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Se il telefono cellulare è difettoso: come difendersi

17 ottobre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 ottobre 2015



Le norme a tutela del consumatore per il caso in cui l’apparecchio cellulare presenti malfunzionamenti e risulti del tutto o difficilmente utilizzabile.

Non di rado gli ormai indispensabili telefoni cellulari presentano vizi e/o difetti di diverso tipo che incidono, in diversa misura, sulla loro perfetta funzionalità. In un numero non irrilevante di casi, tali apparecchi risultano, con grave danno per i proprietari, non corrispondere a quella perfetta efficienza di cui dovrebbero rappresentare il prototipo. Ed allora pare opportuno fornire un quadro di massima circa i diritti spettanti ai consumatori e le modalità concrete attraverso cui esercitarli.

Innanzitutto deve essere chiarito che, come per ogni altro bene mobile acquistato non per scopi professionali in un esercizio commerciale gestito da un professionista (cioè da un soggetto che professionalmente pone in commercio beni mobili), anche per i cellulari vige la normativa, a tutela dei consumatori, contenuta nel cosiddetto Codice del Consumo [1]. Essa individua [2] nel venditore, e solo nel venditore, il soggetto responsabile verso il consumatore per ogni tipo di vizio o difetto che il bene venduto presenti nel momento in cui lo stesso è consegnato all’acquirente.

Nel caso in cui, quindi, il telefono dovesse non funzionare affatto o funzionare difettosamente, il consumatore vede riconosciuto il proprio diritto ad ottenere, senza alcun costo, la riparazione o la sostituzione del bene difettoso, oppure una congrua riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto.

A rispondere, come detto, nei confronti del consumatore è solo e soltanto il venditore e non anche il produttore (se diverso dal venditore) del bene: ciò significa che i rimedi indicati (riparazione o sostituzione, oppure riduzione del prezzo o risoluzione del contratto) dovranno essere messi a disposizione del cliente dal venditore ed è solo il venditore il soggetto con il quale il consumatore dovrà interfacciarsi.

Sono, perciò, esclusi dalla legge quei fastidiosi rimpalli di responsabilità tra venditore e produttore che tanto, in passato, infastidivano il consumatore.

Quanto agli indicati rimedi per eliminare i difetti del bene acquistato (nel nostro caso, il cellulare), la scelta tra riparazione e sostituzione può anche essere fatta dal consumatore a meno che il rimedio prescelto non sia impossibile oggettivamente oppure eccessivamente oneroso rispetto all’altro.

È quindi chiaro che la sostituzione del cellulare potrà essere pretesa soltanto se la riparazione non sia oggettivamente praticabile oppure risulti essere eccessivamente costosa rispetto al valore di mercato del cellulare.

Se poi, come talora purtroppo capita, la riparazione non avesse risolto il problema riscontrato, sicuramente il consumatore potrà pretendere la sostituzione del cellulare o, ancora, una riduzione del prezzo (ovviamente se il difetto, seppur non del tutto eliminato, non renda comunque inservibile il cellulare) o la risoluzione del contratto (con restituzione del prezzo a fronte dell’inservibilità del telefono).

In tutti i casi, ogni spesa è posta dalla legge a carico del venditore (riparazione, spedizione del cellulare in assistenza e ritiro dello stesso).

note

[1] D. lgs. n. 206 del 2005.

[2] Art. 130, d. lgs. n. 206 del 2005.


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