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News Riforma su affidamento e adozione: i punti salienti

News Pubblicato il 30 ottobre 2015

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> News Pubblicato il 30 ottobre 2015

Modifiche alla legge che riconosce il diritto del minore a una famiglia: il bambino ha diritto di essere adottato dalla famiglia affidataria e, in mancanza, di conservare i rapporti affettivi con essa sviluppati.

Ciascun minore in affidamento ha diritto di vivere una condizione di continuità affettiva e a non cambiare famiglia nel caso in cui il tribunale ne dichiari lo stato di adottabilità. Questo il cuore della nuova legge [1] approvata in via definitiva alla Camera il 14 ottobre scorso e che attende solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Vediamo, dunque, quali sono i punti cardine introdotti dalla riforma che va a modificare le norme che disciplinano il diritto dei minore ad una famiglia [2].

Priorità agli affidatari nell’adozione del minore

Qualora il Tribunale dichiari lo stato di adottabilità di un minore verrà data priorità nell’adozione del bambino alla coppia che lo abbia in affidamento.

La legge prevede, infatti che “qualora, durante un prolungato periodo di affidamento, il minore sia dichiarato adottabile […] e la famiglia affidataria chieda di poterlo adottare, il tribunale per i minorenni, nel decidere sull’adozione, tiene conto dei legami affettivi significativi e del rapporto stabile e duraturo consolidatosi tra il minore e la famiglia affidataria” [3].

Occorre, in ogni caso che gli affidatari siano in possesso di tutti i requisiti che la legge richiede per poter avere accesso all’adozione. Ossia che:

– siano sposati da almeno 3 anni

– abbiano convissuto per non meno di 3 anni qualora siano sposati da meno di tre anni.

Se, invece, l’affidamento abbia solo favorito il reinserimento del minore nella famiglia d’origine, la riforma prevede la necessità che debbano comunque essere tutelati i rapporti affettivi positivi sviluppati con la famiglia affidataria.

Nello specifico, infatti, le nuove disposizioni stabiliscono che “Qualora, a seguito di un periodo di affidamento, il minore faccia ritorno nella famiglia di origine o sia dato in affidamento ad altra famiglia o sia adottato da altra famiglia, è comunque tutelata, se rispondente all’interesse del minore, la continuità delle positive relazioni socio-affettive consolidatesi durante l’affidamento[4].

In entrambi i suddetti casi le nuove norme stabiliscono la necessità di considerare il punto di vista del fanciullo, il quale dovrà essere sempre ascoltato se abbia compiuto i 12 anni o anche di età inferiore se ritenuto capace di discernimento. Infatti, ai fini delle predette situazioni, “Il giudice, tiene conto anche delle valutazioni documentate dei servizi sociali, ascoltato il minore che ha compiuto gli anni dodici o anche di età inferiore se capace di discernimento” [5].

La partecipazione degli affidatari al procedimento relativo al minore

Ulteriore novità introdotta dalle nuove disposizioni è quella che prevede l’obbligo di convocare (a pena di nullità della procedura ) gli affidatari o anche l’eventuale famiglia collocataria del bambino perché vengano anch’essi sentiti nel procedimento:

– di adottabilità

– relativo all’affidamento

– o qualsivoglia procedimento sulla responsabilità genitoriale in cui è coinvolto il minore loro affidato.

A costoro è data piena facoltà di presentare memorie scritte nell’interesse del minore [6].

Adottabilità dagli affidatari nei casi particolari

Infine, la riforma riconosce ai minori orfani di padre e di madre di essere adottati, pure in assenza di una dichiarazione di adottabilità, anche dagli affidatari (purché vi sia stato un prolungato periodo di affidamento) [7]. In tale ipotesi l’affidatario può essere anche un single.

Si tratta dei casi in cui la legge ammette la cosiddetta “adozione mite” da parte di diversi soggetti uniti al minore da vincolo di parentela fino al sesto grado o da preesistente rapporto stabile e duraturo (per un approfondimento rinviamo alla nostra guida: “Adozione in casi particolari di un minore: quando e come”).

note

[1] L. n. 173/15.

[2] Legge 4 maggio 1983, n. 184 (Diritto del minore ad una famiglia) come modificata dalla nuova legge approvata il 14 ottobre 2015.

[3] Nuovo comma 5-bis. Art 4 L. 184/83.

[4] Nuovo comma 5-ter art. 4 L.184/83.

[5] Nuovo comma 5-quater. Art. 4 L. 184/83.

[6] Modifica al comma 1 dell’art 5 L. 184/83.

[7] Modifica al comma 1 lett. a. dell’art. 44 L. 184/83.

Autore immagine: 123rf com


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