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Lezioni private: come essere in regola?

31 Luglio 2016 | Autore:
Lezioni private: come essere in regola?

Come impartire lezioni private, in modo occasionale o abituale, mantenendosi in regola con il fisco e la dichiarazione dei redditi 

Che siate neolaureati, insegnanti in pensione o semplici studenti universitari, impartire lezioni private è da sempre un modo comodo per sfruttare il proprio background culturale,  rendendosi utile verso il prossimo… e arrotondando un po’!  Tuttavia anche questa attività non è esente dagli obblighi fiscali.

Per definire il regime fiscale da attribuire alla propria situazione specifica, occorre valutare in primo luogo la abitualità o occasionalità della prestazione lavorativa. Diamo dunque una definizione di prestazione occasionale.

Cosa si intende per prestazione occasionale?

Per prestazione occasionale si intende un’attività non abituale, non professionale, che non si svolge con continuità e che non necessità di coordinazione.  Pertanto, sono lavoratori occasionali coloro i quali svolgono un lavoro dietro un corrispettivo, ma senza alcuna forma di subordinazione con il proprio committente.  Non è richiesta una forma scritta, ma ciò nonostante è necessario rilasciare una ricevuta di pagamento (anche non fiscale, es. quietanza di pagamento) per prestazione occasionale.

Carattersistica fondamentale perché sussista questa tipologia di contratto, è che tra le parti non ci sia un vincolo continuato. Per tale ragione non si possono considerare occasionali le prestazioni, in tal caso i rapporti docente privato/alunno, che siano più lunghe di 30 giorni e che superino i 5mila euro netti in uno stesso anno solare, somma al di sopra della quale si rientra nella categoria di lavoratore autonomo.

Impartisco lezioni private con carattere di prestazione occasionale. Devo pagare l’INPS?

No, con la prestazione occasionale non è necessario pagare l’INPS.

Posto che il professionista occasionale non sia anche un lavoratore dipendente, né un lavoratore autonomo, non sarà tenuto a versare nulla all’INPS, né avrà alcun diritto ad assegni di previdenza

Con la mia attività supero i 5mila euro annui. Come versare i contributi INPS? 

Nel caso in cui si sia superata la soglia dei 5mila euro il lavoratore occasionale, perdendo il proprio status, sarà tenuto ad iscriversi nella Gestione Separata INPS, versando quanto dovuto dal regime contributivo. Sarà tenuto perciò a versare i contributi solamente per la quota eccedente tale limite, per cui se l’insegnante guadagna 7mila euro in un anno, dovrà pagare i contributi solo sui 2mila euro eccedenti la soglia dei 5000.

Lezioni private: si dichiarano nel 730 o nell’Unico?

Nel caso di prestazione occasionale i redditi devono esser dichiarati attraverso il Modello Unico PF, nel cosiddetto Quadro RL. Bisognerà pertanto indicare l’ammontare lordo percepito nel periodo d’imposta relativo e le ritenute d’acconto. Tuttavia, nel caso in cui i guadagni non superino il limite di retribuzione di 4800 euro lordi e la prestazione lavorativa in oggetto sia l’unica fonte di reddito percepito, il prestatore occasionale è esentato dall’inserire tale guadagno nella dichiarazione dei redditi. È un regime agevolato che vale però solo per coloro i quali non hanno altri tipi di impieghi. Per cui chiunque affianchi l’attività di insegnante privato ad un’altra attività lavorativo che gli garantisca una fonte di reddito, seppur minima, sarà tenuto a dichiarare regolarmente quanto percepito.
Vale  la pena di aggiungere poi che nel caso siate già lavoratori dipendenti tale fonte di reddito derivante dall’impartire lezioni private andrà ad aggiungersi anche alle aliquote IRPEF, contribuendo  a determinare le soglie e il superamento dei relativi scaglioni.

Prestazioni occasionali pagate tramite Voucher Inps

Un’ulteriore modalità di pagamento per le prestazioni occasionali è quello dei Voucher Inps, buoni che possono essere acquistati presso tabaccherie e uffici postali, del valore lordo di 10,00 €. Questa tipologia di pagamento ha la comodità ed il vantaggio di non dover esser dichiarati nel Modello Unico o nel 730, poiché l’Irpef e i contributi previdenziali sono già compresi nel valore del voucher. In particolare, i voucher verranno attivati tramite il sito web dell’INPS da parte degli studenti. L’insegnante  potrà così recarsi con il voucher attivato presso la tabaccheria interessata, dove le verrà corrisposto il valore della prestazione al netto dei contributi (generalmente 7,5 €). Anche in tal caso il limite di incasso annuale  tramite voucher è di 5mila euro annui netti.

Svolgo un’attività di tipo abituale e continuativa. Come fare per essere in regola?

Pur non essendoci un parametro preciso per definire l’abitualità dell’attività lavorativa, si può ritenere di rientrare nella categoria di lavoro abituale e continuativo quando vi è una certa continuità e costanza, delineante una professionalità. Da un punto di vista fiscale un lavoratore del genere è soggetto passivo di Iva, come tale tenuto ex lege ad aprire una partita Iva, versando ogni anno la relativa dichiarazione; iscriversi alla Gestione separata Inps per il versamento dei contributi e presentare il modello Unico. Ovviamente ciò vuol dire rilasciare fattura.

Se si è docenti si è esenti dall’applicazione IVA

Nel caso in cui l’insegnamento verta su materie di tipo scolastico o universitario, impartite a titolo personale dal docente, o rese da istituti riconosciuti da una P.A. o da una Onlus [1] tali lezioni saranno esenti da IVA.

L’insegnante rilascerà pertanto fattura, ma dichiarando di essere esente dall’applicazione dell’IVA ai sensi dell’articolo 10 n. 20) del DPR citato.

L’imposta non verrà aggiunta, pur se dovrà applicarsi una marca da bollo ove si superi una soglia per la prestazione 77, 47 euro.

Sono un lavoratore pubblico, posso impartire lezioni private? 

Non è possibile impartire lezioni private quando si è lavoratori del pubblico impiego. In Italia vige il principio dell’esclusività del rapporto di lavoro pubblico, al fine di garantire l’imparzialità dell’amministrazione evitando conflitti di interesse. Solo in caso di part-time o con apposita autorizzazione da parte del proprio ufficio i lavoratori pubblici possono svolgere prestazioni occasionali, purché non confliggano con le attività lavorative presso il pubblico ufficio.


note

[1] DPR n.633/72


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