Nuovo congedo parentale retribuito lavoratori autonomi

16 ottobre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 ottobre 2015



Dal 2016 6 mesi di congedo retribuito per i genitori professionisti o che lavorano in proprio.

La Legge di Stabilità 2016, tra le tante novità, ha dato una svolta epocale alla tutela del lavoro autonomo, grazie all’adozione dell’equivalente di una “carta del lavoratore autonomo”: la categoria dei professionisti e di chi, in generale, lavora in proprio, non sarà più normata in maniera disomogenea, e con molte meno tutele rispetto alle altre categorie di lavoratori, ma si cambierà totalmente registro.

Assieme allo “Statuto del lavoro autonomo”, in particolare, è stato introdotto il congedo parentale retribuito, dal 2016, anche per questi lavoratori, che, ad oggi, non possono fruirne.

Congedo parentale retribuito autonomi: come funziona

Nel dettaglio, il congedo parentale retribuito per lavoratori autonomi non sarà pari, al 100%, rispetto a quello attualmente previsto per i dipendenti (che è recentemente cambiato, grazie al Jobs Act): per i nati dal primo gennaio 2016, infatti, spetteranno, in totale, 6 mesi retribuiti di congedo parentale, sino ai 3 anni di vita del bambino. I subordinati, invece, hanno diritto a 6 mesi di congedo parentale retribuito- poiché i mesi ulteriori spettanti non sono indennizzati, ma soltanto coperti da contribuzione figurativa- sino ai 6 anni del figlio .

Gli autonomi che hanno figli nati nel 2015, invece, potranno fruire di 3 mesi retribuiti, sino al primo anno di vita del bambino.

Il trattamento economico e previdenziale sarà lo stesso previsto per i lavoratori dipendenti dal Testo Unico Maternità e Paternità [1].

La normativa, pur intervenendo sul Testo Unico, non pareggia pienamente la tutela che spetta ai dipendenti, ma costituisce comunque un importantissimo passo avanti, per una categoria da sempre trascurata, e considerata solo al momento di batter cassa con imposte e contributi.

Maternità: astensione non obbligatoria

Ma le novità non finiscono qui: per quanto riguarda l’indennità di maternità (ossia quella spettante per la cosiddetta obbligatoria), è stato chiarito che non è giudicata necessaria l’effettiva astensione del lavoro. Si mette così la parola fine alle numerose dispute sorte sulla fatturazione dei compensi della professionista in maternità, e sulla dimostrabilità (di fatto impossibile) dell’effettiva astensione dall’attività in proprio.

Maternità e Malattia: il contratto non si risolve

La norma estende anche la tutela contrattuale del lavoratore autonomo: è stabilito, infatti, che in caso di maternità, malattia o infortunio, il contratto non si estingue, ma rimane in sospeso, senza erogazione di compensi, da una parte, e prestazione dell’attività, dall’altra parte.

note

[1] Art 32, D.lgs 151/2001.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI