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Lo sai che? Precetto: per quanto tempo è efficace?

Lo sai che? Pubblicato il 1 ottobre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 ottobre 2015

Termine di efficacia iniziale e finale, pignoramento ed esecuzione forzata, il caso dell’opposizione all’esecuzione o agli atti dell’esecuzione.

Il precetto, ossia l’intimazione che il creditore deve necessariamente notificare al debitore prima di avviare il pignoramento (diversamente, l’esecuzione forzata sarebbe illegittima) è soggetto a due termini di efficacia: uno “minimo” (prima del quale il pignoramento non può essere avviato) e uno “massimo” (oltre il quale il pignoramento è illegittimo perché tardivo). Esaminiamoli separatamente.

Termine minimo di 10 giorni

Il creditore deve indicare nel precetto il termine entro il quale il debitore deve adempiere, che (salvo casi particolari) non può essere inferiore a 10 giorni, o a 120 giorni in caso di precetto nei confronti di una Pubblica Amministrazione.

Se il creditore procedere in esecuzione forzata prima di tale termine l’esecuzione forzata è nulla e può essere oggetto di opposizione [1].

L’indicazione sul precetto di un termine più breve dei 10 giorni (o dei 120) o, del tutto, la mancata indicazione del termine non comporta la nullità del precetto [2], ma resta che, in ogni caso, il debitore deve adempiere entro e non oltre 10 giorni: quindi, la diversa indicazione fatta dal creditore viene automaticamente “sostituita” con il termine legale, che il creditore è comunque tenuto a rispettare, a pena di nullità dell’eventuale successiva esecuzione forzata.

Se ricorrono ragioni di urgenza o il pericolo di una ritardata esecuzione, il creditore può fare istanza al presidente del tribunale competente per l’esecuzione che valuta se autorizzare l’esecuzione immediata, eventualmente disponendo a carico del creditore il versamento di una cauzione.

In generale, l’autorizzazione è richiesta dopo la formazione del precetto e prima della notificazione dello stesso, tuttavia può essere rilasciata anche dopo la notificazione del precetto. L’autorizzazione è concessa con decreto scritto in calce al precetto e trascritto a cura dell’ufficiale giudiziario nella copia da notificarsi.

Termine massimo di 90 giorni

Decorsi i 10 giorni dalla notifica del precetto (o meglio, dal ricevimento, da parte del debitore) il creditore può iniziare l’esecuzione: lo deve, però, fare entro il termine di 90 giorni dalla notificazione, altrimenti il precetto diventa inefficace.

Il creditore che vuole insistere nella esecuzione deve quindi predisporre e notificare un nuovo atto di precetto.

Le spese del precetto inefficace (detto anche “perento”) restano a carico del creditore.

Opposizione al precetto

Nel caso in cui il debitore proponga opposizione contro il precetto [3] il termine di efficacia del precetto rimane sospeso e riprende a decorrere dal momento della riassunzione del processo esecutivo, che deve avvenire (con ricorso) entro 6 mesi dalla comunicazione della sentenza di appello che rigetta l’opposizione.

L’opposizione all’atto di precetto sospende i termini di efficacia del precetto stesso, ma non la possibilità per il creditore di procedere a pignoramento: il creditore infatti è ugualmente libero di iniziare l’esecuzione forzata nonostante l’opposizione, salvo però che il giudice disponga la sospensione dell’esecuzione.

Le spese del precetto inefficace (detto anche “perento”) restano a carico dell’intimante, essendo applicabile, anche in questa ipotesi, il principio in base al quale le spese del processo estinto restano a carico delle parti che le hanno anticipate [4].

note

[1] Si tratta di opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 cod. proc. civ.

[2] Cass. sent. n. 55/2002.

[3] Sia che di opposizione all’esecuzione (art. 615 cod. proc. civ.) che agli atti esecutivi (art. 617 cod. proc. civ.)

[4] Cass. sent. n. 19876/2013, Cass. sent. n. 10572/2007.

Autore immagine: 123rf com


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