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Cartella di Equitalia per sanzioni del Codice della Strada

23 ottobre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 ottobre 2015



Notifica da Equitalia di una cartella relativa alle multe per violazioni delle norme stradali: come difendersi.

Saranno sicuramente moltissimi, la maggioranza probabilmente, gli italiani che almeno una volta nella loro vita avranno ricevuto quella che comunemente viene definita “multa”, cioè un verbale di accertamento per violazione di norme del Codice della Strada. Tra le norme più violate sicuramente ci sono quelle relative ai divieti di sosta e quelle concernenti i limiti di velocità.

Il fastidio provocato dal vedersi recapitata per posta una sanzione pecuniaria, peraltro maggiorata dell’addebito delle spese postali, non di rado può condurre il cittadino a dimenticarsi di pagarla nel termine di sessanta giorni dal recapito.

In questi non pochi casi, l’importo non corrisposto viene iscritto a ruolo dall’ente creditore (cioè dal Comune, nel caso di multe elevate dalla Polizia municipale, o dalla Prefettura nel caso di multe elevate dalla Polizia di Stato o dai Carabinieri). L’iscrizione a ruolo della multa non pagata consiste nell’inserimento del nominativo del debitore e dell’importo della sanzione in un elenco che, poi, viene consegnato all’Agente della riscossione che provvederà al recupero forzoso dell’importo per conto dell’Ente creditore.

Il recupero forzoso dell’importo della multa non pagata ha inizio con l’invio al cittadino, da parte di Equitalia, della famigerata cartella di pagamento (la nota cartella bianca ed azzurra) in cui l’importo della multa risulta essere già aumentato delle cosiddette maggiorazioni di legge (pari al 10% per ogni semestre di ritardo nel pagamento), degli aggi (corrispettivo per il servizio di riscossione fissato dalla legge) e delle spese.

La cartella deve essere spedita nel termine di cinque anni dalla data di notificazione del verbale di accertamento dell’infrazione (o dalla data di contestazione immediata dell’infrazione).

Questo è infatti il termine di prescrizione previsto dalla legge [1] per le sanzioni amministrative da violazioni del Codice della Strada.

Se, invece, la cartella risultasse essere pervenuta al domicilio del cittadino oltre il termine di cinque anni dal giorno della contestazione immediata (o dal giorno della notificazione per posta del verbale), allora l’importo della multa dovrà considerarsi prescritto.

In questo caso il cittadino avrà due alternative: richiedere all’Ente creditore di annullare in autotutela la cartella per intervenuta prescrizione quinquennale, oppure, in caso di mancata risposta o di risposta negativa, far accertare dal Giudice di Pace del luogo in cui la cartella è stata notificata l’intervenuta prescrizione del credito (con conseguente annullamento della cartella).

L’azione davanti al Giudice può essere proposta senza dover rispettare alcun termine in quanto trattasi di una opposizione all’esecuzione proponibile finché non sia iniziata l’esecuzione con il pignoramento (ed anche dopo il pignoramento, comunque, è sempre possibile proporre questo tipo di azione, ma non più al Giudice di Pace, bensì al Tribunale).

note

[1] Art. 209 del Cod. Strada.

Autore immagine: 123rf com

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