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Lo sai che? Che succede se non pago la bolletta della luce o del gas

Lo sai che? Pubblicato il 18 ottobre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 ottobre 2015

Bolletta corrente elettrica e morosità: dopo quando viene staccata la luce, il calo di tensione, l’avviso, la tutela del consumatore.

Chi non paga la bolletta del gas o della luce non lo fa sempre per impossibilità economica o per volontà: a volte le fatture non vengono recapitate dalla posta, altre invece si perdono nella cassetta delle lettere, confuse tra la pubblicità; non in ultimo, può capitare che l’utente sia assente per molto tempo dall’abitazione e che nessuno provveda a ritirare la corrispondenza. Che succede in questi casi? Il distacco della luce è immediato oppure viene prima spedito un avviso? Cosa bisogna fare per ottenere il riallaccio dell’utenza e quanto bisognerà pagare? Ecco questa breve guida di orientamento, con una importante precisazione: le stesse disposizioni che qui vedremo relative ai contratti di fornitura della luce valgono anche per il caso del gas.

Entro quando va pagata la bolletta della luce (o del gas)?

Nel caso in cui abbiate un contratto con il cosiddetto mercato vincolato o protetto, rappresentato da Enel Servizio Elettrico (Enel Energia opera, invece, sul mercato libero), la bolletta, oltre a riportare la data di emissione, indica anche quella di scadenza ossia il giorno entro cui il pagamento deve essere effettuato. Di norma, la data di scadenza è fissata ad almeno 20 giorni dopo la data d’emissione.

Nel caso invece di contratto stipulato con una società appartenente al mercato libero, i termini di pagamento possono essere diversi e risultano indicati nelle condizioni generali di fornitura che avete siglato con la società elettrica.

Che succede se non paghi la bolletta della luce (o del gas)?

La sanzione per il caso di morosità nel pagamento della fattura elettrica è il distacco della luce. Tuttavia, a questa conseguenza si arriva per gradi, in modo da dare all’utente la possibilità di regolarizzare la propria posizione in tempo senza incadere in conseguenze spiacevoli.

1- L’avviso bonario

Il primo step è un avviso bonario informale, che viene spedito con lettera semplice o, nella maggior parte dei casi, è contenuto in un apposito riquadro della bolletta successiva (ed in quelle ulteriori). Con tale avviso viene assegnato un termine massimo entro cui l’utente deve regolarizzare il proprio debito.

Ogni bolletta, infatti, ricapitola la posizione del cliente e, quindi, in caso di morosità, evidenzia eventuali pagamenti non pervenuti. In questo modo ci si può attivare immediatamente, chiedendo informazioni al numero verde, facendosi rispedire la fattura mancata (anche tramite email) e provvedendo al pagamento, senza incorrere in penalità.

2- L’invio della raccomandata con la diffida

In caso di mancato pagamento entro il termine stabilito dall’avviso bonario, la società elettrica spedisce una raccomandata (anche senza avviso di ritorno), con una diffida formale con cui si intima il pagamento della morosità. In essa viene assegnato un ultimo termine utile per versare il dovuto e l’utente viene avvisato che, in caso di ulteriore inadempimento, si procederà prima alla riduzione del 15% della potenza di energia erogata all’immobile e, successivamente, alla sospensione vera e propria dell’utenza.

La raccomandata deve necessariamente indicare:

– le modalità con cui il cliente deve comunicare l’avvenuto pagamento (telefono, fax ecc.);

– il termine dopo il quale, se il cliente continua a non pagare, il venditore invierà al distributore la richiesta di sospensione della fornitura;

– il costo delle eventuali operazioni di sospensione e riattivazione della fornitura.

3- La riduzione di potenza di energia

Qualora, nonostante la raccomandata con la diffida, l’utente persista nella morosità, la società erogatrice della luce avvierà la graduale riduzione della potenza della luce, fino al 15%.

La riduzione della potenza viene effettuata entro il seguente termine che decorre dal ricevimento della predetta raccomandata:

  • – in caso di morosità reiterata il termine minimo per provvedere al pagamento e regolarizzare la posizione è di 10 giorni ;
  • – in caso di morosità non reiterata il tempo minimo è di 20 giorni.

4- La sospensione dell’utenza

Infine, scaduti 15 giorni dalla riduzione di potenza del 15%, l’utenza viene sospesa.

Tuttavia, se l’utente aveva avviato una pratica di contestazione di conguagli o di importi anomali, con raccomandata a o fax al numero verde, prima di procedere alla sospensione della luce, la società deve prima rispondere al reclamo scritto dell’utente.

Quando la sospensione della luce è illegittima

La sospensione della luce non può avvenire – e se, invece, avviene è illegittima e dà diritto al risarcimento del danno, nel caso in cui:

  • – non venga prima spedita all’utente la raccomandata con la diffida;
  • – i termini di pagamento, assegnati con la raccomandata, sono inferiori a quelli previsti dalla normativa, per come sopra indicati;
  • – l’utente ha presentato un reclamo scritto, ma nessuna ufficiale (scritta anch’essa) risposta gli è stata mai fornita;
  • – se la sospensione del servizio cade di venerdì, sabato, domenica o negli altri giorni festivi e prefestivi (questo perché non darebbe la possibilità, all’utente, di pagare, stante la chiusura di banche e uffici postali);
  • – l’importo non pagato è inferiore o uguale al deposito cauzionale.

Riattivazione fornitura sospesa per morosità

Per riattivare una fornitura sospesa per morosità, occorre inviare al fornitore un’apposita richiesta scritta con allegata la documentazione dell’avvenuto pagamento degli importi insoluti e delle spese relative alla chiusura e riattivazione del servizio, nei modi indicati nella comunicazione di messa in mora.

Come non farsi staccare la luce (o il gas)

Uno dei metodi più sicuri per evitare il distacco della luce è quello di optare per la domiciliazione bancaria, ossia per l’addebito automatico in conto corrente delle bollette. In tal caso, se il mancato pagamento dipendente da un mancato aggancio del pagamento con il conto o da un disservizio dell’istituto di credito, non sarà l’utente a risponderne. Resta salva, ovviamente, l’ipotesi in cui il conto sia scoperto.

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Autore immagine: 123rf com


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