Breaking News Aumento IVA tra 2017 e 2018 al 25,5%: ci risiamo

Breaking News Pubblicato il 18 ottobre 2015

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IVA: le clausole di salvaguardia contenute nella manovra del 2015, ripetute nella manovra 2016.

Anche per quest’anno l’Italia vivrà con la spada di Damocle di un aumento vertiginoso dell’IVA che potrebbe portare l’aliquota ordinaria (attualmente al 22%) a sfiorare il 25,5%.

La storia si ripete e forse vien anche di pensare che a qualcuno piaccia che il popolo viva col fiato sospeso. Lo scorso anno, di questi tempi, benché il Governo nulla avesse detto – ma poi, la lettura approfondita della bozza della Legge di Stabilità aveva reso a tutti evidente il marchingegno contabile per incassare il sì di Bruxelles – era stata inserita, nella manovra di fine anno, una delle cosiddette “clausole di salvaguardia” che prevedeva l’aumento dell’IVA al 24% per il 2016, al 25% per il 2017 e al 25,5% per il 2018.

Le “clausole di salvaguardia” sono norme più simili a bombe ad orologeria, la cui efficacia viene sospesa e condizionata al mancato raggiungimento di obiettivi di bilancio. Così, nel caso in cui il debito pubblico vada peggio del previsto e lo Stato abbia bisogno di incassare un “extra”, se un tempo si usavano le cosiddette “manovra bis”, ter, ecc., adesso si stabiliscono, sin dalla legge di Stabilità di fine anno, possibili ritocchi [e che ritocchi! n.d.r] con aumenti di tasse o tagli alle spese, la cui entrata in vigore viene condizionata al mancato quadramento dei conti.

Ecco allora che, anche nella Legge di Stabilità per il 2016, gli aumenti dell’IVA – che il Governo aveva promesso, in prima battuta, di disinnescare, vengono riproposti in modo identico. Più che un disinnesco, allora, si tratta allora di un semplice rinvio.

Questa volta, per sperare che l’IVA non aumenti, è necessario che la manovra sul rientro dei capitali evasi portati all’estero (cosiddetta “voluntary disclosure”) manchi gli obiettivi sperati. Insomma, se gli evasori (quelli grandi, ovviamente) non si “pentiranno” e non approfitteranno degli sconti concessi dalla normativa appena varata dal Governo, a farne le spese saranno tutti gli altri italiani, quelli che fanno la spesa nei supermercati, che acquistano i pannolini dei figli, che comprano un videoregistratore, che la domenica si accontentano di andare alla partita. Per loro, infatti, l’IVA, ossia l’Imposta sul Valore aggiunto – l’imposta indiretta per eccellenza, che si applica a quasi tutti gli acquisti di beni o servizi (qui le singole aliquote) – aumenterà. Aumenterà quindi il prezzo per il consumatore finale, posto che è sempre su quest’ultimo che l’incremento dell’IVA viene scaricato di fatto.

Con la legge di Stabilità del 2015, varata a dicembre 2014, l’aumento dell’IVA era stato così programmato:

NEL 2016

– l’Iva ordinaria (attualmente al 22%, prevista per gran parte dei beni di consumo) sarebbe dovuta salire al 24%;

– l’Iva agevolata (è al 10%) sarebbe passata al 12%.

NEL 2017

– l’Iva ordinaria sarebbe dovuta salire dal 24% al 25%

– l’Iva agevolata avrebbe sfiorato il 13%.

NEL 2018

– l’Iva ordinaria avrebbe toccato il 25,5%.

– l’Iva agevolata sarebbe restata ferma al 13%.

Con la legge di Stabilità per il 2016 è rimasta la minaccia dell’aumento dell’IVA per il 2017 mentre viene cancellata solo la previsione per il 2016. Il risultato è chiaro: non ci sarà alcun aumento progressivo e, tutto d’un tratto, l’aliquota ordinaria IVA balzerà dal 22 al 25%, senza lo step intermedio del 24%. L’aliquota agevolata IVA, invece, passerà dal 10% al 13%, senza il gradino intermedio del 12%.

Questo almeno nella bozza. Secondo le indiscrezioni, voci vicine al ministero dell’economia sperano di poter, nella versione definitiva della legge di Stabilità, che sarà presentata al parlamento tra lunedì e martedì, essere più chiari sull’abrogazione, che al momento però è mancata. Insomma, gli italiani dovranno ben sperare che le casse dello Stato godano di buona salute, altrimenti a farne le spese sarà il popolo. Anzi, meglio sarebbe dire “… a non farne le spese”, visto che i prezzi al consumo saranno tali da inibire a chiunque l’acquisto di numerosi prodotti di uso quotidiano.

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Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. a farne le spese non saranno solo i consumatori ma anche tutte le aziende ed è superfluo che spieghi il perché…ah “last but not least”: anche l’erario ne subirà le conseguenze e l’equilibrio sociale: non ci credete? Vi ricrederete prima di quanto pensiate

  2. la V.D. non c’entra nulla. Piace ai giornalisti far credere alla gente che esistano i Grandi Evasori. All’estero trovi qualche piccolo bancarottiere e i soldi delle mafie.
    Quanto all’iva è noto che più alzi la percentuale, più è forte la domanda di evasione, domanda che parte da chi la paga, cioè dai cittadini che se la fanno scontare dal pizzaiolo, barbiere, carrozziere, elettricista ecc.

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