HOME Articoli

Lo sai che? Quanto tempo per accettare o rinunciare all’eredità?

Lo sai che? Pubblicato il 29 ottobre 2015

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 29 ottobre 2015

Sono erede di mio padre e ora si aprirà la successione: quanto tempo ho per decidere se rinunciare all’eredità o se accettarla con beneficio di inventario?

Per rinunciare all’eredità, l’erede che non sia già, alla data di apertura della successione, nel possesso dei beni che compongono l’eredità, ha lo stesso termine previsto per poterla, invece, accettare: ossia 10 anni di tempo.

Lo stesso termine decennale è previsto per il caso di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario.

Viceversa, se è nel possesso di tali beni (si pensi al caso del figlio che abbia convissuto con il padre proprietario dell’immobile e che, alla morte di quest’ultimo, vi continui ad abitare), l’erede deve necessariamente effettuare l’inventario entro tre mesi; altrimenti, scaduto tale termine, l’eredità si considera accettata puramente e semplicemente.

Una volta chiuso l’inventario, l’erede ha poi 40 giorni per accettare o meno l’eredità, eventualmente anche con beneficio di inventario. In caso di inerzia, si ritiene che abbia accettato puramente e semplicemente.

Il termine per accettare può essere anticipato

Chiunque vi ha interesse può chiedere che il tribunale del luogo ove si è aperta la successione fissi un termine entro il quale il chiamato dichiari se accetta o rinunzia all’eredità. Trascorso questo termine senza che abbia fatto la dichiarazione, il chiamato decade dal diritto di accettare.

L’interessato deve presentare un ricorso al giudice della successione (ufficio successioni o sezione volontaria giurisdizione, a seconda dei tribunali) allegando il certificato di morte e sostenendo alcune spese (contributo unificato e marca da bollo).

È possibile impugnare la decisione negativa del giudice proponendo reclamo innanzi al tribunale in composizione collegiale.

Perché si abbia il possesso dei beni, è sufficiente un possesso puro e semplice e non è necessario che vi sia anche la volontà di possedere in qualità di erede.

Può trattarsi anche di mera detenzione o affidamento temporaneo oppure anche di compossesso su un patrimonio ereditario indiviso, pur se non esercitato materialmente sui singoli beni.

Non occorre possedere l’intero patrimonio del defunto, ma anche un solo bene, di cui sia nota al chiamato la provenienza ereditaria purché avente un certo valore economico [1].

Si ha possesso ereditario anche in relazione all’utilizzo da parte del coniuge superstite della casa coniugale e dei relativi arredi, nonostante il codice civile riconosca su di essi un autonomo diritto di abitazione e di uso.

note

[1] Cass. sent. n. 4707/1994.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI