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Non pagare il canone Rai intestando la luce a un anziano over 75

8 Settembre 2022
Non pagare il canone Rai intestando la luce a un anziano over 75

Posso evitare di pagare il canone Rai in bolletta se intesto la luce a un soggetto che, per legge, ha diritto all’esenzione?

A decorrere da luglio 2016, il pagamento del canone Rai avviene tramite addebito diretto nella bolletta della luce per le utenze di tipo domestico residenziale. Ciò comporta automaticamente che l’intestatario di un’utenza di energia elettrica nell’abitazione di residenza sia tenuto al pagamento del canone di abbonamento tv, a prescindere dal numero di televisori posseduti. Esistono, tuttavia delle esenzioni e una di queste è quella riservata ai cittadini over 75. Il familiare potrebbe, quindi, adottare lo stratagemma di non pagare il canone Rai intestando la luce a un anziano over 75. Vediamo se ciò è possibile per evitare il pagamento del canone in bolletta.

Canone Rai in bolletta: chi deve pagarlo 

Per legge, chiunque detiene uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi deve pagare il canone Rai.  Dal 2016 il canone è addebitato direttamente nelle fatture dell’energia elettrica relative alle utenze domestiche residenziali. Si presume, infatti, che nella propria abitazione di residenza si possieda almeno un televisore. La presunzione può essere superata solo presentando annualmente una dichiarazione sostitutiva di certificazione in cui l’intestatario dell’utenza elettrica attesta che né lui né i suoi familiari conviventi (intesi come componenti della famigli anagrafica) possiedono un televisore.

Canone Rai: come funziona l’esenzione over 75

La legge prevede l’esenzione dal versamento del canone Rai per chi ha raggiunto almeno 75 anni di età e ha un reddito (sommato a quello del coniuge) di non oltre 8mila euro annui. Se, per ipotesi, il contratto di energia elettrica fosse intestato a tale soggetto il canone non sarebbe dovuto. L’esenzione si applica solo per l’abitazione di residenza. Il canone è comunque dovuto se l’apparecchio televisivo è ubicato in luogo diverso da quello di residenza (per esempio in una seconda casa).

In ogni caso l’esenzione non scatta in automatico, ma è necessario che il contribuente, per non vedere più la bolletta della luce “maggiorata” dal Canone Rai, presenti una dichiarazione all’Agenzia delle Entrate di Torino per raccomandata a.r. o, consegnata per mani, all’ufficio territoriale competente più vicino. La dichiarazione sostitutiva è scaricabile a questo link.

Canone Rai: si può intestare l’utenza ad anziano over 75?

La normativa, però, oltre alle due condizioni appena illustrate (età e reddito del contribuente) pone un terzo requisito per ottenere l’esenzione in commento: il beneficiario non deve convivere con altre persone (al di là del coniuge), titolari di un reddito proprio (per maggiori dettagli, leggi l’approfondimento “Canone Rai, chi non paga. Esenzioni over 75”). Dunque, se il contratto della luce dovesse essere intestato a un soggetto over 75 convivente con altra famiglia (per esempio, quella del figlio) e il figlio dovesse essere occupato, questi non potrebbe ottenere l’esenzione. È quindi necessario che l’anziano viva da solo o esclusivamente con il coniuge (moglie o marito) o, comunque, con altri soggetti non titolari di proprio reddito. Non si considera, in ogni caso, il reddito di collaboratori domestici, colf e badanti che convivono con l’anziano.

In teoria nulla toglie che il beneficiario dell’esenzione dal pagamento del canone Rai sia intestatario di più di un contratto di energia elettrica (quello dell’appartamento ove vive e quello relativo ad altri immobili), tuttavia un’ipotesi del genere non è priva di rischi. In primo luogo perché, comunque, risulterebbe una situazione del tutto anomala: intestazione di un’utenza a soggetto non beneficiario dell’utenza stessa, il che potrebbe insospettire il fisco. Si tenga infatti conto che il canone sulla televisione è un’imposta con tutto ciò che ne consegue in termini di false dichiarazioni e di elusione fiscale.

Il mancato pagamento del canone costituisce vera e propria evasione fiscale. Insomma, nulla toglie che l’Agenzia delle Entrate possa chiedere spiegazioni sulle ragioni per cui l’utenza viene intestata a soggetto differente rispetto l’intestatario dell’immobile. Peraltro, poiché al beneficiario dell’esenzione si richiede un reddito particolarmente basso (non superiore ad 8mila euro all’anno), il fisco potrebbe chiedergli spiegazioni di come tale utenza venga da lui materialmente pagata, stante la sua incapacità economica.



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