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Lo sai che? Equitalia: tutte le cartelle esattoriali sono illegittime

Lo sai che? Pubblicato il 19 marzo 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 marzo 2012

Illegittima la cartella Equitalia se applica interessi superiori al 10%.

Come può una multa di poche centinaia di euro lievitare a cifre di oltre mille euro allorché, per pochi giorni di ritardo nel pagamento, arriva la cartella Equitalia? Semplice: perché vengono applicati interessi al 10%, interessi però che, secondo la Cassazione, sono illegittimi.

Ma illegittimi gli interessi, illegittima anche la cartella. E tutto deve essere annullato.

Una sentenza della Cassazione del 2007 [1] che – a detta di quanto riportato da “L’Espresso” – non sarebbe stata pubblicata in nessuna delle raccolte ufficiali della giurisprudenza, finendo quasi per essere occultata, stabilisce che sono illegittimi gli interessi semestrali del 10% che Equitalia applica sulle multe e sulle ammende amministrative: tali sanzioni si risolvono in una specie di tassa non dovuta allo Stato.

Eppure di questa pronuncia – fantomatica – la società di riscossione sembra infischiarsene, continuando ad esigere somme non dovute. Con enormi vantaggi per le casse erariali.

La legge invece prevede, in caso di ritardo nel pagamento della sanzione, “l’iscrizione a ruolo della sola metà del massimo edittale e non anche degli aumenti semestrali del 10 per cento”.

Tale illiceità rende nulle milioni di cartelle di Equitalia.

note

[1] Cass. sent. n. 3701 del 16.07.2007.

IL GIUDICE DI PACE

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
L’Ufficio Territoriale del Governo di Benevento ha impugnato, nei confronti di A.M.G., con ricorso notificato il 27.10.04, la sentenza del Giudice di Pace di Benevento, che aveva dichiarato la nullità dell’opposta cartella esattoriale, inerente al pagamento della somma di Euro 852,78 per violazione dell’art. 116 C.d.S., comma 2, ritenendo illegittima, ai sensi della L. n. 689 del 1981, art. 27, la maggiorazione per interessi operata sulla somma stabilita dalla legge.
Lamenta la violazione e falsa applicazione L. n. 689 del 1981, art. 27, atteso che, contrariamente all’assunto del G.d.P., proprio detto articolo prevede espressamente l’effettuata maggiorazione, in caso di ritardo nel pagamento delle somme dovute a titolo di sanzione.
A.M.G. resiste.
Il P.G. ha chiesto la trattazione del ricorso in Camera di Consiglio.
DIRITTO
MOTIVI DELLA DECISIONE
Il ricorso è manifestamente infondato.
Infattalle sanzioni, come nella specie stradali, si applica l’art. 203 C.d.S., comma 3, che, in deroga alla L. n. 689 del 1981, art. 27, in caso di ritardo nel pagamento della sanzione irrogata nell’ordinanza – ingiunzione, prevede, l’iscrizione a ruolo della sola metà del massimo edittale e non anche degli aumenti semestrali del 10%. Aumenti, pertanto, correttamente ritenuti non applicabili dal G.d.P., peraltro con motivazione errata, che va quindi corretta in conformità all’enunciato principio. Al rigetto del ricorso, segue la condanna alle spese.
P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna l’Ufficio Territoriale Governo di Benevento alle spese in Euro 500,00 di cui Euro 400,00 per onorari.
Così deciso in Roma, il 24 ottobre 2006.
Depositato in Cancelleria il 16 febbraio 2007

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3 Commenti

  1. buon giorno vorrei capire come posso m fare ad avere una copia della sentenza e come posso fare per farla applicare al mio caso
    tante grazie marras francesco

  2. sono un avvocato mi piacerebbe confrontarmi con te sulle pronuncie della Cassazione interessanti per l’annullamento delle inique cartelle esattoriali di molti miei clienti.
    Grazie Maria avvocato in Roma

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