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Lo sai che? Reati tributari, confisca obbligatoria per tutti

Lo sai che? Pubblicato il 30 ottobre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 30 ottobre 2015

Obbligatoria la confisca per tutte le tipologie di reato tributario, compreso l’occultamento delle scritture contabili.

Nessuna salvezza dalla possibilità di confisca diretta o per equivalente: la riforma dei reati tributari [1], difatti, estende l’obbligatorietà di tale misura anche agli illeciti che prima non la contemplavano, come l’occultamento e la distruzione di scritture contabili. Lo scopo dell’inasprimento della normativa consiste nell’evitare che l’impiego economico dei beni o del loro equivalente in denaro, costituenti frutto, prezzo o profitto del reato, possa offrire al colpevole lo stesso vantaggio al quale mirava il disegno criminoso.

Vediamo ora che cosa sono e come funzionano la confisca e la misura che la precede, cioè il sequestro preventivo, e come si conciliano con i reati di distruzione e occultamento delle scritture contabili.

Confisca dei beni

La confisca dei beni è una misura che viene disposta automaticamente dal giudice in caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti; per la commissione di un delitto in materia tributaria, la riforma stabilisce che la confisca debba sempre essere ordinata sui beni che costituiscono il profitto o il prezzo del reato, salvo che appartengano ad una persona estranea al reato, anche nelle ipotesi per le quali in precedenza non era prospettabile (come la distruzione e l’occultamento di scritture contabili). Tale misura è dunque da considerarsi obbligatoria in ogni caso.

Confisca per equivalente

Quando la confisca dei beni non è possibile (perché non è possibile agire direttamente sui beni che costituiscono prezzo, prodotto o profitto del reato), si procede a confiscare un valore corrispondente al prezzo o al profitto del crimine, nella disponibilità del contribuente. La confisca non opera per la parte che il contribuente s’impegna a versare, pertanto non è applicabile nella misura in cui il debito tributario sia pagato a rate, anche successivamente alla chiusura delle indagini preliminari; in caso di mancato versamento, è comunque disposta automaticamente.

Sequestro preventivo

Il sequestro preventivo costituisce la misura preordinata alla confisca, che viene applicata nella fase delle indagini preliminari, o nel dibattimento di primo grado, per evitare che il reo possa disporre dei beni.

Anche il sequestro può essere diretto (sul prezzo, sul prodotto o sul profitto del reato), oppure per equivalente (in denaro).

La misura è disposta dal giudice per le indagini preliminari (GIP) su richiesta motivata del pubblico ministero.

Prezzo, prodotto e profitto del reato

Il prezzo del reato è il compenso ottenuto da chi mette in atto la condotta punibile penalmente (il reo), come corrispettivo dell’azione criminosa.

Il prodotto del reato consiste nel risultato della violazione, cioè nei beni o valori creati, modificati o acquistati durante il reato.

Il profitto del reato è invece il vantaggio economico ricavato direttamente dall’illecito.

Confisca e sequestro per occultamento e distruzione delle scritture contabili

Le misure della confisca e del sequestro, in precedenza, non erano contemplate dalla normativa come applicabili ai reati di occultamento e distruzione delle scritture contabili: questo, per le difficoltà nel quantificare l’imposta evasa e l’ammontare da sottoporre a vincolo.

In effetti, sia il reato di occultamento che quello di distruzione delle scritture non implicano di per sé l’evasione fiscale, ma solo un ostacolo all’accertamento tributario.

Nella pratica, la problematica è comunque risolta dall’accertamento induttivo effettuato dal fisco, fatto, poi, proprio dal giudice per quantificare l’imposta evasa.

note

[1] D.lgs 158/2015.


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