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I debiti con Equitalia si compensano con i crediti verso le P.a.

22 Ottobre 2015


I debiti con Equitalia si compensano con i crediti verso le P.a.

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Ottobre 2015



Imprese e i professionisti possono estinguere il debito della cartella esattoriale attraverso la compensazione con i crediti vantati verso la pubblica amministrazione.

Chiunque abbia un debito con Equitalia per cartelle esattoriali non pagate può estinguerlo compensandolo con eventuali crediti commerciali vantati verso la pubblica amministrazione. Dunque tanto i professionisti, quanto le imprese individuali, le società o le persone fisiche possono accedere alla compensazione prevista dalla legge [1] e così liberarsi delle pendenze con l’erario.

Condizioni

La prima condizione per valersi di questa particolare forma di compensazione è che il credito vantato verso la P.A. non sia prescritto e, nello stesso tempo, sia certo, liquido (ossia di importo definito) ed esigibile (non soggetto, cioè, a condizioni). Si può, per esempio, trattare di un credito derivante da somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della pubblica amministrazione.

Il credito inoltre deve essere certificato dalla stessa p.a. su istanza del creditore e, inoltre, la somma iscritta a ruolo deve essere inferiore o pari al credito vantato. Non è quindi possibile ottenere la compensazione se il debito con Equitalia è superiore al credito del contribuente.

La domanda

L’istanza di certificazione può essere presentata da chiunque, impresa individuale, società o persona fisica, che vanta un credito commerciale non prescritto, certo, liquido ed esigibile, nonché non prescritto, nei confronti della pubblica amministrazione.

Come detto, il credito deve essere prima “certificato” dalla p.a. A tal fine, l’istanza di certificazione può essere presentata in qualsiasi momento, attraverso la piattaforma elettronica, per certificare i crediti vantati nei confronti di: amministrazioni statali, centrali e periferiche; regioni e province autonome; enti locali; enti del Servizio sanitario nazionale; enti pubblici nazionali; camere di commercio; aziende e amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, università, istituti autonomi case popolari, enti pubblici non economici regionali e locali, agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni.

Imprese e professionisti, che vantano crediti con la pubblica amministrazione, possono perciò compensare i loro crediti con i debiti iscritti a ruolo. La compensazione sarà possibile anche per le cartelle di pagamento notificate entro il 31 dicembre 2014. Con decreto dell’Economia e delle finanze [2], sono state fissate le modalità di compensazione, per l’anno 2015, delle cartelle esattoriali in favore di imprese e professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, nei confronti della Pubblica amministrazione.

Una volta ottenuta la certificazione del credito attraverso l’apposita piattaforma elettronica, sarà possibile compensare il debito e, quindi, estinguerlo definitivamente.

I recuperi

Nei casi in cui la pubblica amministrazione non versi all’agente della riscossione l’importo oggetto della certificazione, entro sessanta giorni dal termine nella stessa indicato, l’agente della riscossione ne dà comunicazione ai ministeri dell’Interno e dell’Economia e delle finanze e l’importo oggetto della certificazione è recuperato mediante riduzione delle somme dovute dallo Stato all’ente territoriale a qualsiasi titolo, incluse le quote dei fondi di riequilibrio o perequativi e le quote di gettito relative alla compartecipazione a tributi erariali.

Dai recuperi sono escluse le risorse destinate al finanziamento corrente del servizio sanitario nazionale. Nel caso in cui il recupero non sia possibile, l’agente della riscossione procede alla riscossione coattiva, sulla base del ruolo emesso a carico del titolare del credito.

Se il credito verso la P.A. è superiore a 10mila euro

Le pubbliche amministrazioni prima di effettuare, a qualunque titolo, pagamenti di importo superiore a 10mila euro, devono verificare, anche in via telematica, se il beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento, per un ammontare complessivo almeno pari a 10mila euro. In caso affermativo, i soggetti non procedono al pagamento e segnalano la circostanza a Equitalia, che potrà, se lo ritiene, procedere con un pignoramento presso terzi: in pratica, Equitalia bloccherà la somma pari al proprio credito che non verrà più versata al contribuente ma sarà direttamente incamerata dall’Agente della riscossione a compensazione del proprio credito. Invece, l’eccedenza sarà corrisposta al contribuente.

Per esempio: se un contribuente vanta un credito verso il Comune di 20mila euro e ha un debito per cartelle esattoriali di 10mila, Equitalia bloccherà solo 10mila euro e il rimanente verrà versato al cittadino.

Il pagamento può invece essere effettuato se Equitalia comunica che il soggetto non risulta inadempiente o entro i cinque giorni feriali successivi al ricevimento della comunicazione, non ha fornito alcuna risposta.

Le amministrazioni legittimate al “blocco” del pagamento sono tutte le amministrazioni dello Stato, compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni e le Agenzie [3] nonché le società a totale partecipazione pubblica.

note

[1] Dpr 602/1973.

[2] In Gazzetta ufficiale n. 176 del 31.0.7.2015. L’art. 1 del decreto, che è entrato in vigore lo stesso giorno di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, cioè lo stesso 31 luglio, stabilisce che le disposizioni previste dal decreto del ministro dell’Economia e delle finanze di concerto con il ministro dello Sviluppo economico 24 settembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 236 del 10 ottobre 2014, “Compensazione, nell’anno 2014, delle cartelle esattoriali in favore di imprese e professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, nei confronti della pubblica amministrazione”, si applicano, con le medesime modalità, anche per l’anno 2015, con riferimento alle cartelle notificate entro il 31 dicembre 2014.

[3] Di cui al d. lgs. n. 300/1999.

Autore immagine: 123rf com


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