Diritto e Fisco | Articoli

Equitalia: come dilazionare il debito se non hai pagato le rate

21 Ott 2015


Equitalia: come dilazionare il debito se non hai pagato le rate

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Ott 2015



Rateazione delle cartelle esattoriali di pagamento e decadenza: con la riforma è sempre possibile rientrare nel piano di dilazione anche dopo non aver pagato alcune rate.

Chi ottiene da Equitalia la possibilità di pagare a rate il proprio debito riportato nelle cartelle esattoriali (cosiddetta rateazione che viene, di norma, concessa con 72 o 120 rate) può anche omettere qualche pagamento: infatti, la decadenza dal beneficio della dilazione interviene solo dopo il mancato versamento di cinque mensilità (anche se non consecutive). Così, per esempio, se il contribuente che ha ottenuto la dilazione non versa le rate di gennaio e marzo, può continuare a pagare le successive, senza timore di perdere la dilazione. Alla quinta inadempienza, però, cessa automaticamente il piano di rateazione (senza bisogno di comunicazioni ufficiali) ed Equitalia torna libera di procedere con ipoteche, fermi auto o pignoramenti. Il contribuente, tuttavia, anche in questo caso – cioè una volta ormai decaduto dalla rateazione – può sempre, in un momento successivo e senza limiti di tempo per la presentazione della richiesta, ottenere la possibilità di rientrare nel precedente piano di dilazione. Per conseguire tale vantaggio è necessario che egli paghi le mensilità scadute e non versate (che, pertanto, saranno non meno di cinque). Una volta rientrato nel vecchio programma di rateazione, gli sarà richiesto di versare gli importi secondo quello che era il precedente piano, con quante rate erano rimaste (senza quindi la possibilità di ottenere da capo 72 o 120 rate). In pratica, il debito rimanente deve essere ripartito nel numero residuo di rate della dilazione originaria.

Tanto per fare un esempio, mettiamo che un contribuente, tra il 2015 e il 2016, non paghi le mensilità di ottobre, dicembre, febbraio, giugno e agosto, perde il beneficio della rateazione. A quel punto Equitalia è autorizzata a procedere al fermo dell’auto o all’ipoteca sulla casa o, ancora, al pignoramento del conto corrente. Il contribuente, per tutta risposta, potrebbe strategicamente “rimettersi in carreggiata” pagando le predette cinque mensilità in un’unica soluzione e ottenere la riammissione nella precedente rateazione. Inoltre, con il versamento della prima mensilità del piano di dilazione, Equitalia non può avviare nuove azioni esecutive o cautelari e deve rinunciare a quelle già intraprese. In buona sostanza, in questo modo, il debitore può, in un unico colpo riottenere il vecchio programma a rate e rendere inefficaci le misure di esecuzione forzata già avviate da Equitalia tra la prima e la seconda rateazione.

In passato, invece, si decadeva dalla dilazione con il mancato pagamento di otto rate anche non consecutive. Il piano di rientro inoltre poteva essere prorogato al massimo una volta, per ulteriori 72 rate, qualora il debitore fosse in difficoltà. In caso di decadenza della dilazione, il debito residuo non poteva essere più dilazionato. Proprio questa rigidità normativa ha indotto il legislatore in più occasioni a intervenire per rimettere in termini, in via eccezionale, i contribuenti decaduti.

Le nuove regole sulle dilazioni dell’agente della riscossione si applicano a partire dalle dilazioni concesse dalla data del 22 ottobre 2015.

Durata delle dilazioni

La durata delle dilazioni può essere di 72 o 120 rate mensili, di importo non inferiore a 100 euro ciascuna.

Nel caso di dilazione a 72 rate, per debiti non superiori a 50.000 euro non occorre presentare alcuna documentazione che comprovi lo stato di difficoltà economica del contribuente, il quale viene ammesso alla rateazione su semplice richiesta.

Invece, per la dilazione a 120 rate è necessario dimostrare, documentazione alla mano, lo stato di grave difficoltà del contribuente.

