Una sola Corte d’Appello per Regione entro fine anno

25 ottobre 2015


Una sola Corte d’Appello per Regione entro fine anno

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 ottobre 2015



Nuova riforma della giustizia della Commissione Vietti: il deposito dell’articolo entro fine 2015, per passare subito al Parlamento.

Una sola Corte d’Appello per ciascuna Regione d’Italia: è questa la proposta elaborata dalla Commissione Vietti, incaricata dal Governo di scrivere una nuova (ennesima) riforma della giustizia che dovrebbe vedere la luce entro fine anno, in modo da essere consegnata immediatamente al Parlamento ed approvata in tempi celeri. La nuova mappa, che porterà ad avere solo 20 Corti d’Appello sparse sullo stivale, al posto delle attuali 26 più 3 sezioni distaccate (per un totale di 29 uffici), si giustifica perché alcuni distretti, oltre a insistere sulla stessa Regione, hanno bacini di utenza assai esigui e necessitano di essere accorpati.

Maggiori costi, dunque, per gli avvocati, che dovranno sostenere viaggi, a volte molto lunghi, per raggiungere le corti e, inevitabilmente, un aumento delle parcelle, a tutto discapito del cittadino e del suo diritto alla difesa.

Il punto sarà certamente oggetto di battaglia in Parlamento, sul quale le organizzazioni rappresentative tenteranno – così come è stato anche per l’accorpamento dei tribunali qualche anno fa – di far valere la propria posizione. Ma il Governo aveva già manifestato la propria rigida posizione a tal riguardo e, per voce del Ministro della Giustizia Orlando, aveva ribadito, negli scorsi giorni, come una dimensione più ampia del singolo ufficio può permettere anche ai giudici di specializzarsi, fornendo una risposta più efficiente alla domanda di giustizia.

La novità dell’imminente taglio delle Corti d’Appello è emerso durante il congresso Aiga di Padova, durante il quale si è parlato anche della riforma del codice deontologico appena varata dal CNF che porta con sé la cancellazione del divieto – tanto inviso alla stessa Associazione dei Giovani Avvocati – per gli avvocati di farsi pubblicità su internet e di utilizzare anche domini non propri (leggi: “Avvocati: sito e pubblicità su internet senza restrizioni”).

È stata poi anticipata la presentazione in Parlamento di una proposta di legge che prevede il diritto a una remunerazione a vantaggio di quegli avvocati e praticanti che svolgono attività di collaborazione a tempo pieno presso i titolari di studi senza percepire compensi.

Infine viene richiesto di consentire agli avvocati di farsi pubblicità indicando il nome dei propri clienti (previo consenso di questi ultimi), pubblicità da veicolare, poi, senza paletti, sui social network.

note

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Fare riforme di questo tipo stando seduti a tavolino – a volte senza conoscere la realtà del territorio – è molto facile; poi se si guadagnano bei soldini al mese chi se ne frega dei cittadini, del diritto a difendersi del diritto di avere una giustizia celere e puntuale. Vedi accorpamento Tribunali. Ripeto chi se ne frega tanto c’è la prescrizione che aiuta. E come diceva un famoso trio napoletano:” a me me pare prorpèio na strunzata”

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