Comunione ai divorziati: il sinodo approva

25 ottobre 2015


Comunione ai divorziati: il sinodo approva

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 ottobre 2015



La valutazione andrà fatta caso per caso, alla luce di come il coniuge divorziato si è comportato anche coi figli quando l’unione è entrata in crisi.

Comunione ai divorziati: finalmente il Sinodo dice sì nella riunione tenutasi ieri. Sarà il parroco, comunque, a effettuare una valutazione di “meritevolezza”, tenendo conto delle circostanze del singolo caso e del comportamento del fedele. Passa così la linea del rinnovamento sulla famiglia, anche se per un solo voto: 178 sono stati i “sì”, mentre 177 sono stati i “no”.

Il capitolo era considerato estremamente delicato (si pensi all’elevato numero dei voti contrari, in gran parte riconducibile ai prelati anglosassoni ed africani, ma in parte anche europei), tuttavia decisivo per l’integrazione di una grossa fetta di cattolici esclusi della comunione e confessione: sarà il Papa a decidere, ma a questo punto può contare su una base importante. Bergoglio, nel discorso finale, è stato molto incisivo: il Sinodo “ci ha fatto capire meglio che i veri difensori della dottrina non sono quelli che difendono la lettera ma lo spirito, non le idee ma l’uomo, non le formule, ma la gratuità dell’amore di Dio e del suo perdono”. E poi: “Il primo dovere della Chiesa non è quello di distribuire condanne o anatemi, ma è quello di proclamare la misericordia di Dio, di chiamare alla conversione e di condurre tutti gli uomini alla salvezza del Signore”.

L’ammissione al sacramento dell’ostia per i divorziati sarà comunque sottoposta al “discernimento” – quindi all’esame “caso per caso” – da parte dei sacerdoti.

Ecco, in particolare, cosa dice la norma chiave:

È compito dei presbiteri accompagnare le persone interessate sulla via del discernimento secondo l’insegnamento della Chiesa e gli orientamenti del vescovo. In questo processo sarà utile fare un esame di coscienza, tramite momenti di riflessione e di pentimento. I divorziati risposati dovrebbero chiedersi come si sono comportati verso i loro figli quando l’unione coniugale è entrata in crisi; se ci sono stati tentativi di riconciliazione, come è la situazione del partner abbandonato, quali conseguenze ha la nuova relazione sul resto della famiglia e la comunità dei fedeli, quale esempio essa offre ai giovani che si devono preparare al matrimonio”.

Sempre nel discorso finale del Papa, molto applaudito, la strada che verrà imboccata è estremamente chiara: “I battezzati che sono divorziati e risposati civilmente devono essere più integrati nelle comunità cristiane nei diversi modi possibili, evitando ogni occasione di scandalo. La logica dell’integrazione è la chiave del loro accompagnamento pastorale”.

Omosessuali

Il secondo capitolo caldo, quello delle coppie gay, è stato toccato solo di striscio. Il Sinodo si è espresso così: “Nei confronti delle famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, la Chiesa ribadisce che ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, vada rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione”. Viene quindi ribadito il no all’equiparazione del matrimonio delle coppie gay ma non c’è neppure un accenno alla possibilità di un’attenzione per l’affettività fra persone dello stesso sesso.

note

Autore immagine: Sole24Ore

Fonte: Sole24Ore


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1 Commento

  1. Gentile redazione,

    è con una certa stima che mi concedo una critica.
    Mi pare, infatti, che abbiate agito come molti fanno col Vs portale: copiando o, nella migliore delle ipotesi, leggiucchiando qualcosa qua e là e riportando le medesime conclusioni senza verificarne le fonti o magari nemmeno comprendere il contenenuto del pezzo. Ebbene per dare un giudizio vero, avreste dovuto leggere la relazione sinodale (e non affidarvi ai titoli dei quotidiani di (dis)informazione.
    Leggete quantomeno il paragrafo di riferimento (almeno quello io l’ho letto) e vi accorgerete che non vi è alcuna apertura all’Eucsarestia per i risposati. Non si parla di Eucarestia nè di ostia nè di comunione.
    Lo considero un incidente di percorso su un argomento che peraltro, mi pare esuli non poco dai vs temi (e mi chiedo quale consulenza potreste mai offrire)

    Con stima

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