Diritto e Fisco | Articoli

Maternità 2016, la dipendente con partita iva potrà fatturare?

24 ottobre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 ottobre 2015



Sono sia dipendente che libera professionista: nel 2016 potrò fatturare durante la maternità obbligatoria e facoltativa, col nuovo Statuto dei lavoratori autonomi?

Il divieto di fatturare durante l’astensione obbligatoria e facoltativa per maternità, per le lavoratrici autonome, sarà presto abolito, grazie a una nuova normativa, collegata alla Legge di Stabilità 2016, detta il Jobs Act Autonomi.

Astensione da lavoro dipendente e autonomo

Sino ad oggi, per chi è nello stesso tempo sia dipendente che lavoratrice autonoma, la legge obbliga non solo all’astensione dal lavoro dipendente, ma anche da quello autonomo, pena la perdita dell’indennità di maternità: lo prevede il Testo Unico Maternità e Paternità [1]. Il divieto è stato confermato dall’Inps, in una recente circolare.

L’astensione effettiva, sia dal lavoro autonomo che dipendente, peraltro, è prevista sia per il periodo di maternità obbligatoria, che per il congedo parentale (maternità facoltativa): l’unica eccezione, in merito al congedo parentale, per i soli lavoratori dipendenti, è quella relativa ai soggetti che hanno due lavori part time. In questo caso, infatti, si può scegliere se astenersi da entrambi gli impieghi o da uno soltanto, senza per questo perdere l’indennità prevista.

Lavorare durante la maternità facoltativa, anche in qualità di autonomi, invece, configura un abuso di diritto.

Jobs Act Autonomi

Come accennavo, tutto dovrebbe, però, cambiare, dal primo gennaio 2016: questa è, difatti, la data prevista per l’entrata in vigore del Jobs Act Autonomi, noto anche come Statuto del lavoro autonomo.

A partire da quella data, dunque, chi ha la partita Iva sarà libera di fatturare sia in maternità obbligatoria che facoltativa, senza per questo perdere l’indennità: lo Statuto dei lavoratori autonomi , difatti, modificherà il Testo Unico Maternità Paternità.

Tra l’altro, per la prima volta sarà introdotto il congedo parentale per i liberi professionisti, che sarà retribuito per complessivi 6 mesi, sino al compimento dei 3 anni di vita del bambino.

La norma, tuttavia, si trova ancora in uno stato iniziale, e saranno necessarie ulteriori specifiche per chiarire eventuali situazioni dubbie.

Prima tra tutte, l’ipotesi di chi, come la lettrice, svolge sia lavoro libero professionale che subordinato: è chiaro che la legge non bloccherà l’indennità di maternità derivante da gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi (Gestione Artigiani e Commercianti, Casse professionali, Gestione Separata Inps), qualora si continui a fatturare, ma non è altrettanto chiaro se possa scongiurare il rischio di perdere l’indennità di maternità derivante da lavoro dipendente.

Il discorso vale, chiaramente, anche per il congedo parentale: sarà soltanto l’indennità di maternità facoltativa derivante da gestioni dei lavoratori in proprio a non essere bloccata, o anche quella derivante dalla gestione dei lavoratori dipendenti, qualora si continui a fatturare?

È probabile che siano emanate delle future circolari ministeriali o dell’Inps in merito, per chiarire la situazione. Qualora nessun chiarimento dovesse esere fornito, ci si dovrebbe rifare all’interpretazione “letterale” del Testo Unico Maternità Paternità, in base alle modifiche che saranno effettuate alla norma: bisognerebbe capire, cioè, se il nuovo testo contemplerà una deroga generale all’astensione obbligatoria contemplata nel del T.U., per il solo svolgimento di attività da lavoro autonomo, valida però nei confronti di chi svolge anche lavoro subordinato e percepisce l’indennità a carico della Gestione lavoratori dipendenti, oppure se sarà formulato diversamente, in modo da negare l’indennità ai subordinati per la mancata effettiva astensione.

Ulteriori chiarimenti arriveranno, nel tempo, anche dalla giurisprudenza: ragionando, ad ogni modo, sullo scopo della nuova norma, appare evidente che la finalità sia quella di non danneggiare le libere professioniste, ed i liberi professionisti genitori in generale, evitando di penalizzarli lavorativamente e lasciando loro un certo margine di discrezionalità ed elasticità. Finalità che sarebbe disattesa, nel caso di lavoratori subordinati costretti a non percepire l’indennità di maternità o di congedo parentale perché fatturano in proprio, poiché si ritroverebbero paradossalmente maggiormente danneggiati rispetto a un soggetto che svolge esclusivamente lavoro autonomo, in quanto quest’ultimo percepirebbe, almeno, l’indennità dalla sua gestione previdenziale senza il rischio di perderla.

Si auspica, pertanto, che giungano presto dei chiarimenti conformi allo scopo della nuova norma in tempi brevi, in quanto il doppio lavoro subordinato- partita Iva riguarda un numero sempre crescente di italiani.

note

[1] D.lgs 151/2001.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

1 Commento

  1. buongiorno,

    sono stati dati chiarimenti? Mia moglie ha sia partita iva che contratto dipendente, cosa si prevede in questo caso?

    Grazie

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI