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Se perdo la causa col gratuito patrocinio pago le spese processuali?

28 Ottobre 2015


Se perdo la causa col gratuito patrocinio pago le spese processuali?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Ottobre 2015



La condanna a pagare l’avvocato di controparte coinvolge anche coloro che hanno ottenuto il gratuito patrocinio a spese dello Stato?

Il cittadino in gravi difficoltà economiche che si trova ad affrontare un processo civile può richiedere il patrocinio a spese dello Stato, detto anche “gratuito patrocinio“, che gli permette di agire o di difendersi davanti all’autorità giudiziaria senza pagare le relative spese.
La parte richiedente viene ammessa quando le sue ragioni risultino fondate (la legge richiede che le sue regioni siano “non manifestamente infondate”).

Solo in caso di vittoria del patrocinato, l’avvocato di questi viene pagato dallo Stato.

A sua volta, lo Stato, dopo aver anticipato le spese, può rivalersi nei confronti della parte soccombente. Se non recupera le somme nei confronti di quest’ultima, può rivolgersi alla parte ammessa al patrocinio ma solo a condizione che questa, con la vittoria della causa, abbia ottenuto un importo equivalente almeno a sei volte le spese. Per le sole spese anticipate, invece, lo Stato può agire nei confronti del patrocinato indipendentemente dalla somma o dal valore conseguito.

Diversamente, in caso di sconfitta della parte ammessa al gratuito patrocinio è questa stessa a dover mettere mano al portafogli per pagare la controparte nel caso in cui il giudice la condanni alle spese. Lo Stato, dunque, offre copertura solo per quanto riguarda il pagamento del proprio avvocato, ma non quello di controparte in caso di soccombenza [1].

Sintetizzando:

– se la parte ammessa al gratuito patrocinio vince il giudizio: le spese processuali saranno tutte a carico dello Stato che, eventualmente, si rivale nei confronti della controparte;

– se la parte ammessa al gratuito patrocinio perde il giudizio: se non c’è condanna alle spese, allora questa non deve sostenere spese poiché il suo avvocato viene pagato dallo Stato; viceversa, se c’è condanna alle spese la parte ammessa al gratuito dovrà pagarle e, quindi, corrispondere l’importo stabilito dalla sentenza in favore della controparte (o del suo avvocato).

Nelle cause che vengono definite per transazione, tutte le parti sono solidalmente obbligate al pagamento delle spese prenotate a debito ed è vietato accollarle al soggetto ammesso al patrocinio. Ogni patto contrario è nullo.

Infine, quando il giudizio è estinto o rinunciato, l’attore o l’impugnante diverso dalla parte ammessa al patrocinio è obbligato al pagamento delle spese prenotate a debito.

Ricordiamo che, da quest’anno, il limite di reddito entro il quale si può ottenere il gratuito patrocinio è salito a 11.528,41 euro.

note

[1] Cass. sent. n. 10053 del 19.06.2012

Autore immagine: 123rf com


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