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Assenze a scuola: genitori responsabili se il figlio fa troppi “filoni”

2 Agosto 2022
Assenze a scuola: genitori responsabili se il figlio fa troppi “filoni”

Il figlio si assenta troppo spesso da scuola: genitori penalmente responsabili della violazione dell’obbligo scolastico.

I genitori che permettano che il figlio non frequenti la scuola, possono essere penalmente responsabili e punibili con ammenda, ma ad oggi il reato sussiste solo per la scuola elementare. La responsabilità penale dei genitori o di chi ne fa le veci, non è connessa all’intero obbligo scolastico (anche delle scuole medie), in quanto la legge non estende più la punibilità oltre l’istruzione elementare. Vediamo quindi quando, in caso di assenze a scuola, i genitori sono responsabili se il figlio fa troppi “filoni”.

Obbligo scolastico: per quanto tempo

Il nostro ordinamento prevede l’istruzione scolastica obbligatoria per almeno dieci anni nella fascia di età tra i 6 e i 16 anni. Esiste il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione, che si estende fino al 18° anno di età o almeno fino al conseguimento di un titolo di istruzione secondaria di secondo grado o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età [1].

Diverso dall’obbligo scolastico è l’obbligo formativo: una volta assolto l’obbligo scolastico, fino a 18 anni di età, lo studente ha il diritto dovere di frequentare attività formative, sulla base dei propri interessi e capacità.

L’istruzione obbligatoria (fino a 16 anni) può avvenire nelle scuole statali e paritarie, nelle strutture accreditate dalle Regioni oppure attraverso l’istruzione parentale (in famiglia).

La formazione dopo i 16 anni (obbligatoria entro il 18esimo anno di età al fine conseguire un titolo di studio o una qualifica professionale) può avvenire:

  • proseguendo gli studi nel sistema dell’istruzione scolastica (scuola secondaria di secondo grado);
  • frequentando percorsi di formazione professionale di competenza della Regione e della Provincia;
  • tramite apprendistato per l’acquisizione di un mestiere e/o di una professionalità specifica;
  • frequentando un corso di istruzione per adulti presso un Centro Provinciale per l’istruzione degli adulti.

Obbligo scolastico: cosa devono fare i genitori

I genitori sono tenuti a far sì che i figli minori adempiano l’obbligo scolastico, salvo non ricorrano giustificati motivi (per esempio motivi di salute che impediscono la frequentazione della scuola) [2].

I genitori devono, quindi, iscrivere i figli presso la scuola primaria e la secondaria di primo grado e assicurarsi che frequentino effettivamente le lezioni. Eventuali mancanze dei genitori in punto di istruzione ed educazione dei figli possono causare la perdita della cosiddetta responsabilità genitoriale (quella che una volta veniva definita “potestà genitoriale”) in quanto manifestano l’inadeguatezza di madre e/o padre nella tutela dei minori, pregiudicando la loro crescita e lo sviluppo psico-fisico.

Al di là della questione relativa alla responsabilità genitoriale, il non iscrivere il figlio a scuola o consentirgli di non frequentarla, può anche costituire reato.

Obbligo scolastico: qual è il limite di assenze 

Affinché l’anno scolastico sia valido e l’alunno sia valutabile, non deve essere superato un certo numero di assenze: tanto nella scuola primaria di primo grado, quanto nella secondaria è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato. Restano salvi i casi eccezionali deliberati dal collegio dei docenti o dal consiglio di classe, sempre che le assenze siano tali da consentire comunque la valutazione dell’alunno.

Il superamento del limite di assenze, comprensivo delle deroghe eventualmente riconosciute, ha come conseguenza l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale di ciclo.

Non far andare i figli a scuola: quando è reato

Secondo il codice penale [3], il genitore o chi ne fa le veci (per esempio tutore), commette reato di violazione dell’obbligo scolastico se omette, senza giusto motivo, d’impartire o di far impartire al minore l’istruzione elementare. La Cassazione ha ritenuto che tale reato non ricorre solo quando il ragazzo non sia iscritto presso l’istituto scolastico, ma anche in ipotesi di una pluralità di assenze ingiustificate [4]. Nel caso esaminato dalla Corte, l’alunno era stato assente a circa il 70% delle lezioni.

La violazione dell’obbligo scolastico ha rilevanza penale se e solo se riguarda la scuola elementare (scuola primaria di primo grado). Non far andare i figli alla scuola media o al liceo/istituto superiore non configura, invece, reato.

Invece, fino a qualche tempo fa, la legge estendeva la punibilità dei genitori anche ai casi di mancata frequentazione della scuola media. Nel 2010 è stata abrogata la norma che estendeva l’applicazione delle sanzioni previste per l’inadempimento dell’obbligo di istruzione elementare, anche alle violazioni dell’obbligo scolastico della scuola media [5].

In ogni caso, la commissione del reato di violazione dell’obbligo scolastico comporta l’applicazione della sola pena pecuniaria che può definirsi “simbolica”, visto che ammonta al limite massino a 30 euro.


note

[1] Circolare MIUR n. 101/2010.

[2] Art 147 cod. civ.

[3] Art. 731 cod. pen.

[4]Cass. sent. n. 9892 del 14.03.2012.

[5] Cass. 23488 del 3.08.2020: <<Il Decreto Legislativo 13 dicembre 2010, n. 212, all. 1, parte 52, ha abrogato la L. n. 1859 del 1962, articolo 8, che estendeva l’applicazione delle sanzioni previste per l’inadempimento dell’obbligo di istruzione elementare, di cui all’articolo 731 c.p., anche alle violazioni dell’obbligo scolastico della scuola media>>.


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