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Il nuovo processo amministrativo

27 Ott 2015 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 27 Ott 2015



Le nuove regole sul processo amministrativo, comunicazioni e depositi informatici, ruoli e registri particolari, formazione e tenuta dei fascicoli di parte.

Giudizio avverso gli atti di esclusione dal procedimento preparatorio per le elezioni comunali, provinciali e regionali.

L’art. 129 d.lgs. 104/2010 (Codice del processo amministrativo, c.p.a.) disciplina il giudizio elettorale.

Al comma 1 stabilisce che i provvedimenti immediatamente lesivi del diritto del ricorrente di partecipare al procedimento elettorale, preparatorio per le elezioni comunali, provinciali e regionali e per il rinnovo dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, sono impugnabili davanti al Tar competente nel termine di tre giorni dalla pubblicazione, anche mediante affissione, ovvero dalla comunicazione, se prevista, degli atti impugnati. Il ricorso elettorale deve essere non solo notificato ma anche depositato entro tre giorni dalla pubblicazione.

La tutela anticipata offerta dall’art. 129, co. 1, nell’ambito del procedimento elettorale preparatorio, costituisce una disciplina speciale rispetto alla regola generale secondo cui i provvedimenti relativi alle elezioni sono impugnabili soltanto alla conclusione dello stesso, unitamente all’atto di proclamazione degli eletti; tale disciplina, quindi, non può applicarsi per analogia ad atti che non siano immediatamente lesivi del diritto a partecipare al procedimento elettorale (Cons. Stato 1410/2013).

Gli atti diversi da quelli di cui sopra sono impugnati alla conclusione del procedimento unitamente all’atto di proclamazione degli eletti (co. 2).

A pena di decadenza il ricorso deve essere (co. 3):

– notificato, direttamente dal ricorrente o dal suo difensore, esclusivamente mediante consegna diretta, posta elettronica certificata o fax, all’ufficio che ha emanato l’atto impugnato e alla Prefettura e, ove possibile, agli eventuali controinteressati; in ogni caso, l’ufficio che ha emanato l’atto impugnato rende pubblico il ricorso mediante affissione di una sua copia integrale in appositi spazi all’uopo destinati sempre accessibili al pubblico e tale pubblicazione ha valore di notifica per pubblici proclami per tutti i controinteressati; la notificazione si ha per avvenuta il giorno stesso della predetta affissione;

 

– depositato presso la segreteria del tribunale adito, che provvede a pubblicarlo sul sito internet della giustizia amministrativa e ad affiggerlo in appositi spazi accessibili al pubblico.

Non può essere riconosciuto il beneficio dell’errore scusabile nel caso in cui non sia stato rispettato il termine, previsto dall’art. 129 c.p.a., per la notifica e il deposito del ricorso in materia elettorale, stante l’inequivoco tenore della norma che non può dar luogo a dubbi interpretativi (Cons. Stato 2202/2012).

Il comma 4 prevede che le parti, “ove stiano in giudizio personalmente e non siano titolari di indirizzi di posta elettronica certificata risultanti dai pubblici elenchi” (periodo aggiunto dal D.L. 132/2015), indicano, rispettivamente, nel ricorso o negli atti di costituzione, l’indirizzo di posta elettronica certificata o il numero di fax da valere per ogni eventuale comunicazione e notificazione.

L’udienza di discussione si celebra, senza possibilità di rinvio anche in presenza di ricorso incidentale, nel termine di tre giorni dal deposito del ricorso, senza avvisi. Alla notifica del ricorso incidentale si provvede con le forme previste per il ricorso principale. Il rito speciale disciplinato dall’art. 129, in considerazione delle esigenze di certezza e di celerità connesse all’assetto d’interesse sostanziale che caratterizza gli atti di esclusione dal procedimento per le elezioni comunali, provinciali e regionali, è incompatibile con qualsiasi tipo di fase incidentale che possa comportare il differimento dell’udienza o la sospensione del giudizio, compresa la rimessione all’adunanza plenaria ex art. 99 c.p.a. (Cons. Stato, Ad. Plen., 22/2013).

