HOME Articoli

Lo sai che? Se i beni pignorati non sono sufficienti

Lo sai che? Pubblicato il 25 ottobre 2015

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 25 ottobre 2015

Mi hanno fatto un pignoramento e hanno prelevato alcuni mobili da casa: che succede se tali beni non sono sufficienti a coprire l’importo del precetto notificato dal creditore?

Il codice civile stabilisce che il debitore è responsabile delle obbligazioni da questi contratte con tutti i suoi beni presenti e futuri: il che significa che il creditore ben potrà avviare nuove e ulteriori forme di pignoramento nei suoi confronti qualora il precedente non abbia fornito i risultati sperati: per esempio un pignoramento dello stipendio, della pensione, del conto corrente, di redditi derivanti da affitto, il pignoramento di una casa, un terreno, ecc.

La legge non pone dei requisiti “minimi” alla possibilità di pignoramento del privato nei confronti di un altro privato: il che significa che, anche per crediti esigui, è possibile effettuare un secondo pignoramento. Si tenga però conto che, nel caso di palese sproporzione tra bene pignorato e importo del credito, il debitore può chiedere una riduzione del pignoramento.

Si deve escludere la possibilità, per il creditore, di reiterare lo stesso tipo di pignoramento se già esso ha dato esiti negativi: è il caso, per esempio, di più pignoramenti mobiliari, con l’ufficiale giudiziario a casa del debitore, quando già una prima volta l’ufficiale abbia accertato l’insussistenza di ulteriori beni da pignorare. E questo perché altrimenti, tale manovra – che manifesterebbe solo l’intento di molestare il debitore, pur nella consapevolezza dell’infruttuosità del pignoramento – si potrebbe configurare come un abuso di diritto. Si pensi anche al caso di un pignoramento di una casa che non sia andato a buon fine e l’esecuzione sia stata estinta dal giudice per mancanza di offerte: si ritiene, in tal caso, che il creditore non potrebbe aggredire nuovamente l’immobile.

Cos’è la riduzione del pignoramento?

Quando il valore dei beni pignorati è superiore all’importo delle spese dell’esecuzione e dei crediti dovuti al creditore pignorante ed agli eventuali creditori intervenuti, comprensivo del capitale, degli interessi e delle spese, il debitore può presentare al giudice dell’esecuzione un’istanza (scritta o orale) di riduzione del pignoramento. L’istanza può essere proposta in qualsiasi fase della procedura esecutiva, finché non si sia proceduto alla vendita dei beni.

Il giudice, se ne ricorrono gli estremi, può disporre la riduzione del pignoramento, sentiti il creditore pignorante e gli eventuali creditori intervenuti.

In particolare, il giudice può limitare l’espropriazione al mezzo che il creditore sceglie o, in mancanza, a quello che egli ritiene più opportuno. Se l’espropriazione è eccessiva per dolo o colpa, il giudice può anche condannare il creditore procedente al risarcimento del danno per responsabilità aggravata.

Il giudice può disporre la riduzione del pignoramento anche d’ufficio. Se è iniziata l’esecuzione immobiliare l’ordinanza è pronunciata dal giudice di quest’ultima.

Nel caso di accoglimento della richiesta di riduzione:

– se sono state azionate più procedure esecutive per il recupero del medesimo credito, la procedura esclusa (per scelta del creditore o su indicazione dello stesso giudice) si estingue;

– se sono stati pignorati più beni nella medesima procedura esecutiva, quest’ultima si riduce ai soli beni ritenuti sufficienti al soddisfacimento del credito e delle spese.

note

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI