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Quanto tempo per accettare o rinunciare all’eredità?

21 Settembre 2022
Quanto tempo per accettare o rinunciare all’eredità?

Sono erede di mio padre e ora si aprirà la successione: quanto tempo ho per decidere se rinunciare all’eredità o se accettarla con beneficio di inventario?

Alla morte di una persona cara, occorre adottare alcune scelte importanti e una di queste è se accettare o meno l’eredità. La scelta deve essere ponderata sulla base dell’effettiva consistenza del patrimonio della persona defunta in quanto, al di là del legame affettivo ai beni materiali, è bene considerare l’esistenza di eventuali debiti. L’accettazione dell’eredità comporta, infatti, anche l’accettazione delle posizioni debitorie, in cui l’erede subentra al posto del debitore defunto. Sorge spontaneo chiedersi in quali termini deve essere assunta la decisione e, quindi, quanto tempo per accettare o rinunciare all’eredità?

Termine rinuncia eredità

Per rinunciare all’eredità, l’erede che non sia già, alla data di apertura della successione, nel possesso dei beni che compongono l’eredità, ha lo stesso termine previsto per poterla, invece, accettare: ossia 10 anni di tempo. Il termine decorre dalla data di apertura della successione e, cioè, dalla data della morte.

Lo stesso termine decennale è previsto per il caso di accettazione dell’eredità.

Termine accettazione eredità con beneficio di inventario

Disposizioni particolari vigono per l’accettazione con beneficio di inventario che consiste nell’accettazione dell’eredità con dichiarazione di voler separare il patrimonio personale dell’erede dal patrimonio del defunto. Ciò consente all’erede di rispondere dei debiti del defunto nei limiti del valore del patrimonio ereditato. L’inventario dei beni del defunto serve proprio a ricostruire l’attivo ereditario e a determinarne il valore al netto delle passività.

Il termine per accettare l’eredità con beneficio di inventario varia a seconda che l’erede sia o meno nel possesso dei beni del defunto. Se l’erede non possiede già i beni al momento dell’apertura della successione, il termine per accettare l’eredità con beneficio di inventario è di dieci anni.

Viceversa, se egli è nel possesso di tali beni (si pensi al caso del figlio che abbia convissuto con il padre proprietario dell’immobile e che, alla morte di quest’ultimo, vi continui ad abitare), l’erede deve necessariamente effettuare l’inventario entro tre mesi; altrimenti, scaduto tale termine, l’eredità si considera accettata puramente e semplicemente.

Perché si abbia il possesso dei beni, è sufficiente un possesso puro e semplice e non è necessario che vi sia anche la volontà di possedere in qualità di erede.

Può trattarsi anche di mera detenzione o affidamento temporaneo oppure anche di compossesso su un patrimonio ereditario indiviso, pur se non esercitato materialmente sui singoli beni.

Non occorre possedere l’intero patrimonio del defunto, ma anche un solo bene, di cui sia nota al chiamato la provenienza ereditaria purché avente un certo valore economico [1].

Si ha possesso ereditario anche in relazione all’utilizzo da parte del coniuge superstite della casa coniugale e dei relativi arredi, nonostante il codice civile riconosca su di essi un autonomo diritto di abitazione e di uso.

Una volta chiuso l’inventario, l’erede ha poi 40 giorni per accettare o meno l’eredità, eventualmente anche con beneficio di inventario. In caso di inerzia, si ritiene che abbia accettato puramente e semplicemente.

Come anticipare il termine per accettare l’eredità

Il termine di dieci anni è molto lungo e la sua attesa potrebbe compromettere, nel frattempo, gli interessi di altri eredi o creditori del defunto. Si pensi, per esempio, al caso in cui il defunto lasci un rilevante patrimonio immobiliare che necessita di opportuna gestione e divisione: uno dei figli potrebbe essere interessato a che gli altri chiamati all’eredità decidano se accettare o meno l’eredità.

Per risolvere situazioni simili, il legislatore ha previsto la possibilità, per chiunque vi abbia interesse, di chiedere che il tribunale del luogo ove si è aperta la successione fissi un termine entro il quale il chiamato dichiari se accetta o rinunzia all’eredità. Trascorso questo termine senza che abbia fatto la dichiarazione, il chiamato decade dal diritto di accettare.

Il termine fissato dal giudice per dichiarare la propria eventuale accettazione dell’eredità, anche con inventario, è un termine di decadenza ed è finalizzato a far cessare lo stato di incertezza che caratterizza l’eredità fino all’accettazione del chiamato [2]. Ne consegue che, se decorre tale termine senza che il chiamato renda la dichiarazione, vi è automaticamente la perdita del diritto di accettare. In tal caso, è preclusa ogni proroga del termine.

L’interessato deve presentare un ricorso al giudice della successione (ufficio successioni o sezione volontaria giurisdizione, a seconda dei tribunali) allegando il certificato di morte e sostenendo alcune spese (contributo unificato e marca da bollo).

È possibile impugnare l’eventuale decisione negativa del giudice proponendo reclamo innanzi al tribunale in composizione collegiale.


note

[1] Cass. sent. n. 4707/1994.

[2] Cass. sent. n. 4849/2012.

Autore immagine: 123rf com


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