Diritto e Fisco | Editoriale

Pensione anticipata Legge di Stabilità, accontentati in pochi

20 ottobre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 ottobre 2015



Svantaggi della nuova flessibilità in uscita e degli interventi previdenziali previsti dalla Legge di Stabilità 2016.

La nuova pensione anticipata, quella capace di ammorbidire i requisiti troppo rigidi della Riforma Fornero, dovrà attendere: gli interventi presentati in materia previdenziale con la Legge di Stabilità 2016, infatti, hanno un’incisività veramente bassa, e saranno utilizzati da pochi lavoratori.

Prendiamo la prima rilevante novità, che è il prepensionamento a metà per gli over 63: i lavoratori che hanno compiuto 63 anni d’età potranno, grazie a questa nuova previsione, chiedere il part time al 50%, senza penalizzazioni contributive (cioè saranno loro versati i contributi Inps in misura piena). Lo stipendio, tuttavia, non sarà pieno, ma al 65%.

Salta subito all’occhio, dunque, il perché della concessione di questa forma, peraltro ridotta, di elasticità: saranno veramente pochi soggetti a potersi permettere uno stipendio quasi dimezzato, e di conseguenza saranno esigue anche le risorse da stanziare per la fiscalizzazione dell’onere contributivo in capo alle aziende. Insomma, un “palliativo”, una giustificazione, tanto per non dire che nulla è stato fatto in materia previdenziale.

Anche la proroga al 31 dicembre 2015 del pensionamento con Opzione Donna, in realtà, è tutto meno che una concessione: in primo luogo, non si tratta nemmeno di una proroga, poiché la Legge Maroni [1], istitutiva del Regime Sperimentale, parla chiaramente di raggiungimento dei requisiti entro la data del 31 dicembre 2015, e non della decorrenza della pensione (che avviene un anno dopo per le dipendenti, ed un anno e mezzo dopo per le autonome, a causa delle finestre, rispettivamente, di 12 e 18 mesi).

È stata una successiva circolare Inps [2] a interpretare in maniera errata la legge, in modo da precludere il pensionamento anticipato prima della naturale scadenza del Regime Sperimentale. Dunque, il tanto annunciato “regalo”, tale non è, poiché si è sempre trattato di un pieno diritto delle lavoratrici.

Ci si chiede, poi, perché un tale accanimento contro l’Opzione Donna, per la quale lo Stato dovrebbe invece fare i ponti d’oro e una proroga indefinita, vista l’esiguità degli assegni ricalcolati col metodo contributivo.

La risposta, ahimè, è sconcertante: nonostante il risparmio nel lungo periodo sia notevole, ciò che manca sono i fondi per i primi anni di accesso al trattamento, che dovrebbero essere reperiti per far fronte all’inevitabile aumento di domande di pensione.

In pratica, lo Stato preferisce ritardare l’accesso alla pensione, creando così una spesa molto maggiore nei bilanci futuri (logicamente, più avanza l’età, più è alto il valore da liquidare), piuttosto che spendere un po’ di più adesso, ma creare un futuro risparmio coi minori importi degli assegni dovuti al ricalcolo contributivo.

Anche per la Settima Salvaguardia i posti disponibili sono notevolmente limitati, e certo insufficienti a coprire tutte le situazioni dei lavoratori in età avanzata privi sia di stipendio che di pensione.

È vero, i soldi non ci sono, ma si potrebbero trovare: peccato che l’Italia sia il Paese degli intoccabili. Intoccabili sono i baby pensionati con assegni alti, intoccabili sono le pensioni d’oro a fronte di pochi anni di contributi: basterebbe ripristinare, per tutti, il sacrosanto principio per cui “si prende in proporzione a ciò che si è versato”, per ripristinare una situazione di equilibrio. Sarebbe sufficiente, peraltro, applicare la regola alle sole pensioni più alte, per trovare i soldi per chi, dopo anni ed anni di lavoro, giustamente vorrebbe mettersi a riposo con una pensione non da fame.

Purtroppo, il principio dei cosiddetti “diritti acquisiti” è un macigno ancora troppo duro da rimuovere, e viene toccato, “stranamente”, solo quando si parla di togliere diritti fondamentali del cittadino, ma non quando si parla di togliere privilegi.

note

[1] L. 243/2004.

[2] Inps Circ. 35/2012.

Autore immagine 123rf com


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