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Corsi di formazione: scegliere quello giusto

16 ottobre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 ottobre 2015



Corsi di formazione e perfezionamento: la guida per evitare fregature.

 

L’esasperata competitività del mondo del lavoro spinge le persone a cercare nuovi ambiti occupazionali oppure ad acquisire nuove competenze nel settore di cui già si fa parte; e così, la fame di lavoro ha generato il suo mostro: il mercato dei corsi formazione e di perfezionamento. Ce ne sono a decine o centinaia per ogni ambito, per ogni professione, anche per quelle che non esistono. Su internet il bombardamento di offerte che promettono di consegnare le chiavi del nostro futuro è costante ma, nella maggior parte dei casi, questi corsi assicurano il futuro delle sole persone che lo hanno organizzato.

In un mare magnum di promesse di incredibili sbocchi lavorativi e slogan accattivanti si corre il rischio di imbattersi in una scatola vuota, in un attestato finale che ingrasserà il nostro curriculum senza regalare però quelle nuove competenze che abbiamo ricercato. Ecco di seguito alcuni consigli utili ad evitare di sbagliare la scelta del corso. Si, perché – non bisogna dimenticarlo – accanto ai corsi farlocchi, ci sono anche quelli seri.

Numero chiuso, colloquio preselettivo e ultimi posti

Chi organizza il corso deve attirare il pubblico e uno dei metodi per farlo è conferire al corso un’aura di esclusività. Ecco come:

– “il corso è a numero chiuso”: dà l’idea che si possa essere seguiti meglio, proprio perché si è in pochi, e che gli organizzatori abbiano pensato al numero limitato per poter offrire il migliore dei servizi a chi decide di partecipare. In realtà l’utente non ha modo di sapere se effettivamente c’è il numero chiuso e se sono state rifiutate delle iscrizioni per esaurimento posti;

– “il colloquio preselettivo”: serve a rinforzare l’immagine del corso, a conferire professionalità e a convincere che quel corso è il migliore. Inoltre, il fatto di essere stati selezionati tra tanti tonifica la nostra autostima. In un mondo di porte in faccia e di “grazie, le faremo sapere”, c’è qualcuno che si accorge di noi e ci sceglie. In realtà, ci dà solo l’impressione di farlo, in quanto siamo noi che paghiamo dei soldi per sostenere quel corso;

– “ultimi posti”: l’utente che legge questo avviso è portato a pensare che il corso è valido poiché quasi tutti i posti disponibili sono terminati. In realtà, spesso, la situazione vera è: non si è iscritto quasi nessuno e questa è l’ultima carta per tentare di raggiungere il numero minimo per avviare il corso.

 

L’acquisizione di una qualifica

Ogni giorno nascono lavori nuovi. Alcuni corsi di formazione promettono di rilasciare una qualifica per esercitare una data professione. Ma siete sicuri che quella professione esista davvero? Dietro una dicitura piuttosto lunga (ad esempio, “ispettore della qualità nelle strutture ricettive e della ristorazione”), alle volte c’è il vuoto più assoluto. Cioè a dire: esistono corsi di formazione per professioni che non esistono. Allora è bene stare attenti e farsi molte domande. Del tipo: in che ambito posso lavorare? Chi potrebbe essere il mio datore di lavoro? Come posso spendere questa “qualifica” rilasciata a seguito del corso? Questa figura professionale è legalmente riconosciuta?

 

L’iscrizione a un albo

L’iscrizione a un albo è un altro elemento che è possibile trovare nelle brochure di presentazione di alcuni corsi. Il problema è capire se l’albo esiste davvero e se è legalmente riconosciuto. E, anche qualora dovesse esistere – e non è detto – quali sono i vantaggi di essere iscritti? Certamente essere iscritti a un albo relativo a una professione che non esiste non porta dei grossi benefici. E magari c’è anche da pagare una quota di iscrizione. Se i soggetti che hanno organizzato il corso sono gli stessi che si stanno impegnando per la costituzione dell’albo o sono gli stessi che gestiscono quell’albo, probabilmente quell’albo è fumo negli occhi.

 

Lo stage

I corsi che prevedono uno stage sono assolutamente da preferire per vari motivi:

– avrete la quasi certezza che quel lavoro esista davvero;

– l’esperienza sul campo non ha confronti rispetto all’esperienza “in aula”;

– lo stagista può sempre essere assunto dall’azienda in cui ha effettuato lo stage.


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1 Commento

  1. …stanare i cazzari e i venditori di fumo e’ uno dei miei principali talenti…
    lA SCRITTA CHE RITROVO SU FACEBOOK PROPRIO DA UNA DELLE FAMOSE CRIMINOLOGHE ITALIANE CHE ORGANIZZA I CORSI ESATTAMENTE COME LI DESCRIVE LEI OGGI SOSTIENE DI ESSERE QUELLA CHE LI SCOVA.
    Oltre tutte le minacce varie di distruggere tutti coloro che la toccano, che si devono schiantare contro il muro a 200km/h, ed il muro è lei… la criminologa bionda che ci manda le slide con la scritta del suo nome sui contenuti rendendoli illegibili come i cani che pisciano sul territorio per marcare che sono loro i padroni.
    Non pretendo mica che pubblichiate simili dichiarazioni ma credo che qui bisogna correre ai ripari perchè sono comportamenti da far sapere a chi di dovere per farla smettere di impaurire tutti coloro che vorrebbero rendere noto che sono solo soldi buttati per farsi offendere, deridere e oltraggiare.

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