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Lo sai che? Bonus disoccupati 2016, quando conviene richiederlo?

Lo sai che? Pubblicato il 20 ottobre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 ottobre 2015

Bonus disoccupati Legge di Stabilità 2016, confronto con altri incentivi all’assunzione, ammontare, convenienza.

Con la riduzione del Bonus disoccupati a 3.250 Euro l’anno, ossia dell’incentivo previsto dalla Legge di Stabilità, sono riemersi dal dimenticatoio tutti i vecchi Bonus per l’assunzione di soggetti svantaggiati (donne disoccupate, over 50, giovani genitori, garanzia giovani), accantonati a causa della schiacciante maggiore convenienza dell’agevolazione per l’assunzione di disoccupati.

Il Bonus disoccupati-Legge di Stabilità 2015, difatti, prevedeva, per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori privi d’impiego da oltre 6 mesi, lo sgravio contributivo totale, per il datore di lavoro, sino a un tetto massimo di 8.060 Euro l’anno, per 3 anni: una convenienza evidente, rispetto agli altri sgravi, che prevedono sconti contributivi e incentivi inferiori.

La convenienza del bonus disoccupati, però, con la Legge di Stabilità 2016, si è ridotta notevolmente, poiché lo sgravio, per l’azienda che assume, arriva a un tetto massimo di 3.250 Euro annui, per giunta per soli 2 anni. Dunque, questo bonus contributivo continuerà ad essere efficace solo per chi non arriva a 3.250 Euro annui di contribuzione, ossia chi assume inquadrando il lavoratore ai livelli più bassi.

Per fare un esempio, se la ditta X assume un dipendente con contratto full time, ipotizzando una paga lorda di 1400 Euro, pagherà un totale di 534,38 Euro di contributi (ipotizzando un’aliquota a carico del lavoratore del 9,19%, e del datore del 28,17%): lo sgravio si riferirebbe ai contributi a carico dell’azienda, e sarebbe pari a 394,38 Euro mensili: in poco più di 8 mesi, dunque, lo sgravio si esaurirebbe, e per i restanti 4 mesi la contribuzione sarebbe dovuta. Questo, a meno che le nuove istruzioni operative non siano uguali a quelle previste per il precedente Bonus Legge di Stabilità 2015, dunque impongano una riduzione proporzionale dei contributi, mese per mese, nel qual caso una quota di contribuzione andrebbe pagata dal datore tutti i mesi.

Dividendo, difatti, la misura totale dell’incentivo, pari a 3.250 Euro, per 12 mesi, otterremmo una riduzione massima pari a 270,83 mensili, sgravio che andrebbe proporzionalmente ridotto, qualora le istruzioni Inps lo confermino, in caso di part time o di assunzione/cessazione, nel corso del mese.

Assumendo lo stesso dipendente ad un livello più elevato, ipotizzando una paga di 1800 Euro mensili, avremmo una contribuzione a carico del datore ancora più alta, pari a 507,06 Euro mensili: lo “sconto” di 270,83 dimezzerebbe, in pratica, la contribuzione.

Parlando di contribuzione dimezzata, torna allora subito in mente il bonus donne e over 50, a tutt’oggi operativo, che può essere però utilizzato anche in caso di assunzione a tempo determinato, e dà diritto al versamento del 50% dei contributi a carico dell’azienda: qualora il neoassunto, dunque, rientri nella categoria delle disoccupate da oltre 6 mesi (oltre 24 mesi, se non residenti in area svantaggiata o non operanti in settori con alto tasso di disparità), o degli over 50 disoccupati (da oltre 6 mesi), per il datore può risultare più conveniente un’assunzione a termine, piuttosto che prendere l’impegno del tempo indeterminato.

Questo, soprattutto qualora si ritenga che il nuovo rapporto d’impiego non sia destinato a durare a lungo: una volta richiesto il Bonus disoccupati, difatti, nessun altro datore di lavoro potrà più utilizzarlo, per lo stesso lavoratore. Così non è, invece, per il Bonus Donne e Over 50.

Inoltre, se si assume un lavoratore a tempo indeterminato e lo si licenzia, si è tenuti a pagare un ticket per il licenziamento pari a circa 500 Euro per ogni anno di lavoro, mentre nulla è dovuto per le assunzioni a termine (tranne un’aliquota aggiuntiva mensile dell’1,40%).

La decisione del bonus da fruire, dunque, deve essere valutata con calma, vagliando anche ulteriori incentivi aggiuntivi compatibili, come il bonus giovani genitori (5.000 euro per l’assunzione di genitori under 35), l’incentivo per i percettori di ammortizzatori sociali (pari al 50% dei sussidi ancora da percepire), e gli incentivi Garanzia Giovani (concessi su base Regionale, dai 1.500 ai 6.000 Euro, a seconda della profilazione del lavoratore).

Per chi fosse deciso, comunque, al tempo indeterminato, il consiglio è allora quello di assumere entro il 31 dicembre 2015, per fruire ancora del vecchio bonus disoccupati “pieno”. Diversamente, se il lavoratore non ha compiuto ancora i 30 anni, potrà risultare conveniente l’apprendistato, pur con tutti gli adempimenti aggiuntivi e gli obblighi formativi previsti.

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Autore immagine: 123rf com


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