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Contratti online di e-commerce: firma elettronica e firma digitale per le clausole vessatorie

18 Aprile 2013 | Autore:
Contratti online di e-commerce: firma elettronica e firma digitale per le clausole vessatorie

Necessaria la sottoscrizione con firma digitale per le clausole vessatorie

La diffusione del commercio on-line per l’acquisto di beni e servizi su internet pone ogni giorno nuove questioni, specie di natura giuridica, in relazione ai contratti che vengono conclusi in rete e alla validità di clausole vessatorie nei confronti dei consumatori, che sono poi i singoli utenti.

Nella contrattazione con un numero elevato di soggetti, tipica delle vendite effettuate su internet, si fa uso frequente di una particolare tipologia contrattuale: il contratto di adesione a condizioni generali. Nella pratica, si tratta di un documento predisposto esclusivamente dal soggetto che vende o eroga il servizio su internet che il consumatore non può che sottoscrivere nella sua interezza, essendo inibita, di fatto, ogni possibilità di modifica. Sono quei contratti molto lunghi e complessi, con un numero elevato di articoli e clausole, spesso scritti con un carattere piccolissimo e di difficile lettura, che si visualizzano prima di ogni acquisto e quasi mai sono letti. Questi contratti vengono predisposti solo da una delle parti; l’altra che richiede il servizio o l’acquisto del bene (il consumatore) non può che accettarlo mediante adesione, non essendo previste forme diverse di contrattazione.

Quando il contratto per adesione viene concluso su Internet si pongono alcune questioni, tra cui:

1) le modalità di accettazione delle condizioni generali del contratto;

2) le modalità di accettazione di clausole particolarmente svantaggiose per il consumatore, meglio conosciute come “clausola vessatorie”, a volte presenti anche nelle condizioni generali.

Quanto al primo aspetto, c’è da dire che la legge richiede la forma scritta solo per pochi ed eccezionali contratti (per es. l’acquisto di un immobile). Pertanto, in caso di commercio online, la sottoscrizione può essere effettuata anche con il semplice click sul tasto “accetta le condizioni” presente sul sito di e-commerce (si parla, a riguardo di firma elettronica). Tale gesto, per la nostra legge, non ha valore di firma, ma, come si diceva, la firma stessa non è richiesta dalle norme per la vendita di beni mobili.

L’accettazione del contratto con il click sul relativo tasto trova larga diffusione in tutte quelle ipotesi in cui non è necessaria la sottoscrizione di un contratto scritto (ad esempio quando è possibile realizzare l’operazione mediante un comportamento concludente delle parti). Come quando si acquista un libro in un negozio, che non vi è bisogno di alcun contratto, allo stesso modo l’acquisto su internet dello stesso libro non richiederà una sottoscrizione dell’acquirente.
Nel secondo caso è necessario l’utilizzo di una firma elettronica avanzata che, in Italia, viene prevalentemente identificata con la firma digitale. La firma digitale garantisce sia l’identificazione del soggetto sia l’integrità del documento, che equivale a un qualsiasi documento cartaceo sottoscritto dalle parti a tutti gli effetti di legge.

Quando si effettua un acquisto su internet, si procede alla sottoscrizione di un contratto che avviene quindi mediante un semplice click. Con lo stesso click il venditore potrebbe poi richiedere l’accettazione delle condizioni generali di vendita: tale accettazione però non si estende a eventuali clausole vessatorie presenti sul contratto. Per esse infatti l’unica accettazione valida può avvenire attraverso firma digitale [2]

Una recente sentenza [2], infatti, ritiene come, in presenza di condizioni generali di vendita contenenti clausole vessatorie, non sia sufficiente la sottoscrizione del testo contrattuale mediante un semplice click, ma è necessario la specifica sottoscrizione delle singole clausole mediante l’utilizzo della firma digitale.

A riguardo, si suggerisce il nostro articolo: “Contratti sul web: inefficaci tutte le clausole vessatorie“.


note

[1] D.Lgs. 82/2005.

[2] Trib. di Catanzaro ord. n. 18 del 30.04.2012.


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