Il giudizio è deciso all’esito dell’udienza con sentenza in forma semplificata, da pubblicarsi nello stesso giorno. La motivazione può consistere anche in un mero richiamo delle argomentazioni contenute negli scritti delle parti che il giudice ha inteso accogliere e fare proprie.

Si ricorda che in tema di contenzioso elettorale il giudice amministrativo può disporre l’annullamento parziale o totale del procedimento, a seconda della natura ed estensione del vizio di legittimità accertato in concreto (Cons. Stato 5504/2012).

La sentenza non appellata è comunicata senza indugio dalla segreteria del tribunale all’ufficio che ha emanato l’atto impugnato.

Il ricorso di appello, nel termine di due giorni dalla pubblicazione della sentenza, deve essere, a pena di decadenza:

– notificato, direttamente dal ricorrente o dal suo difensore, esclusivamente mediante consegna diretta, posta elettronica certificata o fax, all’ufficio che ha emanato l’atto impugnato e alla Prefettura e, ove possibile, agli eventuali controinteressati; in ogni caso, l’ufficio che ha emanato l’atto impugnato rende pubblico il ricorso mediante affissione di una sua copia integrale in appositi spazi all’uopo destinati sempre accessibili al pubblico e tale pubblicazione ha valore di notifica per pubblici proclami per tutti i controinteressati; la notificazione si ha per avvenuta il giorno stesso della predetta affissione; per le parti costituite nel giudizio di primo grado la trasmissione si effettua presso l’indirizzo di posta elettronica certificata o il numero di fax indicato negli atti difensivi;

– depositato in copia presso il Tar che ha emesso la sentenza di primo grado, il quale provvede ad affiggerlo in appositi spazi accessibili al pubblico;

depositato presso la segreteria del Consiglio di Stato, che provvede a pubblicarlo nel sito internet della giustizia amministrativa e ad affiggerlo in appositi spazi accessibili al pubblico. Il deposito da eseguirsi a pena di decadenza è quello dell’appello in formato cartaceo, in quanto l’adempimento in modalità informatica, ai sensi dell’art. 136 c.p.a., è aggiuntivo e non sostitutivo, e il deposito deve avvenire in conformità all’orario di apertura al pubblico della segreteria del Consiglio di Stato, stabilito con decreto del presidente del Consiglio di Stato (Cons. Stato n. 2394/2014).

Disposizioni sulle comunicazioni e sui depositi informatici

L’art. 136 c.p.a. stabilisce che i difensori indicano nel ricorso o nel primo atto difensivo un recapito di fax, che può essere anche diverso da quello del domiciliatario.

La comunicazione a mezzo fax è eseguita esclusivamente qualora sia impossibile effettuare la comunicazione all’indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi, per mancato funzionamento del sistema informatico della giustizia amministrativa. È onere dei difensori comunicare alla segreteria e alle parti costituite ogni variazione del recapito di fax.

Il comma 2, sostituito dal D.L. 83/2015, conv. in L. 132/2015, dispone che i difensori costituiti, le parti nei casi in cui stiano in giudizio personalmente e gli ausiliari del giudice depositano tutti gli atti e i documenti con modalità telematiche. In casi eccezionali, il presidente può dispensare dall’osservanza di questi adempimenti secondo quanto previsto dalle regole tecniche di cui all’art. 13 delle norme di attuazione.

Il comma 2 bis aggiunge che tutti gli atti e i provvedimenti del giudice, dei suoi ausiliari, del personale degli uffici giudiziari e delle parti sono sottoscritti con firma digitale.

Ruoli e registri particolari, collazione dei provvedimenti e forme di comunicazione

L’art. 2, all. 2, d.lgs. 104/2010 dispone che le segreterie degli organi di giustizia amministrativa tengono i seguenti registri:

a) il registro delle istanze di fissazione di udienza, vistato e firmato in ciascun foglio dal segretario generale, con l’indicazione in fine del numero dei fogli di cui il registro si compone;

b) il registro delle istanze di prelievo;

c) il registro per i processi verbali di udienza;

d) il registro dei decreti e delle ordinanze del presidente;

e) il registro delle ordinanze cautelari;

f) il registro delle sentenze e degli altri provvedimenti collegiali;

g) il registro dei ricorsi trattati con il beneficio del patrocinio a spese dello Stato;

g-bis) il registro dei provvedimenti dell’Adunanza plenaria.

