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Canone rai con la bolletta elettrica: che succede se non paghi?


Canone rai con la bolletta elettrica: che succede se non paghi?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 ottobre 2015



Segnalazione all’Agenzia delle Entrate e pagamento di una sanzione pari a cinque volte il canone Rai, con intervento di Equitalia.

Con la previsione, nell’ultima legge di Stabilità, dell’obbligo di pagamento del canone Rai insieme alla bolletta della luce tanti sono gli interrogativi che, già da ora, si stanno ponendo gli italiani: primo tra tutti il problema delle eventuali conseguenze in caso di omesso versamento della quota relativa al solo canone. È chiaro, infatti, che, qualora non venga pagata l’intera bolletta, le conseguenze saranno quelle relative alla morosità della luce; ed in questo caso, dopo un primo avviso (di norma inserito nella successiva bolletta), una successiva riduzione della potenza del 15% e un’ultima lettera raccomandata a.r. di messa in mora, si arriva inevitabilmente al distacco della corrente. Diverso, invece, il caso nel mancato versamento della quota relativa al canone Rai.

Premesso che risulterà difficile separare gli importi dovuti da quelli eventualmente non dovuti per chi è solito, con una certa pigrizia, pagare il bollettino prestampato per come inviato dalla società elettrica, e sarà ancora più difficile per chi, invece, riceve automaticamente l’addebito in banca (cosiddetta “domiciliazione bancaria”), senza possibilità di interagire con i numeri della bolletta (salvo successive contestazioni), è anche ipotizzabile che gli italiani nutriranno un certo timore dal defalcare autonomamente gli importi del canone Rai dalla fattura della luce, nel timore che ciò potrebbe comportare il distacco dell’utenza. E ciò anche se la legge di Stabilità esclude – almeno in teoria – che, al mancato pagamento del canone Rai, possa conseguire la cessazione della fornitura di energia elettrica. Ma si sa come vanno le cose in questo Paese: se dall’altro lato c’è un computer che sbaglia, un operatore poco attento e un call center insensibile alle lamentele del consumatore, quest’ultimo viene puntualmente costretto a fare ricorso al giudice e, solo dopo molti anni, trovare finalmente (amara) soddisfazione.

Vediamo, invece, quali sono le conseguenze previste dalla riforma nel caso di mancato versamento della quota, contenuta nella bolletta, relativa al canone Rai (quota che, stando alle attuali previsioni, dovrebbe essere richiesta una volta ogni due mesi, per sei bollette, così spalmate nell’intero anno).

Innanzitutto, la società elettrica, sia essa l’Enel o altra società privata del mercato libero, invierà una comunicazione all’Agenzia delle Entrate. È verosimile che, a questo punto, potrebbe avvenire un accertamento o, addirittura, una immediata rettifica da parte dello stesso ufficio dando, eventualmente, al contribuente la possibilità di difendersi presentando prove contrarie attestanti il mancato possesso del televisore. Non potrà essere una valida giustificazione il fatto che l’apparecchio non funzioni o non vengano intercettati i segnali della Rai: questo perché la tassa è sul “possesso” della tv, a prescindere poi dall’uso che se ne fa.

Se il contribuente non riuscirà a dimostrare le ragioni a proprio favore, scatterà una sanzione pari a cinque volte il canone Rai. Verrà dato un termine entro il quale pagare detto importo e, in caso contrario, l’imposta verrà iscritta a ruolo e la competenza passerà a Equitalia.

A questo punto, Equitalia attiverà tutti gli strumenti tipici della riscossione esattoriale ad essa attribuitele dalla legge. Per bassi importi, quale è quello del canone Rai, è verosimile che gli strumenti di coercizione possano essere il fermo auto o il pignoramento del conto corrente. Nel caso di fermo auto, il mezzo verrà interdetto alla circolazione (ma lo si potrà ugualmente vendere: vendita che, tuttavia, trasferirà anche il fermo). Nel caso di pignoramento del conto, invece, non ci sarà alcuna udienza in tribunale e tutto avverrà in automatico, con previo invio di una lettera raccomandata a.r. spedita tanto alla banca quanto al debitore; nella lettera si impone all’istituto di credito di versare direttamente le somme pignorate a Equitalia qualora il contribuente, entro 60 giorni, non avrà pagato spontaneamente.

In questo modo, il canone Rai sarà stato definitivamente riscosso.

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6 Commenti

  1. Come si fa a presentare “prove contrarie attestanti il mancato possesso del televisore”? Cioè come posso provare che NON possiedo qualcosa? Cosa prevede la legge in questo casi?

  2. Quando manderanno il bollettino tassa di possesso ne riparliamo,per il momento l invito è a pagare un canone di abbonamento televisivo,e io francamente non ho voglia di abbonarmi.

  3. Marco,Giannini, ricorso presso il giudice di Pace dove dovrai comprovare il fatto che non sei tenuto a pagare in quanto non possiedi un apparecchio televisivo.

  4. Vorrei sapere , essendomi trasferita come residenza in un altro comune ma di fatto non ho comunicato all’Enel il mio cambio di residenza mantenendo comunque anche l’altra abitazione ,devo comunque pagare due canoni della TV? oppure devo comunicare il cambio?Resta per ora come prima casa per Enel l’abitazione vecchia.
    Grazie se potrete darmi una risposta.

  5. Come devo fare per farmi rimborsare, il canone della RAI , visto che me lo hanno trattenuto con il RID bancario, ed io guardo tutto tramite il mio PC ? e sono Invalida oltre 80% ?
    Grazie per l’eventuale risposta, e se mi dite come disdire.

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