Diritto e Fisco | Articoli

Decreto ingiuntivo: quale prova scritta?

19 ottobre 2015


Decreto ingiuntivo: quale prova scritta?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 ottobre 2015



Quali sono le prove documentali in presenza delle quali può essere emesso il decreto ingiuntivo e per quali tipi di crediti vantati.

Con la richiesta di decreto ingiuntivo fatta al tribunale o (per prestazioni fino a 5mila euro) al giudice di pace, il creditore può chiedere la condanna del debitore al pagamento di una somma di denaro a condizione che sia:

liquida: la somma deve essere precisata nel suo importo senza necessità di conteggi o di aggiunte (se non meramente strumentali);

esigibile: il credito deve essere scaduto. L’esigibilità deve sussistere per lo meno al momento della scadenza del termine per proporre opposizione. Il decreto ingiuntivo emesso per un credito divenuto esigibile solo nel corso del giudizio di opposizione deve essere revocato.

Quale prova per il decreto ingiuntivo?

Per ottenere il decreto ingiuntivo, il creditore deve provare il proprio credito mediante documentazione scritta: il codice parla, in particolare di “prova scritta”. Cosa si intende per “prova scritta”? Si tratta, in generale, di tutti i documenti da cui risulti con certezza l’esistenza del diritto di credito. Alcuni di questi sono espressamente indicati dalla legge, altri invece sono stati specificati dalla giurisprudenza. Vediamoli dunque ad uno ad uno:

Assegno anche se prodotto in fotocopia o privo di data [1];

Attestato di credito emesso dalla Siae (purché indichi il periodo cui le singole utilizzazioni si riferiscono);

Buono di consegna della merce;

Cambiale anche se prodotta in fotocopia [2];

Certificato dell’ufficio del registro che attesta l’avvenuto pagamento delle spese di registrazione della sentenza [3];

Contratti, come ad esempio il contratto di lavoro, di vendita, di locazione, di mantenimento del figlio, di mutuo: ai fini della condanna al pagamento dello stipendio, del corrispettivo, di un canone scaduto, della rata di mantenimento, di un prestito è ovviamente necessario che il contratto sia stato firmato dalle parti;

E-mail: certamente la posta elettronica certificata (PEC); ma qualche giudice ha riconosciuto la validità di prova scritta anche alla semplice email [4];

Estratto conto o di saldaconto: è prova documentale limitatamente alla concessione del decreto ingiuntivo (tanto per la banca quanto per il correntista);

Estratti autentici dei libri e delle scritture contabili quando il decreto ingiuntivo è richiesto dall’imprenditore;

Libri o registri della PA per i crediti dello Stato o di enti o istituti soggetti a tutela o vigilanza dello Stato;

Lodo arbitrale rituale (in tal caso avrà valore di sentenza) o irrituale (in tal caso vale come scrittura privata sottoscritta dalle parti);

– Parcella emessa da liberi professionisti (tra cui gli avvocati e i notai), da cancellieri, ufficiali giudiziari e da consulenti tecnici;

Perizia del CTU relativa ad un diverso processo, ma tra le stesse parti;

Polizze come ad esempio: assicurative, fideiussorie, di carico, di pegno;

Promessa al pubblico anche sotto forma di concorso pubblicitario a premi;

Promessa di pagamento sottoscritta dal debitore;

Ammissione di debito sottoscritta dal debitore (cosiddetta ricognizione di debito): prescinde dalla necessità di una dichiarazione formale, potendo ricavarsi dal contesto del documento [5];

Telegramma è prova idonea sia quando l’originale è consegnato all’ufficio di partenza ed è sottoscritto dal mittente, sia quando esso è dettato per telefono all’operatore;

Verbale di assemblea condominiale: a) di approvazione dello stato di ripartizione dei contributi condominiali sia in base al preventivo (ma solo sino al termine dell’esercizio di riferimento) che al consuntivo; b) di approvazione del rendiconto;

– Verbale di accertamento dell’Ispettorato del lavoro o degli enti previdenziali (INPS o INAIL) in tema di omesso versamento di contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori.

Per quali tipi di credito può essere emesso un decreto ingiuntivo?

In generale per qualsiasi tipo di credito che può essere provato attraverso le prove scritte appena elencate. Ecco alcuni esempi:

– Onorari spettanti professionisti o per prestazioni giudiziali o stragiudiziali o rimborsi di spese fatte da avvocati, procuratori, cancellieri, ufficiali giudiziari o da chiunque altro abbia prestato la propria opera in un processo (es. consulenti tecnici);

– Credito da lavoro;

– Credito derivante da rapporti di locazione o affitto;

– Interessi;

– Contributi condominiali in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea;

– Diritto alla restituzione della caparra confirmatoria, della caparra penitenziale, del deposito cauzionale da parte del locatore che trattiene la somma senza far valere l’esistenza di danni.

In genere, invece, non può essere emesso il decreto ingiuntivo per tutte le richieste di risarcimento del danno in quanto il credito non è liquido o per corrispettivo dovuto all’appaltatore, in mancanza dell’avvenuta consegna, verifica e collaudo delle opere appaltate  (il credito, infatti, non è esigibile).

note

[1] Cass. sent. n. 12388/2000 (sulle fotocopie) e n. 4368/1995 (sulla data).

[2] Cass. sent. n. 14980/2006.

[3] Cass. sent. n. 15706/2006.

[4] Trib. Verona sent. del 26.11.2005 (nel caso di specie la mail conteneva una promessa di pagamento), Trib. Ancona sent. del 9.04.2005, Trib. Lucca sent. del 17.07.2004, Trib. Mondovì sent. n. 375 del 7.06.2004, Trib. Bari sent. del 20.01.2004.

[5] Cass. sent n. 3150/1977.

Autore immagine: 123rf com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI