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Pagamento dei debiti ereditati se c’è beneficio di inventario

6 Settembre 2022
Pagamento dei debiti ereditati se c’è beneficio di inventario

Sono erede di un patrimonio di incerta quantificazione riguardo ai debiti: se dovessi accettare con beneficio di inventario sarei tenuto a pagare i debiti lasciati dal defunto o no?

Diventare eredi significa accettare sia i crediti che i debiti del defunto, non essendo ovviamente possibile scegliere di accettare solo le poste attive del patrimonio. Una volta divenuti eredi, il patrimonio ereditato si confonde con quello personale e l’erede risponde dei debiti del defunto anche personalmente, con le risorse “di tasca propria”. Esiste, tuttavia, l’istituto dell’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario. Essa consente di rispondere dei debiti del defunto nei limiti del valore del patrimonio ereditato e ciò fa sì che il patrimonio personale dell’erede resti indenne dalle azioni di eventuali creditori del defunto. In questo articolo vedremo come funziona il pagamento dei debiti ereditati se c’è beneficio di inventario?

Beneficio di inventario: cos’è

Il beneficio di inventario è una particolare modalità di accettazione dell’eredità attraverso la quale l’erede dichiara di voler divenire tale sulla base dell’inventario dei beni lasciati dal defunto, al fine di tenere separato il patrimonio ereditato (comprensivo di beni, crediti e debiti) dal patrimonio personale.

In caso di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario, l’erede è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati disposti per testamento solo entro il valore dei beni a lui pervenuti. In pratica, se l’erede ha acquisito, in virtù dell’accettazione con beneficio, beni per un valore di 200 mila euro, i creditori del defunto potranno agire nei suoi confronti solo entro tale valore, anche qualora i debiti dovessero essere superiori.

Pertanto l’erede è obbligato nei confronti dei creditori ereditari con responsabilità limitata al valore dell’asse ereditato. Con la conseguenza che egli risponde non soltanto entro i limiti del valore suddetto, ma anche con i soli beni dell’eredità. Volendo fare un altro esempio, qualora l’erede non abbia onorato i debiti del defunto neanche entro il limite di valore ereditato, i creditori potranno agire con un pignoramento solo sui beni dell’eredità trasmessi all’erede, per esempio iscrivendo ipoteca e mettendo in vendita forzata la casa del defunto di cui l’erede è divenuto proprietario, e non invece la casa personale di quest’ultimo che aveva acquistato in precedenza con il proprio denaro.

Nei limiti dell’attivo risponde anche l’erede cui sia richiesta la stipula di un contratto definitivo derivante da un preliminare concluso dal defunto.

Accettazione con beneficio di inventario: come si fa

Per l’accettazione con beneficio di inventario occorre rendere apposita dichiarazione davanti al cancelliere del Tribunale nel luogo in cui si è aperta la successione (ultimo domicilio del defunto) o da un notaio su tutto il territorio dello Stato.

Il chiamato all’eredità, quando è già nel possesso di beni ereditari, deve fare l’inventario entro tre mesi dal giorno dell’apertura della successione o della notizia della devoluta eredità. Diversamente, il chiamato all’eredità può rendere dichiarazione entro dieci anni dall’apertura della successione.

L’inventario non è altro che l’elenco dettagliato dei beni mobili e immobili facenti parte del patrimonio ereditato.

Beneficio di inventario: come pagare i creditori

L’erede, che ha tenuto separato il proprio patrimonio da quello ereditato grazie all’inventario, deve soddisfare i creditori del defunto e i legati da questo istituiti per testamento.

A tal fine ha tre possibilità:

  • pagare creditori e legatari con liquidazione semplice, senza formalità, mano a mano che si presentano, salvo vi sia opposizione dei creditori stessi;
  • ricorrere alla liquidazione di tipo concorsuale, in cui vige la “par condicio” tra creditori;
  • rilasciare i beni ereditati, in modo che un curatore apposito gestisca i pagamenti, disinteressandosene. L’erede che sceglie questa forma di pagamento si libera dell’obbligo di gestione e amministrazione dell’eredità, evitando di incorrere nelle relative responsabilità.

La prima delle suddette tre forme è il pagamento in forma semplice. Trascorso un mese dalla trascrizione dell’accettazione o dall’annotazione disposta per il caso di inventario posteriore alla dichiarazione, l’erede paga i creditori e i legatari a misura che si presentano, salvi i loro eventuali diritti di priorità, purché essi non si oppongano entro lo stesso mese pretendendo il sistema liquidatorio.

Pagando nell’ordine di arrivo delle richiesta, può succedere quindi che alcuni tra creditori e legatari vengano pagati integralmente e altri no. Vanno però salvaguardati i diritti dei creditori ipotecari o pignoratizi. Inoltre i creditori hanno un diritto di preferenza nei confronti dei legatari.


note

Autore immagine: 123rf com


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