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Non pagare il canone Rai intestando la luce a un anziano over 75

29 Ottobre 2015
Non pagare il canone Rai intestando la luce a un anziano over 75

In merito al nuovo metodo di pagamento del canone Rai con la bolletta della luce, se intesto la luce a un soggetto che, per legge, ha diritto all’esenzione posso evitare di versare l’imposta?

Il lettore si riferisce alla esenzione, prevista dalla legge, dal versamento del canone Rai per chi ha raggiunto almeno 75 anni di età e ha un reddito (sommato a quello della moglie) di non oltre 6.713,98 annui. Se, per ipotesi, il contratto di energia elettrica fosse intestato a tale soggetto il canone non sarebbe dovuto. In ogni caso l’esenzione non scatta in automatico, ma è necessario che il contribuente, per non vedere più la bolletta della luce “maggiorata” dal Canone Rai, presenti una dichiarazione all’Agenzia delle Entrate di Torino per raccomandata a.r. o, consegnata per mani, all’ufficio territoriale competente più vicino. La dichiarazione sostitutiva è scaricabile a questo link.

La normativa, però, oltre alle due condizioni appena illustrate (età e reddito del contribuente) pone un terzo requisito per ottenere l’esenzione in commento: il beneficiario non deve convivere con altre persone (al di là del coniuge), titolari di un reddito proprio (per maggiori dettagli, leggi l’approfondimento “Canone Rai, chi non paga. Esenzioni over 75”). Dunque, se il contratto della luce dovesse essere intestato a un soggetto over 75 convivente con altra famiglia (per esempio, quella del figlio) e il figlio dovesse essere occupato, questi non potrebbe ottenere l’esenzione. È quindi necessario che l’anziano viva da solo o esclusivamente con il coniuge (moglie o marito) o, comunque, con altri soggetti non titolari di proprio reddito.

In teoria nulla toglie che il beneficiario dell’esenzione dal pagamento del canone Rai sia intestatario di più di un contratto di energia elettrica (quello dell’appartamento ove vive e quello relativo ad altri immobili), tuttavia un’ipotesi del genere non è priva di rischi. In primo luogo perché, comunque, risulterebbe una situazione del tutto anomala: intestazione di un’utenza a soggetto non beneficiario dell’utenza stessa, il che potrebbe insospettire il fisco. Si tenga infatti conto che il canone sulla televisione è un’imposta con tutto ciò che ne consegue in termini di false dichiarazioni e di elusione fiscale. Il mancato pagamento del canone costituisce vera e propria evasione fiscale. Insomma, nulla toglie che l’Agenzia delle Entrate possa chiedere spiegazioni sulle ragioni per cui l’utenza viene intestata a soggetto differente rispetto l’intestatario dell’immobile. Peraltro, poiché al beneficiario dell’esenzione si richiede un reddito particolarmente basso (non superiore a 6.713,98 euro, corrispondenti a 516,46 euro al mese), il fisco potrebbe chiedergli spiegazioni di come tale utenza venga da lui materialmente pagata, stante la sua incapacità economica.



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