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Lo sai che? Come ottenere la detrazione fiscale per la negoziazione assistita

Lo sai che? Pubblicato il 20 ottobre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 ottobre 2015

Ammontare della detrazione, il termine per la richiesta, istanza e allegati, controlli.

Ecco finalmente la guida per ottenere la detrazione fiscale in caso di negoziazione assistita o arbitrati introdotti dalla riforma della giustizia del 2014 [1] e, quindi, per scaricare dalle tasse il compenso erogato all’avvocato. Le istruzioni sono state appena fornite da un decreto del Ministero della Giustizia con cui vengono chiarite le modalità per usufruire del bonus.

Ammontare

La detrazione ammonta, complessivamente, a 250 euro ed è riconosciuta solo a condizione che l’accordo sia andato a buon fine (per maggiori dettagli leggi: “Bonus fiscale per chi trova l’accordo con la controparte”). Il tutto nel limite di un budget annuale che, per il 2015, è stato fissato, almeno per ora, in 5 milioni.

Termine

Si può chiedere il bonus – salvo successive proroghe – solo tra l’11 gennaio e l’11 febbraio 2016.

Richiesta

La richiesta andrà effettuata al ministero della Giustizia, utilizzando unicamente internet e, in particolare, accedendo al sito web www.giustizia.it. Lì il contribuente troverà un form apposito per i clienti degli avvocati nella sezione dedicata agli incentivi per la degiurisdizionalizzazione.

Allegati

Insieme alla richiesta della detrazione fiscale, il contribuente dovrà dimostrare che la risoluzione stragiudiziale è andata a buon fine. Pertanto, alla richiesta di agevolazione bisogna dunque allegare

– copia dell’accordo di negoziazione (e la prova della relativa trasmissione all’Ordine forense) o la copia del lodo arbitrale. Serve anche la copia per immagine dell’originale o della copia autentica del provvedimento giudiziale del fascicolo adottato ex articolo 1, comma 1, del decreto legge 132/14;

– copia della fattura dell’avvocato o dell’arbitro;

– copia del bonifico o dell’assegno con cui è avvenuto il pagamento nell’anno 2015, o della relativa quietanza;

– documento di identità del richiedente.

Nel caso di definizione positiva di una pluralità di procedure, sia negoziazioni sia arbitrati, le richieste dovranno essere pari alle controversie concluse.

Servizi telematici

Entro il 30 aprile 2016 il ministero della Giustizia comunicherà il credito d’imposta che spetta al contribuente, il quale dovrà indicare l’agevolazione nella dichiarazione dei redditi per l’anno 2015. Il bonus è utilizzabile in compensazione. Il modello F24 può essere presentato solo tramite i servizi telematici offerti dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.

Scattano i controlli incrociati grazie agli Ordini forensi che ogni tre mesi trasmettono al Ministero della Giustizia l’elenco degli accordi di negoziazione assistita loro comunicati. In caso d’indebito utilizzo anche parziale l’Agenzia delle Entrate provvede ad applicare sanzioni e interessi oltre che a recuperare l’importo.

Il credito d’imposta

L’art. 21 bis D.L. 83/2015 prevede che, in via sperimentale, alle parti che corrispondono o che hanno corrisposto nell’anno 2015 il compenso agli avvocati abilitati ad assisterli nel procedimento di negoziazione assistita ai sensi del capo II del D.L. 132/2014, nonché alle parti che corrispondono o che hanno corrisposto, nel medesimo periodo, il compenso agli arbitri nel procedimento di cui al capo I del medesimo decreto, è riconosciuto, in caso di successo della negoziazione, ovvero di conclusione dell’arbitrato con lodo, un credito di imposta commisurato al compenso fino a concorrenza di 250 euro, nel limite di spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2016.

Con decreto del Ministro della giustizia, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della L. 132/2015, di conversione del D.L. 83/2015, sono stabiliti le modalità e la documentazione da esibire a corredo della richiesta del credito di imposta e i controlli sull’autenticità della stessa.

Il Ministero della giustizia comunica all’interessato, entro il 30 aprile dell’anno 2016, l’importo del credito di imposta effettivamente spettante in relazione a ciascuno dei procedimenti, determinato in misura proporzionale alle risorse stanziate e trasmette, in via telematica, all’Agenzia delle entrate, l’elenco dei beneficiari e i relativi importi a ciascuno comunicati.

Il credito di imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi per l’anno 2015 ed è utilizzabile, in compensazione nonché, da parte delle persone fisiche non titolari di redditi di impresa o di lavoro autonomo, in diminuzione delle imposte sui redditi.

Il credito di imposta non dà luogo a rimborso e non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi, né del valore della produzione netta ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Il-nuovo-volto-del-Processo-Civile,-del-Concordato-Preventivo-e-del-Fallimento

note

[1] Legge 132/2014.


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