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Compensi degli ufficiali giudiziari

24 Ottobre 2015 | Autore:
Compensi degli ufficiali giudiziari

Diritti e onorari: i compensi agli ufficiali giudiziari e il particolare incentivo in caso di pignoramento presso terzi e mobiliare nel caso vi sia ricavato dalla vendita.

Gli ufficiali giudiziari sono retribuiti:

1) mediante proventi costituiti dai diritti che sono autorizzati ad esigere, secondo le disposizioni del presente ordinamento o di altre leggi, sugli atti e commissioni inerenti al loro ufficio;

2) con una percentuale sui crediti recuperati dall’Erario, sui campioni civili, penali ed amministrativi e sulle somme introitate dall’Erario per effetto della vendita dei corpi di reato, in ragione del 15%. Tale percentuale è comprensiva anche delle quote di spettanza degli aiutanti ufficiali giudiziari.

Quando si procede alle operazioni di pignoramento presso terzi o di pignoramento mobiliare, gli ufficiali giudiziari sono retribuiti mediante un ulteriore compenso, che rientra tra le spese di esecuzione ed è dimezzato nel caso in cui le operazioni non vengano effettuate entro 15 giorni dalla richiesta, stabilito dal giudice dell’esecuzione:

a) in una percentuale del 5% sul valore di assegnazione o sul ricavato della vendita dei beni mobili pignorati fino ad euro 10.000,00, in una percentuale del 2% sul ricavato della vendita o sul valore di assegnazione dei beni mobili pignorati da euro 10.001,00 fino a euro 25.000,00 e in una percentuale dell’1% sull’importo superiore;

b) in una percentuale del 6% sul ricavato della vendita o sul valore di assegnazione dei beni e dei crediti pignorati ai sensi dell’art. 492 bis c.p.c. fino a euro 10.000,00, in una percentuale del 4% sul ricavato della vendita o sul valore di assegnazione dei beni e dei crediti pignorati da euro 10.001,00 fino a euro 25.000,00 e in una percentuale del 3% sull’importo superiore.

In caso di conversione del pignoramento (art. 495 c.p.c.) il compenso è determinato secondo le percentuali di cui alla lett. a) ridotte della metà, sul valore dei beni o dei crediti pignorati o, se maggiore, sull’importo della somma versata.

In caso di estinzione del processo esecutivo il compenso:

—  è posto a carico del creditore procedente;

—  è liquidato dal giudice dell’esecuzione in base al valore dei beni o dei crediti pignorati o, se minore, al valore del credito per cui si procede.

In caso di chiusura anticipata del processo esecutivo per infruttuosità (art. 164 bis disp. att. c.p.c.: “quando risulta che non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo, è disposta la chiusura anticipata del processo esecutivo”) o per l’esito negativo degli esperimenti di vendita a mezzo commissionario (art. 532, co. 2, terzo periodo, c.p.c.), il compenso non è dovuto. La disposizione si applica anche nel caso di inefficacia del pignoramento per mancato deposito della nota di iscrizione a ruolo (art. 164 ter disp. att. c.p.c.) o delle copie conformi degli atti (art. 159 ter disp. att. c.p.c.).

In ogni caso il compenso dell’ufficiale giudiziario non può essere superiore al 5% del valore del credito per cui si procede e comunque non può eccedere l’importo di euro 3.000.

Le somme complessivamente percepite sono attribuite dall’ufficiale giudiziario dirigente l’ufficio nella misura del 60% all’ufficiale o al funzionario che ha proceduto alle operazioni di pignoramento.

La residua quota del 40% è distribuita dall’ufficiale giudiziario dirigente l’ufficio, in parti uguali, tra tutti gli ufficiali giudiziari e funzionari appartenenti all’ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti.

Il-nuovo-volto-del-Processo-Civile,-del-Concordato-Preventivo-e-del-Fallimento



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