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Lo sai che? Pensione di vecchiaia, di anzianità e anticipata, che differenza c’è?

Lo sai che? Pubblicato il 21 ottobre 2015

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Requisiti e differenze tra pensione di vecchiaia e pensione di anzianità o anticipata.

Spesso si sente parlare di pensione di vecchiaia, pensione di anzianità e pensione anticipata: non tutti, però, ne conosciamo esattamente i requisiti e le differenze. Già soltanto la terminologia, di per sé, confonde: anzianità e vecchiaia, ad esempio, richiamano lo stesso concetto. Per non parlare della pensione anticipata, trattamento per il quale l’anticipo, nel concreto, è quasi inesistente.

Vediamo, allora, di analizzare nel dettaglio queste tre tipologie di pensione, per comprenderne meglio le caratteristiche, e capire se si possiedono già i requisiti per collocarsi a riposo.

Pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia è il trattamento previdenziale che si raggiunge in base ai requisiti di età. Più precisamente, deve la sua denominazione al fatto che un tempo tale pensione si raggiungesse al compimento di una determinata età: ora, purtroppo, oltre al requisito di età, si è aggiunto un requisito contributivo (ossia un numero di annualità di contributi minimo, per godere del trattamento).

Per ottenere la pensione di vecchiaia nel 2015, i requisiti di età sono:

Dipendenti privati: 66 anni + 3 mesi (uomini); 63 anni +9 mesi (donne)

Dipendenti pubblici: 66 anni + 3 mesi (uomini e donne)

Lavoratori autonomi: 66 anni + 3 mesi (uomini); 64 anni +9 mesi (donne).

Il requisito di contribuzione è pari a 20 anni, ma può essere ridotto a 15 anni per i destinatari della Deroga Amato, e per chi sceglie l’Opzione Contributiva della legge Dini. Il requisito è pari a 5 anni per chi non possiede contributi precedenti al 1996 (ma il requisito di età sale a 70 anni e 3 mesi, per la categoria).

Pensione di anzianità

La pensione di anzianità è invece legata al requisito contributivo. Con l’entrata in vigore della Legge Fornero (D.L. Salva Italia[1]), tale trattamento è stato abolito (tranne che per quanto concerne l’Opzione Donna, una speciale pensione di anzianità che costituisce l’applicazione di un regime sperimentale, e per l’accesso alla pensione in regime di Salvaguardia), e sostituito dalla pensione anticipata.

Prima della Riforma, i requisiti richiesti per la pensione di anzianità erano , in alternativa, il possesso di un determinato ammontare di contributi (40 anni, sino al 31.12.2011), oppure il possesso di una sommatoria tra età e contribuzione (le cosiddette Quote). Questi requisiti, aumentati dagli adeguamenti alla speranza di vita, sono ancora applicabili per l’accesso alla pensione con le normative di Salvaguardia (sfortunatamente a numero chiuso, e limitate a determinate scadenze e categorie ristrette di lavoratori).

Pensione anticipata

La pensione anticipata è anch’essa legata al requisito contributivo, ed ha sostituito il trattamento di anzianità.

Per ottenere la pensione anticipata nel 2015, i requisiti di contribuzione sono:

-Lavoratori autonomi, dipendenti pubblici e privati: 42 anni e 6 mesi (uomini); 41 anni e 6 mesi (donne).

Nel 2016, i requisiti saranno:

-Lavoratori autonomi, dipendenti pubblici e privati: 42 anni e 10 mesi (uomini); 41 anni e 10 mesi (donne).

Le finestre

Si è sentito parlare spesso (e se ne sente parlare ancora, in rapporto ai regimi straordinari dell’opzione Donna e della Salvaguardia) di finestre: non si tratta ovviamente di infissi, ma il termine è utilizzato per indicare il lasso di tempo che intercorre tra la maturazione dei requisiti della pensione e la decorrenza della stessa.

Per la generalità dei trattamenti, le finestre sono state abolite dalla Legge Fornero, e restano, come appena accennato, per i regimi straordinari, che richiedono i vecchi requisiti antecedenti alla Riforma.

note

[1] D.L. 201/2011.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. A me risulta che per ottenere la pensione di vecchiaia siano necessari 66 anni + 7 mesi e non 66 + 3 mesi. Confermate?

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