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Lo sai che? Minimi 2015 o Forfettario 2016, qual è il regime più conveniente?

Lo sai che? Pubblicato il 22 ottobre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 ottobre 2015

Forfettario 2016 sempre più simile ai Nuovi Minimi: qual è il regime migliore per tassazione e contribuzione?

 

Con la Legge di Stabilità 2016, è stato modificato il recente Regime Forfettario (introdotto dalla legge di Stabilità 2015), in modo da prevedere una tassazione più leggera , risultando così più simile al Regime dei Nuovi Minimi.

La Stabilità 2016 prevede, infatti, per il Forfettario, al posto della precedente tassazione sostitutiva al 15%, una tassazione ridotta al 5% per i primi 5 anni (come già avviene per il Regime dei Minimi); inoltre, sono state elevate di 10.000 euro le soglie massime di ricavi che danno diritto alla permanenza nel Forfettario. Per i liberi professionisti, addirittura, la soglia massima di compensi è stata innalzata di 15.000 Euro, per un totale di 30.000 Euro di ricavi annuali.

Ma, alla luce delle nuove regole 2016, qual è il regime più conveniente tra Nuovi Minimi e Nuovo Forfettario? Il confronto è quanto mai urgente, poiché sarà possibile aderire ai Minimi solo sino al 31 dicembre 2015.

Minimi, i requisiti per accedere

Per poter optare per il Regime dei Minimi, i requisiti necessari sono:

ricavi dall’attività autonoma non superiori a 30.000 Euro l’anno (non si contano i redditi derivanti da pensione o altri redditi al di fuori dell’attività di lavoro autonomo);

-l’attività non deve risultare la continuazione di un’attività precedente, svolta anche sotto forma di lavoro subordinato;

– il contribuente non deve aver avuto una partita Iva aperta negli ultimi 3 anni;

– non si devono avere lavoratori dipendenti o collaboratori;

– gli acquisti di beni strumentali non devono superare 15.000 Euro in un triennio;

– non si possono effettuare cessioni di beni all’esportazione.

Minimi, i vantaggi fiscali

Aderendo al Regime dei Minimi, i vantaggi sono:

tassazione sostitutiva del 5% sul reddito (inteso come ricavi meno costi),che sostituisce Irap, Irpef e addizionali;

– non soggezione all’Iva e agli Studi di Settore;

– nessun obbligo di tenere i registri Iva obbligatori (acquisti, vendite, etc.), ma solo di numerare progressivamente le fatture e conservarle;

– sulle fatture non andrà addebitata l’Iva, e non si dovrà subire ritenuta d’acconto.

Forfettario, i requisiti per accedere

Per poter optare per il Regime Forfettario 2016, i requisiti necessari sono:

– non superare una determinata soglia di ricavi annuali, differente a seconda del settore di attività (specificati nella tabella sottostante);

– non superare 5.000 Euro l’anno di compensi erogati a lavoratori dipendenti o collaboratori;

– acquisti di beni strumentali per un ammontare annuo non superiore a 20.000 Euro .

Compensi annui massimi per la permanenza nel regime Forfettario:

Tipologia di attività Limite dei Ricavi  Nuovo Limite 2016
Commercio (al dettaglio e all’ingrosso) 40.000 50.000
Commercio di alimenti e bevande
Commercio ambulante di alimenti e bevande
30.000 40.000
Commercio ambulante non alimentare 20.000 30.000
Costruzioni e attività immobiliari 15.000  25.000
Intermediari del commercio 15.000  25.000
Servizi di alloggio e di ristorazione 40.000 50.000
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di
istruzione, servizi finanziari ed assicurativi
15.000 30.000
Altre attività economiche 20.000 30.000
Industrie alimentari e delle bevande 35.000 45.000

Forfettario, i vantaggi fiscali

Aderendo al Regime Forfettario 2016, i vantaggi sono:

– diritto a fruire di una tassazione agevolata, con imposta sostitutiva del 15%, che sostituisce Irap, Irpef e addizionali;

