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Lo sai che? Il cimitero delle opere orfane presto online

Lo sai che? Pubblicato il 26 marzo 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 marzo 2012

Opere di autori sconosciuti o introvabili, ma coperte dal diritto d’autore: a breve saranno condivisibili on line.

Oltre al cimitero vivente degli animali (quello di Stephen King) e a quello dei libri dimenticati (quello di Zafòn ne “L’Ombra del Vento”), c’è anche un cimitero delle “opere orfane” (quello custodito dalle società europee di raccolta dei diritti d’autore): fuochi fatui che vagano nella notte, in cerca di niente.

Le opere orfane sono opere (un film, una foto, una poesia) ancora protette dal diritto d’autore, ma i cui titolari dei diritti sono sconosciuti o introvabili. È il caso, per esempio, in cui l’autore o il titolare dei diritti è noto, ma risulta irreperibile o non è possibile ricostruire la catena delle successive cessioni dei diritti sull’opera stessa, ad esempio perché l’autore è deceduto e non si riesce a determinare l’asse ereditario.

Si tratta insomma di opere né morte, né vive. Solo zombie.

Ciò nonostante, le opere orfane non sono di pubblico dominio e quindi non possono essere utilizzate liberamente. E ciò per due semplici ragioni:

– è impossibile ottenere l’autorizzazione del titolare dell’opera, che appunto è sconosciuto o irreperibile;

– la maggior parte degli Stati non ha una normativa che disciplini la questione delle opere orfane.

Così, di fatto, avviene che le società di raccolta dei diritti d’autore (come la S.I.A.E.) continuino a riscuotere i proventi derivanti dall’utilizzo dell’opera orfana, senza però poi versarli a nessuno.

Qualche tempo fa, “Google Book” aveva tentato di estendere la conversione in formato elettronico dei libri anche ai lavori orfani. È stato però bloccato dalle autorità perché – si disse – la materia relativa alle opere orfane deve essere prima definita a mezzo di legislazione e non a mezzo di accordi privati.

E così il Parlamento Europeo ha finalmente varato una manovra di riesumazione. Grazie a un disegno di legge votato, lo scorso giovedì, dalla Commissione giuridica del Parlamento (e che nei prossimi giorni dovrebbe vedere una stesura definitiva di concerto con il Consiglio Europeo), una foto, un film o una poesia che siano “orfani” potrebbero essere resi disponibili al pubblico in tutta l’UE attraverso la condivisione online. Chiunque potrebbe quindi accedere e utilizzare, d’ora innanzi, le “opere orfane”.

Secondo il testo approvato, un lavoro si potrà ritenere orfano se, dopo una “diligente“ ricerca, non sia stato possibile identificare o localizzare il detentore di diritto di proprietà. Tali opere diverrebbero pubbliche attraverso trasformazione in formato elettronico e disponibili solo per scopi “no-profit”.

Inoltre, un lavoro considerato orfano in un singolo Stato Membro verrebbe considerato tale in tutta l’Unione Europea.

La nuova norma potrebbe far uscire dai cassetti tesori nascosti, rendendoli disponibili alla comunità e restituendo al popolo il proprio patrimonio culturale. In questo modo, quanti vorranno utilizzare lavori orfani verrebbero tutelati da eventuali richieste di indennizzo per violazione dei diritti d’autore.

 


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