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Pensione, come non perdere i contributi nella Gestione Separata

27 Ott 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Ott 2015



Gestione Separata: cumulo, totalizzazione, pensione supplementare e supplemento di pensione.

I contributi versati alla Gestione Separata, anche se sono pochi, non vanno buttati via: esistono, infatti, diversi istituti che consentono di cumularli con i contributi delle altre gestioni, per raggiungere un’autonoma pensione.

Si tratta del cumulo contributivo, della totalizzazione, del supplemento di pensione e della pensione supplementare: grazie a tali sommatorie, non solo la contribuzione versata non è perduta, ma è anche possibile raggiungere un diritto alla pensione che, secondo quanto è stato versato nelle altre gestioni, altrimenti non esisterebbe.

Sono sempre di più, infatti, i lavoratori che hanno rapporti discontinui, periodi come parasubordinati, periodi di lavoro accessorio (i famosi voucher, o buoni lavoro) o partite Iva senza cassa: per tutti questi lavori atipici, la contribuzione versata va a finire nel calderone della Gestione Separata. Un vero e proprio tesoro per l’Inps, poiché, vista l’età media degli iscritti, relativamente giovane, e visto il calcolo contributivo dei trattamenti a carico di tale cassa, sono veramente poche, e molto basse, le pensioni pagate sinora, in rapporto ai contributi versati. Inoltre, se annualmente non è versato un ammontare almeno pari al minimale di artigiani e commercianti, l’accredito dell’anno intero non è effettuato.

Peraltro, non è consentito ricongiungere i contributi della Gestione Separata ad altre casse, ma solo totalizzarli, o effettuare il cumulo dalla gestione dipendenti alla Gestione Separata: vediamo insieme, nel dettaglio, tutti i sistemi per non perdere i contributi versati.

Cumulo Gestione Separata

Un decreto del 1996 [1], attuativo della famosa Riforma Dini [2], prevede espressamente la possibilità di cumulare i contributi da lavoro dipendente (versati presso l’Ago- Assicurazione generale obbligatoria- o presso le forme sostitutive della medesima) e da lavoro autonomo (gestione artigiani e commercianti) nella Gestione Separata, alle medesime condizioni dell’Opzione Contributiva Dini: ciò significa, in pratica, che tutto il trattamento, compreso quello maturato al di fuori della Gestione Separata, sarà computato col contributivo, e che i requisiti di età e contribuzione saranno pari a quelli previsti dalla vecchia Opzione Contributiva.

Pertanto, per avvalersi della possibilità, dovrà essere stata raggiunta l’età per la pensione di vecchiaia, con i requisiti post- Fornero, a meno che non siano stati compiuti 60 anni (per le donne) o 65 anni (per gli uomini), prima del 31 dicembre 2011, in applicazione della cristallizzazione dei requisiti.

Il requisito di contribuzione, invece, deve essere pari ad almeno 15 anni.

Totalizzazione Gestione Separata

La totalizzazione[3] consente di sommare i contributi tra più gestioni, ed è applicabile sia alla pensione di vecchiaia, che a quella d’anzianità ,con requisiti differenti da quelli previsti dalla Legge Fornero; i requisiti per ottenere la pensione di vecchiaia in totalizzazione, nel 2015, sono:

20 anni di contribuzione;

65 anni e 3 mesi di età (sia per gli uomini che per le donne), 65 anni e 7 mesi dal 2016 al 2018.

Per ottenere la pensione d’anzianità con la totalizzazione, invece, occorrono 40 anni e 3 mesi sino al 31 dicembre 2015, 40 anni e 7 mesi dal 2016 al 2018.

È necessaria, però, l’attesa di una finestra di 12 mesi per i dipendenti, e di 18 mesi per gli autonomi, o per chi ha contribuzione mista autonomo-dipendente (il caso, appunto, degli iscritti alla Gestione Separata).

Anche in questo caso il calcolo della pensione avviene interamente col metodo contributivo, in proporzione a quanto accreditato in ogni fondo o cassa, a meno che non si raggiunga il diritto ad un’autonoma pensione in una delle gestioni nella quale sono versati i contributi, purchè si tratti di una gestione Inps o Inpdap; nella Gestione Separata il calcolo pro quota è comunque contributivo.

Pensione supplementare Gestione Separata

La pensione supplementare nella Gestione Separata[4] può essere richiesta qualora non si maturi, nella gestione stessa, il diritto ad un’autonoma pensione, ma si percepisca un trattamento a carico della Gestione lavoratori dipendenti, autonomi, delle casse professionali, o delle forme sostitutive o esonerative degli stessi. Sarà necessario, però, avere i requisiti d’età per la pensione di vecchiaia vigenti dopo la Riforma Fornero, ed avere un trattamento non superiore a 1,5 volte l’assegno sociale.

Supplemento di pensione Gestione Separata

Qualora si continui a versare contributi, dopo aver già ottenuto una pensione presso la gestione separata, si avrà diritto ad un supplemento di pensione [5], se sono trascorsi almeno due anni dalla data di decorrenza della pensione; per gli ulteriori supplementi, si dovranno attendere cinque anni dalla decorrenza del precedente supplemento.

Non esistono, in merito all’età pensionabile, particolari requisiti.


note

[1] D.M. 282/96.

[2] L.335/1995.

[3] L.42/2006.

[4] Inps Mess. 219/2013.

[5] Inps Circ. 112/1996.


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1 Commento

  1. Salve, sono Giusi, ho 46 anni, ho lavorato 9 anni alle dipendenze di aziende private con contribuzione INPS, 5 anni con contratti a progetto e 1 anno di partita IVA (contribuzione con gestione separata). Oggi sono disoccupata. Vi chiedo se i contributi maturati sono cumulabili in una futura pensione di vecchiaia.

    Grazie

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