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Canone Rai: se la tv è intestata al marito e la luce alla moglie

2 Agosto 2022
Canone Rai: se la tv è intestata al marito e la luce alla moglie

Con il pagamento del canone Rai insieme alla bolletta dell’energia elettrica, che succede se la televisione è intestata a me e la luce a mia moglie?

La sottoscrizione di un contratto di fornitura di energia elettrica uso residenziale fa presumere il possesso del televisore ed è, per tale ragione, che dal 2016 il canone Rai è addebitato direttamente in bolletta. Può tuttavia accadere che, nella stessa famiglia anagrafica, solo una persona abbia intestato il contratto di energia elettrica, mentre il televisore o più televisori sono stati acquistati da altri componenti della famiglia. In tali casi ci si chiede chi debba effettivamente versare il canone Rai se la tv è intestata al marito e la luce alla moglie e se, per esempio, può la moglie rifiutarsi di pagare il canone in bolletta, visto che il reale proprietario/possessore del televisore è il coniuge.

Canone Rai: perché è addebitato in bolletta

Come anticipato, la titolarità di un contratto di fornitura di energia elettrica uso residenziale fa scattare la presunzione di possesso della televisione e, pertanto, a pagare il canone Rai sarà il contribuente-utente che ha intestata la relativa utenza. Del resto, ciò che interessa alla legge non è la titolarità dell’apparecchio, ma il possesso: in altre parole, non è detto che a pagare il canone Rai debba essere per forza colui che lo ha acquistato, ben potendo essere chi lo “possiede”, ossia chi lo utilizza materialmente. Peraltro, poiché la normativa impone il pagamento di un solo canone per nucleo familiare, a prescindere dal numero di apparecchi presenti all’interno dell’abitazione e dal numero di abitazioni presso cui sono presenti televisioni (casa al mare, per esempio), nel nostro esempio, è la moglie, quale intestataria del contratto di energia elettrica, a dover pagare il canone Rai.

Se la Rai dovesse inviare una richiesta di pagamento anche al marito, perché questi ha già pagato il canone negli anni precedenti, è sufficiente dimostrare che il nucleo familiare ha già corrisposto il dovuto, esibendo la ricevuta di pagamento (da parte della moglie) della bolletta della luce con la “maggiorazione”.

Canone Rai: se la bolletta è intestata al coniuge non proprietario di televisore

Il canone Rai deve essere pagato una sola volta per ogni famiglia anagrafica. Per famiglia anagrafica si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune (unico nucleo familiare). Anche i conviventi di fatto costituiscono famiglia anagrafica se il vincolo affettivo è dichiarato all’Anagrafe. Inoltre, una famiglia anagrafica può essere costituita da una sola sola persona.

Dato che marito e moglie appartengono certamente alla medesima famiglia anagrafica, il canone è dovuto una sola volta ed è automaticamente addebitato solo sulla fattura per la fornitura di energia elettrica intestata ad uno dei due coniugi. Non è necessaria la presentazione di una dichiarazione sostitutiva per comunicare chi è il reale possessore della televisione.

Canone Rai: se i coniugi hanno residenze diverse

Qualora marito e moglie presentino residenze diverse, in immobili differenti, ed in ciascuno dei due vi sia una utenza della luce, il canone Rai dovrà essere necessariamente pagato da entrambi. Per evitare ciò è possibile, alternativamente, disattivare un’utenza della luce per uno dei due immobili o riunire, nuovamente, le due residenze nel medesimo appartamento. Si ricorda, infatti, che l’addebito automatico in bolletta è previsto solo per le utenze elettriche di tipo residenziale.

Diversamente, se si vogliono mantenere i contratti della luce uso residenziale presso entrambi gli appartamenti, l’unico modo per non pagare due volte il canone è presentare la dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate, comunicando che il canone è già pagato da un altro componente della famiglia anagrafica (coniuge). Occorre compilare il quadro B della dichiarazione sostitutiva, indicando il codice fiscale da addebitare.

La dichiarazione sostitutiva può essere presentata in qualunque momento dell’anno e, a differenza della dichiarazione di non detenzione dell’apparecchio tv, non deve essere ripresentata annualmente. La dichiarazione ha effetto, ai fini della determinazione del canone dovuto, in base alla data di decorrenza dei presupposti attestati (appartenenza alla stessa famiglia anagrafica) e, in particolare se essi ricorrono:

  • dal 1° gennaio dell’anno di presentazione della dichiarazione, il canone non è dovuto a partire dal primo semestre dell’anno.
  • dal 2 gennaio al 1° luglio dell’anno di presentazione della dichiarazione, il canone non è dovuto a partire dal secondo semestre dell’anno.
  • da una data successiva al 1° luglio, il canone non è dovuto a partire dal primo semestre dell’anno successivo.
  •  da una data antecedente al 1° gennaio dell’anno di presentazione, può essere indicato, convenzionalmente, il 1° gennaio dell’anno di presentazione con effetto dal 1° semestre dell’anno di presentazione.

La presentazione della dichiarazione sostitutiva interrompe l’addebito del canone a partire dalla prima rata utile successiva alla ricezione della dichiarazione stessa. In ogni caso, è possibile richiedere il rimborso dell’importo eventualmente versato in eccesso (mediante compilazione e invio all’Agenzia delle Entrate, di apposito modello denominato “Richiesta di rimborso del canone di abbonamento alla televisione per uso privato pagato mediante addebito nelle fatture per energia elettrica”).



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1 Commento

  1. Scritto sulla carta pare tutto chiaro, ma vi invito a provare ad avere a che fare PERSONALMENTE con: Rai- Radiotelevisione italiana, Ufficio abbonamenti, Cas. post.le 22-Torino; Ade, società elettriche le più disparate (soprattutto Enel, nel caso specifico, la Hera si comporta con maggiore logica e positività). NON servono a nulla per la disdetta né R.R.R., Pec, mail, telefonate varie al N.verde Rai 800938362 (provate un po’ a chiamarlo, ‘sto numero, per riuscire a parlare con un operatore, perdipiù talora arrogante, e poi fatemi sapere…, Babele, al confronto, era una lingua comprensibile, sic!…). E’ una lotta impari. Si arriva al grottesco e all’assurdo che la Rai CHIEDA OSTINATAMENTE e PERVICACEMENTE il pagamento del canone tv anche a persone che abitano in zone impervie DOVE NON ARRIVA NEMMENO IL SEGNALE TV! Tanto è addebitato in bolletta… E chissenefrega… Provare per credere, diceva il nostro amico negli anni Ottanta! E la storia potrebbe continuare sine die… Stiamo a vedere se ce la farebbero…, ops, CE LA FARANNO A LEVARLO FINALMENTE DALLA BOLLETTA ELETTRICA COME PARE SEMBRI ESSERE IMPOSTO DALL’UE!!!

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