Tari 2016: da quest’anno aumenta l’imposta sui rifiuti


Tari 2016: da quest’anno aumenta l’imposta sui rifiuti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 ottobre 2015



Incremento tariffe dell’imposta sui rifiuti: da quest’anno verrà considerato il numero di componenti della famiglia per le utenze domestiche.

Quest’anno non ci sarà l’imposta sulla prima casa per gran parte degli italiani, ma assisteremo, probabilmente, a un aumento dell’imposta sui rifiuti, la famigerata Tari. E questo perché, la legge istitutiva del tributo [1], al fine di non concentrare, in un solo anno, un notevole aumento delle tariffe, aveva previsto, solo per gli anni 2014 e 2015, un regime transitorio agevolato, con la possibilità di derogare i valori minimi e massimi dei coefficienti di produzione dei rifiuti (discostamento consentito di non oltre il 50%) e di non considerare, per le utenze domestiche, il numero dei componenti la famiglia (rendendo la Tari molto simile alla Tarsu).

Ora, però, le deroghe del periodo transitorio sono scadute e da quest’anno torna la regola generale. Cadendo la flessibilità sui coefficienti, le tariffe della Tari aumenteranno in quanto i Comuni:

– dovranno necessariamente adottare valori che si collocano all’interno di quelli minimi e massimi indicati dalla legge [2] (salvo la possibilità di deroga ai suddetti limiti in presenza di circostanze particolari riferibili alla specifica situazione locale);

– nella determinazione delle tariffe, si potrà considerare l’incidenza del numero di persone componenti il nucleo familiare.

Non solo. Con l’approvazione del decreto Enti locali si è stabilito che il conto della Tari deve coprire tutte le “componenti di costo fisse” e, tra queste, c’è anche l’imposta non riscossa negli anni precedenti. In pratica, i Comuni, dovendo portare “a pareggio” il bilancio del settore “rifiuti”, dovranno spalmare, su tutti i contribuenti, le quote di Tari evase da chi non ha pagato. Il che significa che i cittadini virtuosi dovranno versare la tassa due volte: una prima per il proprio consumo, e una seconda per coprire i deficit delle casse comunali derivanti dall’evasione dei morosi. Il decreto “Enti Locali” considera, infatti, un “costo” della TARI le mancate riscossioni del passato, in quanto la tariffa deve garantire la “copertura integrale dei costi” e dunque, anche quelli dei mancati pagamenti da parte dei contribuenti inadempienti. Insomma, chi verserà l’imposta sui rifiuti dall’anno prossimo, pagherà anche una piccola aggiunta che costituisce una quota di quanto non è stato pagato dagli altri.

note

[1] Dl n. 16/2014.

[2] Dpr. n. 158/1999.

Autore immagine: 123rf com

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