– diritto a fruire di una tassazione agevolata, con imposta sostitutiva del 5%, che sostituisce Irap, Irpef e addizionali, per i primi 5 anni di attività;

– non soggezione all’Iva e agli Studi di Settore;

– nessun obbligo di tenere i registri Iva obbligatori (acquisti, vendite, etc.), ma solo di numerare progressivamente le fatture e conservarle;

– sulle fatture non andrà addebitata l’Iva, e non si dovrà subire ritenuta d’acconto;

– esonero dalla tenuta delle scritture contabili e delle fatture acquisti: dovranno essere conservate e numerare soltanto le fatture (o ricevute, o scontrini) emesse.

Forfettario: coefficiente di redditività

Gli aderenti al Forfettario non possono, però, dedurre costi dal reddito: i compensi, infatti, sono diminuiti da un coefficiente di redditività, che cambia a seconda dell’attività svolta, come espresso in tabella:

Settore di attività Coefficiente di redditività
Commercio (al dettaglio e all’ingrosso) 40%
Commercio di alimenti e bevande 40%
Commercio ambulante di alimenti e bevande 54%
Costruzioni e attività immobiliari 86%
Intermediari del commercio 62%
Servizi di alloggio e attività di ristorazione 40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di
istruzione, servizi finanziari ed assicurativi
78%
Altre attività economiche 67%
Industrie alimentari e delle bevande 40%

Forfettario e contributi

Chi aderisce al Forfettario ha un ulteriore vantaggio in più , rispetto ai minimi, ossia quello di poter versare i contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti senza minimale.

Forfettario vs. Minimi

Osservate tutte le caratteristiche dei due regimi, qual è il più conveniente?

La convenienza del regime è strettamente collegata a vari fattori, tra cui i principali sono:

– settore dell’azienda;

– ricavi massimi;

– ammontare delle spese;

– presenza di personale dipendente;

– iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti o meno.

È chiaro che, per chi ha molti costi ed un’attività quasi in perdita, sarà più conveniente il Regime dei Minimi, per cui il reddito è “ricavi meno costi”; al contrario, per chi ha poche spese può essere più utile il Forfettario, con un coefficiente che decurta il reddito, a prescindere dai costi effettivi.

Per chi ha dipendenti e collaboratori, in misura non superiore a 5.000 Euro di compensi, può essere più utile il Forfettario, e così per chi è iscritto alla gestione Artigiani e Commercianti.

Insomma, la valutazione è puramente soggettiva e dipende dalla specifica attività; chi preferisce i Nuovi Minimi deve però affrettarsi: dal 2016 non sarà più possibile aderirvi, mentre chi ha aderito in precedenza potrà permanere nel regime per un massimo di 5 anni, o sino ai 35 anni d’età.


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3 Commenti

  1. se si aprisse una nuova attività entro il 31 dicembre 2015 aderendo al regime dei minimi (età maggiore di 35), la permanenza quanto dura? Comunque sempre 5 anni a partire da quest’anno 2015 (o meglio quello in corso + 4)?

  2. Un dubbio…. supponiamo di aprire (come Start Up) una Partita Iva nel 2015 e di optare per il regime forfettario. Dal 2016 in poi si potrà beneficiare della tassazione agevolata, con imposta sostitutiva del 5%, o questa riduzione vale solo per chi aprirà dal 2016 in poi ?? Grazie per l’attenzione.

  3. Basterebbe un regime dei minimi a scaglioni di reddito ovvero:
    Fino a 30000 và bene il 5% DA 30 A 60 il 10% e cos’ via a salire proporzionando la percentuale con il reddito ,senza distinzione di attività e professione , avremmo una tassazione equa e proporzionata nessuno si potrebbe lamentare, METTERE un punto fermo dopo un bel condono al 31/12 e ripartire cosi’ con il nuovo anno, pagheranno tutti felici e contenti

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