Della rateazione a 120 rate possono beneficiare tanto le persone fisiche che i soggetti diversi da queste (ad esempio società ed enti). Le condizioni di accesso alla rateazione straordinaria sono due:

– l’impossibilità del debitore di far fronte alla rata determinata secondo l’ordinaria tempistica;

– la solvibilità dello stesso rispetto alla rata derivante dalla maxi dilazione.

Per verificare se sussistono i due requisiti predetti è necessario fare un discorso diverso a seconda che si tratti di:

persone fisiche: qui il punto di riferimento è il reddito del nucleo familiare (Isr: indicatore della situazione reddituale), desunto dall’Isee, che va allegato all’istanza. Il relativo valore deve essere mensilizzato, dividendo l’importo per 12. Se la rata mensile, determinata in forza dei piani ordinari di rateazione, supera il 20% del reddito mensile sopra indicato sono rispettati, in linea di principio, entrambi i requisiti di accesso alla dilazione straordinaria;

– per le persone giuridiche, i punti di riferimento sono due: il valore della produzione e l’indice di liquidità. Il valore della produzione è dato dalla somma dei dati contabili di cui alle voci A1 (ricavi), A3 (incremento dei lavori su ordinazione) e A5 (altri proventi dell’attività tipica), del conto economico civilistico . Tale importo, mensilizzato, va confrontato con la rata mensile del piano ordinario di dilazione. Se la rata è maggiore del 10% del valore della produzione è rispettato il requisito dell’insostenibilità della rateazione normale. Per verificare il requisito della solvibilità rispetto alla maxi rateazione occorre poi guardare all’indice di liquidità. Si ottiene ponendo al numeratore la somma della liquidità differita e della liquidità corrente ed al denominatore le passività correnti.

Per l’accesso alla dilazione straordinaria occorre che l’indice in esame assuma un valore compreso tra 0,5 e 1.

I debitori diversi dalle persone fisiche devono allegare all’istanza la documentazione contabile aggiornata. Normalmente, ciò comporta che i dati devono risalire a non oltre 60 giorni prima.

Possibile la rateazione della singola cartella

Nel caso di importi inferiori a 50mila euro, Equitalia consente di chiedere la rateazione non solo dell’intero debito, ma anche di una singola cartella o di più specifiche cartelle. Per esempio, immaginiamo che un contribuente, persona fisica o giuridica, presenti un’iscrizione a ruolo complessiva di 90mila euro, composta da tre cartelle di 30mila euro ciascuna: egli potrà scegliere di presentare un’unica istanza di rateazione per l’intero importo – comprovando lo stato di difficoltà finanziaria con la specifica documentazione richiesta – o, in alternativa, di proporne tre, una per ogni singola cartella, avvantaggiandosi della procedura semplificata.

Analogamente, in caso di cartelle notificate successivamente ad un piano di dilazione già autorizzato, il contribuente potrà procedere a rateizzarle autonomamente.

Una nuova proroga-rateazione

Abbiamo visto, nella disciplina appena approvata con la riforma, che il contribuente che decada dalla dilazione può sempre chiedere di essere riammesso alla stessa a condizione che paghi lo scaduto. In tal caso egli rientra nella precedente rateazione per quante mensilità erano residuate.

È invece consentito, in casi straordinari, chiedere una nuova rateazione, ossia ripartendo da capo con 72 o 120 rate mensili (rispettivamente 6 o 10 anni). A tal fine, però, il contribuente deve avere i requisiti previsti dalla legge per le dilazioni straordinarie a 120 rate (appena illustrati qui sopra).

La richiesta di proroga segue l’iter previsto per la prima richiesta di rateizzazione. Quindi, per debiti complessivi fino a 50mila euro basta la semplice domanda. Per importi superiori a 50mila euro è necessario dimostrare il peggioramento delle condizioni di difficoltà economica e la situazione economico-patrimoniale aggiornata.

A tal scopo, i titolari di ditte individuali in regimi fiscali semplificati devono produrre un nuovo modello Isee (indicatore della situazione economica equivalente) di valore inferiore, solo se sono trascorsi 12 mesi dalla precedente certificazione. Altrimenti è necessario documentare gli eventi che hanno determinato una radicale modifica della situazione reddituale e patrimoniale che non consentono di sostenere più il pagamento della dilazione in corso.

note

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI