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Se il CTU non è imparziale: quale difesa?

21 ottobre 2015


Se il CTU non è imparziale: quale difesa?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 ottobre 2015



La mancanza di imparzialità del consulente tecnico d’ufficio può essere fatta valere solo con lo strumento della ricusazione.

Che succede se il consulente tecnico d’ufficio (cosiddetto CTU) nominato dal giudice per definire una questione tecnica della causa risulta non essere imparziale, magari per ragioni di amicizia o di lavoro che lo legano a una delle parti? Oltre che richiedere al giudice la sostituzione, l’avvocato della parte può far valere le proprie contestazioni non chiedendone la rinnovazione in appello, bensì unicamente con lo strumento della ricusazione [1]. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [2].

Cosa prevede la legge

Il codice di procedura civile [1] stabilisce che il consulente che ritenga di non poter accettare l’incarico deve presentare un’istanza al giudice che l’ha nominato almeno tre giorni prima dell’udienza di comparizione.

Sempre entro tre giorni, i difensori delle devono proporre le loro istanze di ricusazione, depositando nella cancelleria ricorso al giudice istruttore. È con questo strumento che possono chiedere la sostituzione del CTU incompatibile o non imparziale. Non possono, quindi, sollevare l’eccezione in un momento successivo alla sua nomina o, peggio, con l’atto di appello.

Sottolinea la Suprema Corte che, secondo la giurisprudenza unanime, la mancanza di imparzialità del CTU “può essere fatta falere esclusivamente mediante lo strumento della ricusazione” entro 3 giorni dalla data dell’udienza di nomina dello stesso [3].

Inoltre, i motivi di ricusazione conosciuti dalla parte dopo la scadenza del termine per proporre l’istanza di ricusazione appena vista, o sopravvenuti al suddetto termine, non possono di per sé giustificare una pronuncia di nullità della relazione o di sostituzione del consulente, ma possono solo essere prospettati al giudice al fine di una valutazione, dell’esistenza di gravi ragioni che giustifichino un provvedimento di sostituzione [4]. Infatti, ai sensi del codice di procedura [5], il giudice ha sempre facoltà di disporre la rinnovazione delle indagini e, per gravi motovi, la sostituzione del consulente tecnico.

note

[1] Art. 192 cod. proc. civ.

[2] Cass. sent. n. 21200/2015.

[3] Cass. sent. n. 12822/2014.

[4] Cass. sent. n. 2125/1985.

[5] Art. 196 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


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