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Colloquio di lavoro: cosa non si deve dire, le 5 cose peggiori

19 Dicembre 2016 | Autore:
Colloquio di lavoro: cosa non si deve dire, le 5 cose peggiori

Le cinque espressioni da non utilizzare in occasione di un colloquio di lavoro. Ecco la lista e perchè non utilizzarle. 

Ci sono alcune cose che non devono essere citate in alcun caso ad un colloquio di lavoro. Alcune di queste vi sembrerà strano che non funzionino, per altre vi sembrerà assurdo che qualcuno pensi anche solo di poterle dire. Ebbene ecco le frasi – tra quelle più comunemente utilizzate – che non è il caso di dire.

Sono molto motivato

Attenzione: per quanto molto usata è una frase a doppio taglio, perchè mentre attraverso di essa si vuole esprimere la massima motivazione allo svolgimento del compito, d’altra parte lascia sottintendere che la motivazione sia l’unica ragione per la quale bisogna prendervi a lavorare, ovvero che non si hanno competenze particolari per quel ruolo. Sarebbe invece opportuno fornire qualche idea che dimostri che si ha una linea chiara da seguire rispetto alla posizione per la quale si concorre.

Quante ferie mi spettano, o anche quando chiude l’azienda per le ferie?

Sì, c’è chi lo chiede al primo incontro con il proprio prossimo potenziale datore di lavoro.
Letto dalla parte dell’esaminatore vuol dire: “Se avete la fortuna di assumermi, quando smetterò di lavorare? Non vedo l’ora“.
Per ogni datore di lavoro, pubblico o privato, l’importante è il raggiungimento dell’obiettivo al di là dei tempi trascorsi a lavorare. Si tratta di una domanda inutile e che mette in cattiva luce il candidato.

Sono un perfezionista

Per quanto non sia necessario mentire su quelle che si credono essere le proprie capacità e competenze personali la descrizione di sé come di un “perfezionista” mette l’esaminatore nella difficile condizione di dover valutare se quello che dici è vero. E tale valutazione è difficile si possa fare in un colloquio: in sostanza, nessun vantaggio e alcuni svantaggi.
Più che un pregio – o quello che si crede esser tale – siate pronti invece a descrivere quello che credete essere un vostro difetto, sarete stupiti di vedere come questo possa essere apprezzato. E non mentite… l’esser troppo perfezionista non è un difetto, sotto alcun punto di vista per un datore di lavoro. Ma è un pregio molto difficile da dimostrare.

Ho avuto contrasti con il mio ultimo capo ufficio

Sapere che si hanno avuto contrasti in precedenza mette l’esaminatore sulle difensive: non conosce voi né il vostro capo, non potrà mai dire chi aveva ragione, ma certamente si farà di voi l’opinione di una persona “problematica” e con la quale è difficile riuscire a lavorare senza contrasti. In definitiva, mai parlare male dei precedenti lavori e meno che mai dei propri superiori.

Domande da fare? No nessuna

Dire di non avere alcuna domanda da fare è semplicemente una risposta falsa. Non è possibile che non si abbiano dei dubbi, delle curiosità sul nuovo lavoro. Anche fare una domanda relativa allo svolgimento del ruolo può essere un’ottimo segnale per un datore di lavoro, dimostra di essere interessati, curiosi, ansiosi di iniziare, dimostra molto di più di quanto non faccia l’espressione “sono molto motivato” di essere davvero disposti ad iniziare da subito. Dire che non si hanno dubbi equivale a dire che si ha poco interesse per la posizione.



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