenti.

Dal 2016 i pagamenti potranno essere effettuati in contanti anche sopra i fatidici mille euro: a confermarlo è la Legge di Stabilità per il 2016 appena approvata dal Governo che innalza la soglia oltre la quale scatta l’obbligo di utilizzare strumenti tracciabili a 3.000 euro, riportando l’Italia alla media degli altri Paesi dell’Unione Europea.

La conferma a quella che forse, insieme alla cancellazione dell’imposta sulla prima casa, era la misura più attesa è intervenuta ieri nel corso della conferenza stampa tenuta dal presidente del consiglio dei ministri che ha anticipato il testo della legge di fine anno ai giornalisti.

Il limite per i pagamenti in contanti salirà così da mille a tremila euro. La novità era già circolata nei giorni scorsi: ne avevamo parlato in “Stabilità: uso del contante a 3000 euro”. L’aumento della soglia per il contate a tremila euro si spiega anche perché “oggi c’è una legge sull’autoriciclaggio, e l’abbiamo fatta noi, così come una legge sull’anticorruzione”, ha spiegato Renzi. In verità, tuttavia, la misura lascia scontente numerose forze politiche e, sul punto, si preannuncia battaglia in Parlamento. E questo perché l’innalzamento della soglia dell’uso del contante viene da più parti additata come una valvola per l’evasione fiscale, che andrebbe peraltro in contraddizione con le misure degli ultimi esecutivi volte a incentivare l’uso degli strumenti di pagamento elettronici come POS e carte di credito. Insomma, il Governo si contraddirebbe. A detta di altri, invece, il facile utilizzo del contante potrebbe riportare una ripresa dei consumi che neanche il famoso bonus di 80 euro in busta paga – voluto dallo stesso Renzi – era riuscito a ripristinare.

L’attuale soglia di mille euro era stata stabilita infatti dal cosiddetto decreto Salva Italia [1], con cui appunto è stato ridotto a 999,99 euro il limite per l’utilizzo di denaro contante, l’emissione di assegni privi della clausola di non trasferibilità e il saldo dei libretti di deposito al portatore. In altri termini, per importi pari o superiori a mille euro è vietato il trasferimento, anche frazionato, di contante, di libretti di deposito bancari e postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, a meno che il trasferimento non avvenga per il tramite di banche, istituti di moneta elettronica e Poste italiane spa. Inoltre gli assegni bancari e postali, gli assegni circolari, i vaglia postali e cambiari, inclusi i vaglia della Banca d’Italia, devono essere emessi con la clausola di non trasferibilità, mentre i libretti di deposito al portatore devono essere estinti, oppure il loro saldo ridotto al di sotto della soglia. Il trasferimento è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati. Dal 1° gennaio 2016 questi divieti scatteranno per trasferimenti sopra i tremila euro.

Resta ferma la facoltà per ogni correntista di effettuare prelievi e versamenti dal proprio conto corrente anche oltre la soglia di tracciabilità e questo perché si tratta di operazioni tra lo stesso soggetto e non tra soggetti differenti. Per approfondire tutti i casi in cui è possibile utilizzare i contanti oltre la soglia di tracciabilità leggi l’articolo: “Pagamenti in contanti: prelievi, versamenti: divieti al denaro cash”.

note

[1] Art. 12 del decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011.

Autore immagine: 123rf com


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