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Pagamento dei debiti ereditati se c’è beneficio di inventario


Pagamento dei debiti ereditati se c’è beneficio di inventario

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 ottobre 2015



Sono erede di un patrimonio di incerta quantificazione riguardo ai debiti: se dovessi accettare con beneficio di inventario sarei tenuto a pagare tali debiti lasciati dal defunto o no?

Di norma l’erede risponde delle obbligazioni contratte in vita dal soggetto defunto nei limiti della quota da lui ereditata, quota che viene espressa con una percentuale (per es. il 50%, il 33%, ecc.). Le sanzioni, invece, non si trasmettono mai agli eredi (si pensi all’eventuale multa per violazione del codice della strada o, nel caso di un accertamento fiscale, limitatamente alla parte dell’accertamento relativa alla sanzione, ma non all’imposta evasa).

Diverso, invece, è il caso di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario: in tale ipotesi, infatti, l’erede è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati disposti per testamento solo entro il valore dei beni a lui pervenuti. In pratica, se l’erede ha acquisito, in virtù dell’accettazione con beneficio, beni per un valore di 200 mila euro, i creditori del defunto potranno agire nei suoi confronti solo entro tale valore, anche qualora i debiti dovessero essere superiori.

Pertanto l’erede è obbligato nei confronti dei creditori ereditari con responsabilità limitata al valore dell’asse ereditato. Con la conseguenza che egli risponde non soltanto entro i limiti del valore suddetto, ma anche con i soli beni dell’eredità. Volendo fare un altro esempio, qualora l’erede non abbia onorato i debiti del defunto neanche entro il limite di valore ereditato, i creditori potranno agire con un pignoramento solo sui beni dell’eredità trasmessi all’erede, per esempio iscrivendo ipoteca e mettendo in vendita forzata la casa del defunto di cui l’erede è divenuto proprietario, e non invece la casa personale di quest’ultimo che aveva acquistato in precedenza con il proprio denaro.

Nei limiti dell’attivo risponde anche l’erede cui sia richiesta la stipula di un contratto definitivo derivante da un preliminare concluso dal defunto.

L’erede, che ha tenuto separato il proprio patrimonio da quello ereditato grazie all’inventario, deve soddisfare i creditori del defunto e i legati da questo istituiti per testamento.

A tal fine ha tre possibilità:

pagare creditori e legatari con liquidazione semplice, senza formalità, mano a mano che si presentano, salvo vi sia opposizione dei creditori stessi;

– ricorrere alla liquidazione di tipo concorsuale, in cui vige la “par condicio” tra creditori;

rilasciare i beni ereditati, in modo che un curatore apposito gestisca i pagamenti, disinteressandosene. L’erede che sceglie questa forma di pagamento si libera dell’obbligo di gestione e amministrazione dell’eredità, evitando di incorrere nelle relative responsabilità.

Pagamento in forma semplice

La prima delle suddette tre forme è il pagamento in forma semplice. Trascorso un mese dalla trascrizione dell’accettazione o dall’annotazione disposta per il caso che l’inventario posteriore alla dichiarazione, l’erede paga i creditori e i legatari a misura che si presentano, salvi i loro eventuali diritti di priorità, purché essi non si oppongano entro lo stesso mese pretendendo il sistema liquidatorio.

Pagando nell’ordine di arrivo delle richiesta, può quindi che alcuni tra creditori e legatari vengano pagati integralmente e altri no. Vanno però salvaguardati i diritti dei creditori ipotecari o pignoratizi. Inoltre i creditori hanno un diritto di preferenza nei confronti dei legatari.

note

Autore immagine: 123rf com

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