Il segretario, ricevuta l’istanza di cui alle lettere a) e b) del comma 1, ne fa annotazione nei relativi registri e ne rilascia ricevuta, se richiesta.

Nei registri di cui alle lettere d) ed e) sono annotati gli estremi della comunicazione dei provvedimenti.

La segreteria cura la formazione dei ruoli secondo le disposizioni del presidente.

È stato abrogato il comma 5, laddove prevedeva che “la segreteria cura la formazione dell’originale dei provvedimenti del giudice, raccogliendo le sottoscrizioni necessarie e apponendo il timbro e la firma di congiunzione tra i fogli che li compongono”.

La segreteria effettua le comunicazioni alle parti ai sensi dell’articolo 136, co. 1, c.p.c. o, altrimenti, nelle forme di cui all’articolo 45 delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile.

Formazione e tenuta dei fascicoli di parte e d’ufficio

L’art. 5, all. 2, d.lgs. 104/2010 prevede che ciascuna parte, all’atto della propria costituzione in giudizio, consegna il proprio fascicolo, contenente gli originali degli atti ed i documenti di cui intende avvalersi nonché il relativo indice.

Il D.L. 132/2015 ha abrogato il comma 2, laddove prevedeva che “gli atti devono essere depositati in numero di copie corrispondente ai componenti del collegio e alle altre parti costituite. Se il fascicolo di parte e i depositi successivi non contengono le copie degli atti di cui al presente comma gli atti depositati sono trattenuti in segreteria e il giudice non ne può tenere conto prima che la parte abbia provveduto all’integrazione del numero di copie richieste”.

Il comma 3 è stato modificato, e prevede, attualmente, che “allorché riceve il deposito dell’atto introduttivo del giudizio, il segretario forma il fascicolo d’ufficio in formato digitale, corredato di indice cronologico degli atti e documenti delle parti, dei verbali di udienza per estratto, di ogni atto e provvedimento del giudice, dei suoi ausiliari e della segreteria”.

Il segretario, dopo aver controllato la regolarità anche fiscale degli atti e dei documenti depositati da ciascuna parte, data e sottoscrive l’indice del fascicolo ogni qualvolta viene inserito in esso un atto o un documento.

In caso di smarrimento, furto o distruzione del fascicolo d’ufficio o di singoli atti il presidente del tribunale o della sezione, ovvero, se la questione sorge in udienza, il collegio, ne dà comunicazione al segretario e alle parti al fine, rispettivamente, di ricerca o deposito di copia autentica, che tiene luogo dell’originale. Qualora non si rinvenga copia autentica il presidente fissa una camera di consiglio, di cui è dato avviso alle parti, per la ricostruzione degli atti o del fascicolo.

Il collegio, con ordinanza, accerta il contenuto dell’atto mancante e stabilisce se, e in quale tenore, esso debba essere ricostituito; se non è possibile accertare il contenuto dell’atto il collegio ne ordina la rinnovazione, se necessario e possibile, prescrivendone il modo.

Altre disposizioni

La riforma ha chiarito che la riduzione della sospensione feriale dei termini processuali, imposta con D.L. 132/2014, vale anche per i processi amministrativi. Ciò consentirà di accelerare i giudizi davanti al Tar e al Consiglio di Stato e se ne avvantaggeranno, tra l’altro, le pubbliche amministrazioni coinvolte in cause che riguardano appalti e, quindi, si sbloccheranno i lavori pubblici.

È stata anche posticipata di sei mesi (dal 1° luglio 2015 al 1° gennaio 2016) l’entrata in vigore del processo amministrativo telematico.

Il-nuovo-volto-del-Processo-Civile,-del-Concordato-Preventivo-e-del-Fallimento


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