Business | Articoli

Falsi made in Italy: Russia in testa

1 Agosto 2016 | Autore:
Falsi made in Italy: Russia in testa

Gas, Vodka…e falso Made in Italy! Putin prolunga l’embargo, Coldiretti preoccupata per le forti perdite dell’industria italiana.

Per quanto noi invidiamo il loro gas…. loro invidiano il nostro made in Italy!

C’è poco da scherzare, quando gli effetti dell’embargo del governo Russo si manifestano con circa 600 milioni di euro di perdita per gli agricoltori italiani. L’accennata vena ironica si spegne del tutto quando, parallelamente, si sviluppa una vera e propria industria del falso. La controffensiva russa colpisce dritto alla nostra unicità nel mondo enogastronomico, con un’artiglieria pesante armata di salami, mortadelle e parmigiani….stagionati all’ombra del Cremlino.

L’analisi della Coldiretti parla chiaro:  il grande aumento della domanda degli alimenti tipici italiani ha portato l’aumento dell’offerta da parte dell’industria alimentare russa, realizzato tramite investimenti tesi a potenziare la produzione casearia, cresciuta ben del 20%  negli Urali Centrali, e tesa a introdurre nel mercato formaggi duri e molli, dalla mozzarella al parmigiano. Investimenti analoghi interessano le lavorazioni di carne e salumi, mediante apertura di grandi macelli di maiali, con l’obiettivo di aumentare la produzione di “salami Milano” moscoviti.

Se questa è notizia allarmante, ancor di più lo è la totale assenza di possibili miglioramenti all’orizzonte.

Lo scorso giugno il governo russo, a fronte delle aperture dell’Europa, ha deciso di prolungare l’embargo fino al prossimo 31 dicembre 2017

Così i prodotti che hanno fatto grande la Penisola nel mondo vengono sostituiti sugli scaffali da pizze “Sono bello Quatro formaggi” e “Russkiy Parmesan”: roba da rimpiangere le tanto criticate “pennette alla vodka”, manifesto degli eccentrici anni ’80.

I numeri

600 milioni di euro di esportazioni mancate, che l’Italia ha dovuto ridestinare presso altri mercati “39,4 milioni di chili di mele italiane, soprattutto della varietà Granny Smith; 29,5 milioni di chili di uva da tavola; 29,9 milioni di chili di kiwi; 2,8 milioni di chili di Parmigiano Reggiano e Grana Padano; 14,2 milioni di chili di pesche e nettarine e 85mila prosciutti di Parma e San Daniele”. Un rallentamento che rischia di mandare in fumo cinque anni di lavoro sulle esportazioni in campo agroalimentare, cresciute del 112% anche grazie agli effetti positivi dell’EXPO.

Embargo a parte, la Russia è in buona compagnia nella congregazione dei falsari: “the italian tarocco” frutta molto, pertanto fa gola a molti. E così in Montenegro si potrà trovare un’ ottima (?) “palenta”, in Romania un Barbera impallidito, negli usa una mortadella “di Bologna”…a base di tacchino!

“Un costo insostenibile per l’Italia e l’Unione Europea” (come sottolinea Coldiretti), che fa ancor più paura se si guarda ai possibili sviluppi negativi causati dalla Brexit, con l’eventuale crisi dei rapporti commerciali con la Gran Bretagna.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube